Rosita Missoni, una delle più grandi stiliste italiane e un simbolo di imprenditoria femminile, è scomparsa all’età di 93 anni.

Fondatrice, insieme al marito Ottavio, della celebre maison di moda Missoni, ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo della moda. Nata nel 1931 a Golasecca, un piccolo paese in provincia di Varese, Rosita apparteneva a una famiglia di artigiani tessili, i Torrani, noti per la produzione di scialli e tessuti ricamati.

Dunque, per giochi, fili colorati e per miti, una mamma e una nonna al lavoro, Rosita comincia   fin da adolescente a lavorare insieme ai genitori.

Nel 1948 conosce suo marito, Ottavio Missoni in un giorno fortuito in occasione dei Giochi di Londra del 1948 e si innamorano sotto la statua di Cupido in Trafalgar Square.

Dopo il matrimonio con Ottavio, atleta olimpico, nel 1953, fondò con lui la maison Missoni nel 1958, nel laboratorio di Gallarate, dove prese vita il marchio che divenne famoso a livello mondiale, senza mai dimenticare le sue radici nel Varesotto, e in particolare a

Sumirago.

La casa di moda da loro fondata è ad oggi uno dei fiori all’occhiello del made in Italy e cala le sue radici nella storia.

La storia della casa di moda Missoni inizia nel 1958, quando Ottavio e Rosita fondano il marchio a Gallarate, nel laboratorio che diventerà il cuore pulsante della maison. L’iniziale successo della marca è dovuto a un’idea di design unica, che univa tradizione artigianale e innovazione, con un focus particolare su maglieria e tessuti lavorati a mano, utilizzando una varietà di colori e motivi geometrici che sarebbero diventati il marchio distintivo della casa.

«In quegli anni tutti andavano in città, mentre Ottavio mi portava vedere un terreno agricolo tra i vigneti e con una vista meravigliosa sul Monte Rosa, che ti parlava. Mi disse: qui costruiamo la nostra fabbrica, a Milano se vogliamo ci andiamo per il weekend». Lo racconta proprio Rosita, secondo quanto riporta l’Ansa, nel 2021 in un evento organizzato al museo Maga di Gallarate per inaugurare il nuovo allestimento della Sala Arazzi per celebrare i cent’anni dalla nascita di Ottavio.

I disegni a zig-zag, a righe, a maglia fiammata e ondulati, realizzati in colori inediti come il tamarindo, l’ocra, il glicine e il pervinca, potrebbero quasi essere descritti come un movimento culturale, una corrente pittorica, un manifesto artistico, con Rosita e Ottavio Missoni come i principali esponenti.

In particolare, il celebre motivo a zig-zag, oggi emblema di Missoni, è uno degli elementi più riconoscibili del brand. Sul doppio filo creativo e passionale di una stoffa a zig-zag, l’intuizione fu rivoluzionaria: usare le macchine Raschel delle tessiture lombarde, fin lì destinate alla produzione di scialli con motivi arabescati, per creare un tessuto a maglia che brillasse di fantasia.

Così, negli anni Sessanta, nacque una tela vibrante, capace di racchiudere tutti i colori dello spettro: glicine e pervinca, ocra e tamarindo, in un pattern che divenne simbolo di una sinergia tra estro e industria, quella stessa che avrebbe portato il Belpaese alla ribalta internazionale.

Un’estetica. Uno stile. Un manifesto. Squisitamente Missoni, frutto di una sensibilità artistica priva di inibizioni, specchio della vivacità di chi aveva avuto il guizzo di trattare la maglia come una tela bianca, pronta ad essere dipinta di pura creatività.

Questo motivo, insieme ad altri disegni grafici e a una combinazione di colori vivaci, ha reso i prodotti Missoni immediatamente riconoscibili e apprezzati a livello internazionale. Rosita Missoni, che aveva una solida formazione familiare nel campo della tessitura, ha saputo integrare questa tradizione con una visione creativa che ha reso il marchio un simbolo di eleganza contemporanea, senza mai rinunciare a un forte legame con le radici artigianali.

L’obiettivo del marchio Missoni? Il design e la forza dei colori.

La filosofia del loro lavoro, come ha dichiarato la stessa Rosita più volte “sta nel fatto che consideriamo un capo d’abbigliamento come un’opera d’arte. I nostri prodotti non devono essere comprati per un’occasione speciale, né perché sono di moda, ma soltanto perché uno li ama e sente che potrebbe indossarli sempre”. Eterni, proprio come parte di quel doppio spirito che li plasma, scrivendo un pezzetto indimenticabile di storia del costume.”

Nel corso di tutti questi anni di carriera, Rosita Missoni è sempre stata capace di intrecciare con maestria i valori dell’amore e dell’amicizia, dimostrando che, in fondo, è la famiglia ciò che davvero conta. Ed è proprio la forza indomabile della famiglia che ha dato ai Missoni la spinta per superare le difficoltà e prosperare, con i loro colori vivaci, le texture lavorate a maglia e quel tocco unico, come i funghi appena raccolti, che arricchiscono questo grande “minestrone” della moda.

Rosita è stata una figura di grande rispetto, non solo per il suo talento come stilista, ma anche come modello di imprenditoria femminile, riuscendo a mantenere vivo il legame tra la maison e la tradizione artigianale italiana. La sua capacità di coniugare creatività e innovazione con le radici artigianali ha reso Missoni un marchio iconico nel mondo della moda, celebrato per l’originalità dei suoi tessuti e la qualità del suo lavoro. Grazie alla sua visione e determinazione, è riuscita a far crescere l’azienda, portandola a un successo globale, senza mai perdere di vista l’importanza delle tradizioni che l’hanno ispirata fin dagli inizi. La sua eredità vive non solo nei suoi lavori, ma anche nella sua capacità di trasformare la moda in un linguaggio universale e in un simbolo di artigianalità, qualità e innovazione.

Articolo a cura di Dea de Angelis

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