Quando sentiamo la parola “mamma” cosa ci viene in mente?

Pensiamo ad un posto sicuro, ad una coperta che ci avvolge le spalle quando fa freddo, al calore di un abbraccio che ci fa capire che nonostante tutto, nelle braccia della persona che ci ha portato in grembo per circa 9 mesi, avremo sempre un posto sicuro. Pensiamo ad un fiore, bellissimo, sempre profumato e pronto a colorare la nostra giornata con una nota di positività. Pensiamo di certo anche alla MAMMA, la donna arrabbiata che ci sgrida perché non abbiamo messo a posto la camera o perché abbiamo sforato di troppo il coprifuoco.

I ricordi, sicuramente, vanno a quel capo d’abbigliamento che la caratterizza, che ormai fa parte di lei, e che quasi fa strano non vederle in dosso. La mamma rappresenta per ogni figlio il primo amore, la prima forma di vita a cui abbiamo dato tutto il nostro bene, senza pretendere nulla in cambio. Mamma è quella persona che è in grado di sgridarci e di dirci ti voglio bene nella stessa frase, è la stessa persona che cerca di spronarci, anche al di sopra delle sue forze. La mamma è quella persona, che dopo essersi arrabbiata, perché nel periodo delle elementari, ha scoperto dei compiti che non abbiamo fatto per il giorno dopo, si siede accanto a noi in salone, ed è disposta a perdere il sonno, pur di farci arrivare pronti a scuola il giorno dopo.

Mamma è colei che pur di aiutarci nei compiti di matematica, si ristudia argomenti fatti anni prima, e chiede un permesso dal lavoro per venirci a prendere a scuola quando stiamo male. È la prima persona che chiamiamo quando succede qualcosa di bello, quando proviamo emozioni forti, e perché no, anche quando proviamo qualcosa che non riusciamo a spiegare. La mamma è l’unico essere vivente al mondo con cui non abbiamo paura di piangere, con cui ci sentiamo al sicuro anche nei momenti peggiori, con cui saremmo disposti a vivere ogni secondo della nostra vita. È la persona che ha il potere di condizionare il nostro umore, quando è felice, siamo felici con lei e quando sta male, stiamo male anche noi, che preferiremmo assorbire quel dolore, piuttosto che vederla così. Mamma è la persona a cui chiediamo “come sto?” quando ad un primo appuntamento non sappiamo come vestirci, è quella persona che si prende cura di noi, e che, quando abbiamo il raffreddore, va in panico e ci porta in 2 secondi tutti i tipi di fazzoletti e medicine.

Mamma è la donna che prima di uscire ci dice “mi raccomando qualsiasi cosa chiama”. È la prima la mattina a darci il buongiorno e l’ultima la sera a darci la buonanotte, perché, non c’è bisogno di nascondercelo, senza la buonanotte della mamma, la notte ha un sapore un po’ diverso. La mamma è la persona che tutti noi vogliamo rendere fieri, vogliamo farle capire che tutte le volte che ha puntato su di noi sono servite a qualcosa, vogliamo semplicemente farle capire che ha cresciuto un bravo figlio. È quella donna di cui almeno una volta abbiamo sospettato che avesse poteri magici, magari perché riusciva a trovare quella cosa che cercavamo da ore e che magicamente, con lei davanti, ci appare proprio sotto gli occhi. È una donna stupenda, con cui molte volte il bisogno di parlare viene meno, perché ci si capisce solo con lo sguardo. La mamma è la persona che nonostante la nostra età, nonostante ci sentiamo ormai grandi, continuerà ad insegnarci come vivere, continuerà a chiederci se abbiamo mangiato a pranzo, insomma… continuerà a preoccuparsi per noi. Mamma è la persona che vorremmo sempre al nostro fianco, in qualunque situazione, perché in fondo, sa sempre come affrontare tutto, un po’ come una supereroina. La mamma è quella persona con cui possiamo non avere filtri, a cui possiamo dire tutti i nostri utopistici piani per il futuro, sapendo che non ci giudicherà, mentre speriamo segretamente che si avverino, per poterle dire un giorno “guarda mamma, ce l’ho fatta, e sei qui con me”.

In conclusione, “mamma” è una parola che può assumere un quantitativo infinito di significati, che però, alla fine, in un modo o nell’altro, rimandano tutti allo stesso concetto, l’amore.

Articolo a cura di Federico Pieretti

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