Se negli ultimi giorni l’elezione storica della Schlein aveva riacceso la speranza di tutti coloro che auspicano una opposizione compatta e programmatica al governo di Via della Scrofa, d’altro canto deve essere presa in considerazione la cruda realtà di uno scenario politico dove le forze di opposizione ancora oggi non sembrano lasciarsi andare ad eventuali effusioni amorose. La storica elezione della prima donna alla guida del Nazareno ed in generale di una forza di centrosinistra, non sembra abbia colmato quell’ormai imponente divario che intercorre fra le forze antagoniste del governo in carica. Scontro che si consuma ormai da mesi e che delle volte non mira a risparmiare accuse reciproche fra le varie compagini di minoranza. 

Entrando nel dettaglio di come la battaglia ideologica ma anche sostanziale si stia articolando, può tranquillamente essere d’esempio la costanza con la quale i protagonisti di questa disputa ricalcano le loro posizioni. La riunione annuale della “platea CGIL” è stata ancora una volta scenario di scontro fra i vari leader presenti all’evento. 

Partendo dall’ex premier Giuseppe Conte, qualcuno oggi addirittura invoca una sua improvvisa “vecchiaia” in confronto alla ventata di freschezza portata dalla Schlein. Che il linguaggio del leader grillino sia apparso più volte ricco di bizantinismi è ormai appurato, ma allo stesso tempo appare sempre più spaesato per via di un PD che sembra intraprendere una nuova rotta. Lotta e contrasto al cambiamento climatico, sostegno al reddito di cittadinanza e radicalità lampante sulle tematiche di approvvigionamento energetico, fanno si che i democratici con il passare delle settimane offuschino quelli che sono stati per molto tempo i cavalli di battaglia di Giuseppe Conte. Allo stesso tempo “l’avvocato del popolo” si mostra ancora una volta molto aperto alle forze del Nazareno, scagliandosi però indirettamente contro il suo ormai storico rivale, l’ex premier Matteo Renzi. “A me non preoccupa che Carlo prenda voti alla destra, mi preoccupa quando insieme al suo amico Renzi vota con la destra”, questa la forte disamina che mira ancora una volta a dimostrare come le due sfere politiche siano a tratti completamente inconciliabili. Un Calenda che addirittura viene fischiato dalla “platea CGIL” che non tarda a replicare . “Non è mai successo. Visto che applaudite, mi dite quando avrei votato con la destra? Sulla guerra? Ma allora ho votato anche insieme al Pd. Prima di applaudire come pecoroni, informatevi e leggetevi qualche numero”. 

La netta differenza di pensiero fra il leader di Azione e le altre forze di centrosinistra ha un’ampia legittimazione sostanziale. Alla domanda del numero uno della CGIL Maurizio Landini “potrete mai governare insieme?” il leader romano risponde con un secco “No!”. Inizia inoltre ad esporre l’impossibilità di governare con chi non è a favore del sostengo militare all’Ucraina, alludendo alla neo leader PD e al leader grillino. A questo punto puntualmente partono i fischi di quella parte di sinistra radicale ed ex comunista che del pacifismo post seconda guerra mondiale ne ha fatto una bandiera, con un Calenda che appare molto stizzito. “Amici belli voi fate un milione di manifestazioni per difendere la democrazia, fatemi parlare!”, questa la risposta polemica quando dalla platea si alzano gli ennesimi fischi alla sola parola “Jobs Act”, misura fortemente difesa da Carlo Calenda che afferma: “ha creato milioni di posti di lavoro!”.  

Tensione che si acuisce sulla tematica della transizione energetica, con un Fratoianni insieme al PD ed al M5S che rilancia l’importanza della lotta al cambiamento climatico, con un Calenda che scuote la testa non propriamente convinto. “La monnezza nelle discariche inquina molto più di un termovalorizzatore”, tuona così l’ex ministro dello sviluppo economico che conclude con un monito nei confronti della CGIL , “State attenti perché se non facciamo i rigassificatori le nostre aziende falliscono, e se falliscono migliaia di operai vanno a casa.”

In ultima istanza, se l’elezione della Schlein ha riavvicinato nettamente il partito ad una ipotetica alleanza con i grillini allo stesso tempo ha creato una distanza abissale con i moderati di Azione/Italia Viva. Alla luce di ciò è abbastanza probabile una corsa alle prossime elezioni europee dove le forze si misureranno al fine di comprendere quali potranno essere le future alleanze ed il valore delle forze in campo. Obiettivo ancora all’orizzonte bensì molto chiaro: arginare Giorgia Meloni! 

Articolo a cura di Giuseppe Patea

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