John Galliano è uno degli stilisti più iconici e controversi della storia della moda, un maestro della teatralità e dell’innovazione che ha rivoluzionato il panorama dell’alta moda.
Nato a Gibilterra nel 1960 ma trasferitosi da bambino a Londra, dove frequenta la prestigiosa scuola Central Saint Martins di Londra, acquisisce una reputazione per la sua capacità di mescolare l’artigianato tradizionale con l’innovazione radicale. Nel 1983 si diploma e l’anno seguente debutta nel mondo della moda con il suo marchio personale, con il quale viene premiato più volte come stilista dell’anno.
Nel 1990 si trasferisce a Parigi in cerca di clientela e di una base finanziaria più solida. Nel 1995, John Galliano entra a far parte di Givenchy grazie al sostegno di Bernard Arnault, magnate dei beni di lusso e presidente di LVMH. Con questa nomina, Galliano diventa il primo stilista britannico a dirigere una maison di alta moda francese.
Ma il successo del piccolo enfant prodige avverrà soltanto nel 1996 quando lascia la direzione di Givenchy ad Alexander McQueen ed entra nella famiglia Dior – sarà direttore creativo dal 1996 fino al 2011 quando sarà cacciato – dove sarà consacrato come una delle voci più potenti e visionarie nel campo.
Il suo lavoro da Dior, a dir poco leggendario, ha portato l’alta moda a un livello mai visto prima, creando collezioni che erano veri e propri spettacoli, capaci di emozionare e sorprendere. Nessuno, nell’epoca contemporanea, ha saputo alimentare e continua ad alimentare i sogni come ha fatto lui. Soprattutto perché chi non c’era, avrebbe voluto esserci.
Ha portato un tocco teatrale e una dimensione quasi cinematografica alle sfilate, trasformando la passerella in uno spettacolo straordinario di moda, arte e performance. Il suo stile è stato caratterizzato da una forte carica emotiva, con riferimenti storici, culturali e artistici che mescolavano l’alta moda con il prêt-à-porter. Galliano era noto per il suo amore per la drammaticità e la teatralità, creando collezioni che erano veri e propri racconti visivi, spesso ispirati a temi storici, letterari o cinematografici.
Il culmine del lavoro di John Galliano da Dior è rappresentato dalla collezione Primavera/Estate 1998, un punto di svolta per la moda contemporanea. Con questa sfilata, Galliano ha portato un’ondata di freschezza e innovazione nella haute couture, rielaborando l’eredità di Christian Dior e rilanciandola verso una nuova era, in cui la moda diveniva un’esperienza visiva ed emotiva. La collezione ha mescolato passato e futuro, tradizione e modernità, consolidando Galliano come stilista visionario e ridefinendo i canoni della haute couture. La passerella si è trasformata in un palcoscenico teatrale, dove silhouette fluide, drappeggi spettacolari e dettagli sontuosi come ricami e piume hanno reso ogni abito un’opera d’arte in movimento.
Ma ben presto dalla vetta più alta dell’haute couture iniziò ben presto il declino dello stilista.
Il piccolo enfant prodige divenne ben presto l’enfant terrible. Infatti, negli anni 2000, John Galliano ha attraversato un periodo di grande successo ma anche di declino, segnato da difficoltà personali e professionali. Nonostante le sue collezioni per Dior continuassero a ricevere ampi consensi, il suo comportamento pubblico e la sua vita privata cominciarono a diventare oggetto di preoccupazione. Durante questi anni, Galliano lottava con problemi di dipendenza da alcool e droghe, che avevano un impatto negativo sulla sua salute e sul suo stato mentale.
La sua carriera ha subito un colpo irreparabile nel 2011 quando fu coinvolto in uno scandalo che lo costrinse a lasciare Dior. Dopo essere stato arrestato a Parigi per insulti antisemiti pronunciati in stato di ebbrezza, Galliano si trovò al centro di una controversia che mise fine al suo lungo e prestigioso rapporto con la maison francese. Le sue difficoltà con le dipendenze, unito a un comportamento sempre più erratico, avevano minato la sua capacità di gestire il suo ruolo di stilista per una delle case di moda più importanti del mondo.
Questa crisi culminò con il licenziamento nel 2011 da Dior, ma Galliano non sparì dalla scena della moda. Dopo un periodo di riabilitazione e riflessione, tornò a lavorare, prima con la sua etichetta personale e successivamente come direttore creativo per Maison Margiela. Tuttavia, il suo declino personale ha messo in luce le fragilità di un artista che, pur essendo uno dei più grandi stilisti della sua generazione, ha pagato un alto prezzo per le sue lotte interne.
Maison Margiela è diventata un simbolo di rifugio e rinascita per John Galliano, un luogo in cui lo spirito avanguardistico del fondatore ha offerto allo stilista l’opportunità di esplorare la sua creatività senza restrizioni. Qui, Galliano ha potuto creare collezioni audaci, in un contesto che ha sempre privilegiato l’innovazione rispetto alle convenzioni del mercato, permettendogli di esprimere la sua visione senza compromessi.
Tuttavia, dietro le quinte dell’alta moda si vociferava da mesi della dipartita di Galliano da Maison Margela ed effettivamente lo scorso 11 dicembre tale notizia è divenuta realtà.
«Oggi è il giorno in cui dico addio a Maison Margiela… Sarò per sempre grato per questo spazio sicuro per creare e costruire una nuova famiglia che mi sostiene con coraggio e dignità» ha scritto, menzionando il supporto ricevuto dal suo atelier e da Renzo Rosso, presidente del gruppo OTB, che possiede il marchio. L’avventura di John Galliano come direttore creativo della maison ha rappresentato una svolta significativa, soprattutto in un momento in cui cercava di risollevarsi dopo la sua controversa uscita di scena da Dior nel 2011.
John Galliano è senza dubbio uno dei nomi più iconici e discussi nella storia della moda, ma definirlo il “più grande stilista di tutti i tempi” è una questione soggettiva, che dipende dai gusti e dalle prospettive. Galliano è stato una figura fondamentale, soprattutto negli anni ’90 e 2000, per il suo lavoro innovativo e visionario, che ha segnato un’epoca nella moda. Sebbene non tutti siano d’accordo sul suo status di “migliore di tutti i tempi”, è indiscutibile che John Galliano abbia avuto un impatto enorme sulla moda e che il suo lavoro abbia definito l’evoluzione della moda contemporanea, soprattutto nella haute couture. La sua capacità di mescolare estetica, storia e un’incredibile abilità sartoriale lo hanno reso un punto di riferimento per le generazioni future di stilisti.
Quello che è certo però è che Galliano possa essere definito come il genio maledetto della moda.
Articolo a cura di Dea de Angelis
