Con l’arrivo di Piccioli, Balenciaga sembra voler intraprendere una nuova direzione creativa, allontanandosi dallo stile provocatorio e spesso controverso del suo predecessore, Demna Gvasalia, che ha guidato la maison dal 2015 al 2025. Il debutto della sua prima collezione per Balenciaga è previsto per ottobre 2025.
Ma cosa significa davvero l’arrivo di Piccioli nell’inconfondibile atelier al numero 10 di Avenue George V, a Parigi, dove Cristóbal Balenciaga pose le fondamenta della maison?
Piccioli, romano, classe 1967, ha lasciato Valentino nel 2024 dopo 16 anni al timone, di cui otto da solo, succedendo alla co-direzione con Maria Grazia Chiuri. Durante il suo mandato, ha trasformato Valentino in un simbolo di eleganza contemporanea, valorizzando l’inclusività, l’espressione individuale e una bellezza non convenzionale.
Sotto la sua guida, la maison italiana ha ottenuto riconoscimenti globali e ha dato vita a momenti memorabili, come il lancio del celebre colore “Pink PP”, diventato icona culturale e virale sui social. Ha inoltre costruito un rapporto forte con celebri ambassador come Zendaya, Florence Pugh e Anwar Hadid, portando avanti una visione inclusiva e aperta alla diversità.
Piccioli succede a Demna Gvasalia, che ha diretto Balenciaga dal 2015 al 2025. Con lui, la maison ha vissuto un periodo di forte rottura e sperimentazione, caratterizzato da un’estetica post-sovversiva, carica di ironia, provocazione e riferimenti alla cultura pop e al mondo digitale.
Lo stile di Demna ha diviso l’opinione pubblica e la critica, ma ha senza dubbio riportato Balenciaga al centro del dibattito culturale e creativo. Tuttavia, negli ultimi anni alcune scelte comunicative controverse e una crescente saturazione del suo linguaggio visivo hanno favourite un cambio di rotta.
Il nuovo inquilino del civico 10 di Avenue George V a Parigi ha dichiarato:
“Quello che sto ricevendo oggi è un marchio pieno di possibilità e incredibilmente affascinante. Sento innanzitutto di dover ringraziare Demna, ho sempre ammirato il suo talento e la sua visione, non avrei potuto chiedere un migliore passaggio del testimone. Quello che è stato, consegna a me l’occasione di aggiungere la mia versione, la mia storia: il mio capitolo della maison Balenciaga.
Sono grato per la fiducia che François-Henri, Francesca e Gianfranco hanno riposto in me. Abbiamo trovato da subito senza sforzo una connessione tra noi, e questo credo che sia il modo migliore per iniziare un nuovo progetto”
Le sue parole evidenziano un approccio rispettoso verso l’eredità di Demna, ma anche la volontà di imprimere una nuova identità al marchio, in linea con la sua sensibilità estetica.
L’arrivo di Pierpaolo Piccioli segna un nuovo corso. Se Demna rappresentava l’avanguardia dissacrante, Piccioli incarna un ritorno alla couture come forma d’arte, con un’attenzione particolare alla componente umana della moda. La sua visione si concentra su silhouette sofisticate, drappeggi scultorei, palette intense e narrazioni visive che evocano emozioni.
Kering ha descritto la scelta come “strategica per l’identità del marchio”, sottolineando il desiderio di rafforzare l’equilibrio tra heritage e innovazione. Il CEO del gruppo, Gianfranco Gianangeli, ha dichiarato:
“Piccioli ha la sensibilità e l’integrità artistica necessarie per riportare Balenciaga alla sua vocazione originaria: essere un laboratorio di eccellenza creativa.”
La comunità della moda osserva con grande attenzione questa transizione. Se Piccioli riuscirà a combinare la sua sensibilità poetica con il rigore architettonico e l’impronta storica di Balenciaga, potrebbe aprirsi una nuova era per la maison. Un’era che punta non più sulla provocazione, ma sull’emozione, sulla bellezza pluralista e su un dialogo autentico con il pubblico globale.
Articolo a cura di Dea de Angelis
