Sinceramente in questo istante forse l’ultima cosa al mondo che vorrei fare è mettere per iscritto questi pensieri
scomodi.
Io ho avuto la fortuna di essere cresciuta così,
tutte le persone a me vicine mi hanno sempre ripetuto che sarei dovuta diventare una donna forte,
che mai nessuno avrebbe avuto il diritto di giudicare o di mettere bocca su quello che dovessi fare, quando e perché.
Che quando una persona ti dà ordini, ti impone o ti vieta qualcosa, quando semplicemente si rifiuta di parlare e di scendere a compromessi con te,
TU devi solo andare via.

“Non lasciare mai che qualcuno decida per te
sei tu che hai il potere su te stessa, sei tu che devi dire di sì o di no, di qualunque cosa si tratti”

Queste parole, ormai da anni, mi rimbombano nella testa ed io, fortunatamente, mai le ho dimenticate.

Però poi la realtà non è così facile,
perché niente è tassativamente bianco o nero.
E se per tantissimo tempo hai voluto vedere solo il bianco, credendo che il nero lo avresti potuto gestire, poi arriva quel momento in cui il nero è già diventato buio.

La verità è che noi non decidiamo di chi innamorarci.

E quindi, ti annienta, ogni giorno di più, renderti conto che la persona, che più di tutte ti avrebbe dovuto capire,
ti dice che forse quel vestito non va bene,
che forse è troppo corto e dovresti cambiarlo;
che forse, in quella foto, sei troppo scoperta: la gente cosa penserà?
Che forse, dovresti cercare di essere meno appariscente quando balli perché gli altri ti guardano;
che forse, se quel ragazzo a quella festa ci ha provato la colpa era anche la tua;
che forse, alla fine non sei così diversa da quella ragazza che è capace di tradire,
che forse, infondo,chissà se non l’hai già fatto anche tu.

E allora tu ti chiedi: ma chi sono io?

Ma può una persona che ama pensare queste cose? Ma allora chi ama? Cosa ama?
Non è forse il controllo su di me che ama?
Ama avere la certezza che nessuno può toccarmi, guardami o desiderarmi,
ed eccomi qui, relegata in un angolo, dedicato solo a me.
dove io non posso ballare,
non posso uscire con i miei amici senza percepire nervosismo,
dove non posso bere se lui non c’è.

E allora ecco che tutto il suo regime,
e tutte le condizioni che aveva stilato
una per una gli cadono addosso
perché pur di non vedere la mia libertà
dissolversi completamente
mento.
Io che le bugie non le ho mai sapute dire
dico che stasera di ragazzi non ce ne sono,
dico che non si balla in quel locale,
dico che “tanto ti pare che bevo stasera?”
dico che nessuno ci ha provato con me.

Avrei potuto dire la verità, certo: si, si ballava alla festa, e una persona che,neanche conoscevo, ci ha palesemente provato con me, ma io l’ho allontanata, solo che a lui questo mica importa, perché tanto la colpa è sempre la mia.

Ed io credevo di poter gestire tutto questo,
credevo di poterlo tollerare
perché sapevo che non sarebbe mai riuscito a scalfirmi.
Ed ora, mi sto rendendo sempre più conto, che effettivamente è così:
NON PUOI SCALFIRE LA MIA ESSENZA

Però sai cosa fa male?
Quel pensiero maledetto, forse il problema è proprio questo:
infondo tu mi vuoi diversa.
Se adesso fossi stata un’altra
meno testarda, meno forte, probabilmente di me non sarebbe rimasto più niente .

Forse davvero non sarei più andata a ballare,
avrei preferito restare a casa e non farti arrabbiare.
Avrei preferito vestirmi in un modo che non mi piace e non mi fa sentire me stessa, per farti stare tranquillo.

Avrei semplicemente obbedito
a quella persona che nemmeno ama me,
se cerca di censurare ogni singolo aspetto che mi caratterizza, paragonandomi al marcio che esiste intorno,
proprio io che tanto ho lavorato nella mia vita
affinché il marcio mai mi appartenesse.

Articolo a cura di Anita D’Alfonso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *