Il 19 agosto di 140 anni fa nasceva in un ospizio dei poveri a Samur, Gabrielle Bonheur Chanel, conosciuta anche più semplicemente come Coco Chanel.
Gabrielle,superato il limite di età per rimanere in orfanotrofio, fu mandata presso una scuola di apprendimento delle arti domestiche a Notre Dame. La giovane compì diciotto anni nel 1901 e iniziò a lavorare come commessa a Moulins, nel negozio di biancheria e maglieria Maison Grampaye. Lì mise a punto le nozioni di cucito apprese dalle suore di Notre Dame e approfondite con la zia Louise.
La prima svolta nella vita di Gabrielle fu l’incontro con il suo primo amante, Étienne de Balsan. Chanel incontrò Balsan nel 1904: quando i due si conobbero, in uno dei caffè-concerto di Moulins, lui aveva 25 anni e lei 21. Balsan fu anche il primo finanziatore della stilista.
Vivendo nel castello del suo amato a Royallieu, Coco imparò ad apprezzare lo stile equestre; l’uomo la assecondava nella sua passione, quella di produrre cappellini: è da qui che Coco Chanel cominciò ad attirare intorno alle sue creazione un’affezionata clientela che le aprirà le porte della capitale della moda, Parigi.
Gabrielle Chanel aprì così una boutique di cappelli a Parigi, al 21 rue Cambon, con l’insegna Chanel Modes. Indossati dalle più grandi attrici francesi dell’epoca, i suoi cappelli contribuirono a creare la sua sempre più blasonata reputazione. Nella boutique al numero 21 di Rue Cambon Gabrielle produceva non solo cappellini, ma anche maglioni, gonne e vestiti.; altre influenze per il suo lavoro arrivarono dall’apertura di una boutique a Deauville, luogo dal quale trarrà ispirazione dall’abbigliamento da marinaio per le sue collezioni. Durante la Prima guerra mondiale, la sua impresa iniziò a decollare: nel 1915 aprì una boutique a Biarritz, nel 1916 acquistò una partita di jersey che cominciò ad usare per i suoi abiti, una vera novità che le permise l’anno seguente di ampliare il suo business, che contava di due boutique, cinque laboratori e 300 lavoratori. Ben presto il suo nome cominciò a circolare anche nel mondo degli artisti, Coco era una vera musa per chiunque fosse amante della bellezza intesa in ogni sfaccettatura; negli anni Venti lanciò la moda del capello corto: si era bruciata i capelli su un fornello, si tagliò quelli rimasti ed ecco lanciata una nuova tendenza.
Nel 1921 arrivò uno dei suoi must: Chanel n°5.
Quando creò il suo primo profumo, CHANEL N°5, Gabrielle Chanel scelse tra diversi campioni e optò per il quinto che le venne presentato. Alla domanda: “Come chiamarlo?”, rispose: “Presento la mia collezione di abiti il 5 maggio e maggio è il quinto mese dell’anno. Lasceremo quindi a questo profumo il numero che gli è stato attribuito, il numero 5, e gli porterà fortuna”. E fortuna fu.
Indimenticabile poi, la famosa affermazione di Marylin Monroe che, sollecitata a confessare come e con quale abbigliamento andasse a letto, confessò: “Con due sole gocce di Chanel N.5”, proiettando in questo modo, ulteriormente, il nome della stilista e del suo profumo nella storia del costume.
Nel 1926 fu lanciato un capo che ancora oggi è un evergreen, il tubino nero, “la petite robe noir”, mentre due anni dopo ampliò il suo negozio di Rue de Cambon, portandolo al numero 31 e creando una boutique di tre piani.
Gli anni della seconda guerra mondiali furono difficili, ma ecco che negli anni Cinquanta continuò a stupire, con il tailleur in tweed proposto con gonna al ginocchio, giacca corta e bottoni dorati.
Il tema della fortuna ritornò quando, nel lanciare la Borsa matelassé più invidiata al mondo, Chanel scelse di chiamarla 2:55 come il mese e l’anno di nascita della borsa: febbraio 1955.
Dopo un piccolo soggiorno londinese, Coco tornò a Parigi nel 1953 e a rubarle la scena vi era la boutique di un giovane stilista di nome Christian Dior. Chanel allora prese di nuovo in mano il marchio con l’aiuto di Pierre Wertheimer, portando così la maison al vertice del mondo della moda.
La nuova collezione primaverile di CHANEL ottenne un grande successo, le donne più in vista dell’epoca, come Jacqueline Kennedy, vestivano solo Chanel.
Il 10 gennaio 1971 Coco Chanel si spense all’età di 87 anni.
Dopo la sua morte il marchio viene gestito dagli assistenti, per passare nel 1983 a Karl Lagerfeld.
Ad oggi il posto è occupato da Virginie Viard, stretta collaboratrice di Karl Lagerfeld per oltre 30 anni.
Gabrielle Chanel ha vissuto la vita come lei stessa se l’era immaginata. Le difficoltà di un’infanzia da orfana hanno lasciato spazio ai successi di una donna d’affari realizzata, fuori dal comune, audace, libera, precorritrice dei tempi. Amicizie profonde, amori appassionati e una sete di cultura, di scoperta e di viaggi hanno forgiato la sua personalità. Un vestiario liberato dalle convenzioni e dal superfluo, con degli accenti maschili, che hanno dato vita a un’allure visionaria fuori dal tempo, eppure straordinariamente moderna. Gioielli di lusso indossati con disinvoltura e profumi iconici sono diventati la firma di uno stile emblematico: quello di una donna all’avanguardia, di una pioniera che con il suo stile di vita e la sua poliedricità ha determinato i valori della Maison che ha fondato e che resta ancora oggi un’ispirazione per tutte le donne.
Articolo a cura di Dea de Angelis
