Vent’anni

Vent’anni,
me l’avessero detto che sarebbe stato così complesso mi sarei preparata un po’ meglio.

Questa è l’età di mezzo,
quella in cui il confine tra chi ero ieri e chi sono oggi non è abbastanza delineato da farmi capire dove finisce l’uno e dove inizia l’altro.
L’età in cui è tanto facile guardarmi dentro e trovarmi cresciuta,
ma quando è successo esattamente non l’ho capito.

È l’età di mezzo,
quella in cui la frenesia del mondo mi sfiora ma io voglio continuare ad andare al mio tempo.
L’età in cui inizio a scoprire quanto in alto posso arrivare, ma mi accorgo che adesso non c’è più nessuna rete pronta a prendermi se cado,
e a volte ho le vertigini.

È l’età di mezzo,
quella in cui un giorno sento il mondo intero nelle mie mani,
e il giorno dopo però mi manca il terreno sotto ai piedi.
L’età in cui vorrei fare tutto, ma la paura di non riuscirci alle volte mi rinchiude dentro una stanza troppo stretta.

È l’età di mezzo,
quella in cui i sogni prendono forma, e mi rendo conto di quante cose meravigliose posso effettivamente desiderare,
ma non so neanch’io da dove cominciare.
Che le cose da desiderare sono tante,
ed io soltanto una.
E non c’è nessuno oggi che può indicarmi da che parte andare,
che direzione seguire,
quali strade sono le mie.
Che poi, alla fine, mica posso saperlo già?

È l’età di mezzo,
quella in cui voglio sperimentare tutte le sensazioni del mondo,
ma mettere piede fuori dal mio confine mi fa una paura folle.
L’età in cui tendo a confondere la versione migliore di me, con una versione di me che semplicemente non esiste:
e così pretendo di non sbagliare mai,
pretendo di avere già tutte le risposte,
pretendo di vederci chiaro in tutte le cose,
senza però averci provato mai.

È che buttarsi non significa morire,
cadere non significa morire,
sbagliare non significa morire,
e a vent’anni certe volte lo dimentico.

Vivere, parlare, esprimersi, farsi sentire.
Fare, sbagliare, cadere, rialzarsi.
Rischiare.

Forse è soltanto questo che si deve fare, a vent’anni.

Che poi, se non rischi come fai? Come fai a sapere qual è la strada giusta?

Se non ti allontani da dove ti trovi come fai a sapere il tuo posto qual è?

Articolo a cura di Anita D’Alfonso

2 pensiero su “Vent’anni : in bilico tra chi sono e chi voglio essere””
  1. Che bello poter leggere scritto da qualcun altro tutto ciò su cui ci interroghiamo con noi stessi in privato e non sentirsi più soli… bravissima.

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