Dal 23 settembre, Israele ha iniziato l’operazione “Northern Arrows,” colpendo asset strategici e leader di Hezbollah in Libano, raggiungendo perfino Beirut, la capitale del paese.

La guerra a bassa intensità tra Israele e Hezbollah (partito sciita supportato dall’Iran, che controlla il sud del Libano e alcune zone della Siria) si è riaccesa, trasformandosi ormai in una guerra convenzionale. Questo è avvenuto dopo i continui scambi missilistici tra i due paesi dall’8 ottobre dell’anno scorso e la recente escalation.

Nelle ultime settimane, Israele ha inflitto gravi perdite a Hezbollah, eliminando e ferendo numerosi miliziani attraverso l’esplosione di cellulari e altre tecnologie appartenenti a membri del “Partito di Dio,” causando caos tra gli alti ranghi del gruppo. Tuttavia, l’operazione “Northern Arrows” era appena iniziata.

Sempre il 23 settembre, l’IDF ha avviato una vasta campagna aerea, affermando di aver colpito più di 1.600 siti strategici di Hezbollah. Il 24 settembre, Israele ha continuato questa campagna, uccidendo anche il Comandante dell’Unità Razzi e Missili di Hezbollah, Ibrahim Muhammad Qabisi, a Beirut.

Hezbollah ha risposto con un’offensiva missilistica su siti militari e civili israeliani. Tra il 23 e il 24 settembre, sono stati lanciati circa 450 missili, la maggior parte dei quali intercettati dall’Iron Dome.

Il 27 settembre, Israele ha colpito il comando centrale di Hezbollah a Beirut, uccidendo il leader Hassan Nasrallah, il comandante del fronte sud Ali Karaki e un generale dell’IRGC, Abbas Nilforoushan. Questa decisione è stata ampiamente criticata, poiché il comando centrale era situato sotto condomini in una zona densamente popolata.

Il 29 settembre, l’IAF ha distrutto oltre 120 infrastrutture strategiche di Hezbollah, colpendo anche aree al confine con la Siria utilizzate per il traffico di armi. Nella stessa giornata, Israele ha risposto a un attacco degli Houthi, colpendo infrastrutture usate per importare armi iraniane e petrolio a Ras Hissa e al Hudaydah.

Il 1 ottobre, l’Iran ha lanciato un attacco missilistico balistico contro Israele per vendicare l’uccisione di Nasrallah, con oltre 180 missili. L’attacco ha colpito infrastrutture militari israeliane come le basi aeree di Nevatim, Hatzerim e Tel Nof, oltre alla Base dell’IDF “Glilot.” È stata però colpita anche una scuola a Gedera.

L’attacco ha causato la morte di un uomo palestinese a Gerico e ha ferito due israeliani a Tel Aviv. Netanyahu ha dichiarato che ci saranno gravi conseguenze per questo attacco.

Nello stesso giorno, Israele ha lanciato un’operazione terrestre nel sud del Libano, approfittando del momento di disorganizzazione tra gli alti ranghi di Hezbollah. Tra il 2 e il 3 ottobre, l’IDF è avanzata nel sud del Libano attraverso due assi principali, raggiungendo Yaroun. Israele ha affermato di aver ucciso oltre 100 membri di Hezbollah durante questa campagna via terra.

Il Ministero della Salute libanese ha riportato che oltre 1.000 persone sono morte a seguito degli attacchi aerei israeliani, rendendo questi giorni i più sanguinosi della storia recente del Libano dopo la guerra del 2006.

Obiettivi di Israele:

  1. Rimuovere l’Iran dal conflitto.
  2. Raggiungere un livello di deterrenza contro Hezbollah pari a quello ottenuto nel 2006.
  3. Completare l’offensiva terrestre nelle aree del sud del Libano controllate da Hezbollah.

Obiettivi di Hezbollah:

  1. Coinvolgere l’Iran nel conflitto.
  2. Eliminare la presenza americana in Siria.
  3. Riorganizzare i vertici del gruppo.

L’operazione ‘Northern Arrows’ non è solo una dimostrazione di forza militare, ma rappresenta un momento di svolta in una guerra che rischia di ridisegnare gli equilibri geopolitici del Medio Oriente. Con la morte di leader chiave e una risposta sempre più feroce da entrambe le parti, Libano e Israele si trovano sull’orlo di un conflitto che potrebbe estendersi ben oltre i confini regionali. Le prossime mosse decideranno non solo il destino del sud del Libano, ma anche l’ordine futuro di tutta l’area, dove la diplomazia sembra ormai un lontano ricordo. La fiamma di questa guerra brucia senza sosta, alimentata da antiche rivalità e nuove ambizioni, e il suo impatto sarà sentito per generazioni.

Articolo a cura di Alessandro Accogli.

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