Entrare in una profumeria e fermarsi davanti al bancone di Chanel fa sempre un certo effetto.
Tra le boccette minimal e i loghi dorati, ce n’è una che sembra chiamarci per nome, Coco Mademoiselle.
Bisogna dimenticare l’idea di Chanel come un qualcosa di “antico” o troppo impegnativo. Se il mitico N°5 è la regina madre, Mademoiselle è la sorella ribelle che studia a Parigi, esce a far serata e non ha paura di farsi notare.

È un mix pazzesco di freschezza e intensità. Appena lo spruzzi senti l’arancia, quasi frizzante, ma poi esce fuori quel lato più dolce e avvolgente della rosa e del gelsomino.
Il colore del profumo, è stato studiato per mesi per ottenere quella precisa sfumatura di rosa pesca. Doveva trasmettere calore e anche un’estrema modernità.
Una delle sfide più grandi per noi è trovare un profumo che non svanisca dopo il primo caffè della mattina. Mademoiselle ha questa capacità assurda di restare lì, fedele, sul collo o sul polso, accompagnandoti fino alla fine della giornata.
È un profumo che parla di indipendenza. Rappresenta quella fase della vita in cui stiamo decidendo chi vogliamo essere: eleganti, sì, ma con quel tocco di audacia che non guasta mai.

Nel 2001, Chanel si rese conto che le ragazze giovani percepivano il marchio come “troppo serio” o legato alle madri. Il naso della maison, Jacques Polge, ricevette l’incarico di creare una fragranza che catturasse lo spirito di Gabrielle “Coco” Chanel da giovane.
Polge decise di puntare su una struttura chiamata “Neo-Chypre”. Prese l’eleganza classica dei profumi francesi (fiori e legni) e la “ripulì” dalle note troppo polverose e antiche.
Usò una frazione speciale di Patchouli, molto più luminosa e moderna, unita a una valanga di arancia della Sicilia per dare energia immediata. Il risultato fu un profumo che sembrava “scintillante”.

Il successo globale esplose definitivamente con la scelta della testimonial. La prima fu Kate Moss, ma l’attrice Keira Knightley diventò il volto definitivo, con l’immagine perfetta della ragazza che non vuole essere intrappolata in uno stereotipo. Keira ha dichiarato che, prima di diventare il volto della fragranza, non aveva mai usato profumi perché li trovava troppo pesanti o stucchevoli. Quando ricevette i primi campioni di Mademoiselle, rimase folgorata perché “sapeva di una donna che non ha bisogno di sforzarsi per essere notata”. Da allora, ha confessato di spruzzarlo costantemente, anche quando non è sul set.

Molte celebrità lo scelgono per i red carpet, perché Coco Mademoiselle ha quello che gli esperti chiamano un sillage magnetico. A differenza di altri profumi che svaniscono o diventano troppo dolci, la struttura di questa fragranza proietta un’aura di “pulito e lusso” che resiste ai flash dei fotografi e alle lunghe serate, senza mai risultare invadente per chi sta vicino.

In Francia, Mademoiselle è il titolo riservato alle donne non sposate. Coco Chanel, nonostante i suoi celebri amori, non si sposò mai e per tutta la vita, i suoi colleghi, dovevano rivolgersi a lei nell’atelier, chiamandola Mademoiselle.
Ai tempi di Coco, il matrimonio era spesso l’unico modo per una donna di ottenere uno status sociale. Rimanendo “Mademoiselle”, lei ribaltò le regole, dimostrò che una donna poteva costruire un impero, essere ricca e influente senza un marito.
Il nome del profumo celebra proprio questa libertà e autodeterminazione.

Una piccola curiosità da sapere su questo profumo: il tappo se lo si guarda dall’alto, ha una forma ottagonale particolare. Non è un caso, è la silhouette esatta di Place Vendôme a Parigi. Era la piazza che Coco vedeva ogni giorno dalla sua finestra del Ritz, ed è la stessa forma che ha ispirato anche il flacone del celebre N°5.

In molti anni Coco Mademoiselle ha superato nelle vendite persino il leggendario Chanel N°5 diventando il profumo più venduto negli Stati Uniti e in molti paesi europei, arrivando ad essere una sorta di “uniforme olfattiva” per un’intera generazione di donne in carriera.

In definitiva, Coco Mademoiselle è un profumo che non si sforza troppo di piacere. Non è la solita fragranza dolce che stanca dopo mezz’ora, ma un mix che sa di decisione e di indipendenza.
Indossarlo non cambierà la giornata, ma di sicuro dà quel tocco di sicurezza in più quando serve sentirsi in ordine.

A cura di Carlotta Pieretti

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