La finestra tra il 6 e 9 giugno 2024 si presta ad essere uno snodo storico particolarmente cruciale nella politica dei nostri giorni.
A fronte della (pur alla base vera) semplificazione giornalistica dello scontro tra Schein e Meloni, le prossime elezioni europee contengono molte micro-sfide elettorali, anche interne alla stessa maggioranza o alla stessa opposizione.
Ma come si presentano le principali forze politiche?
Le intenzioni di voto, raccolte da YouTrend per SkyTG24, mostrano ancora una volta Fratelli d’Italia come partito leader nazionale, con il 27,7%, in crescita rispetto allo scorso mese.
La prima sfida interna alla maggioranza vede protagonisti la Lega e Forza Italia. Quest’ultimo sembra paradossalmente aver tratto una nuova forza dalla morte dello storico presidente Silvio Berlusconi, soprattutto grazie al lavoro del suo successore Antonio Tajani che sta riuscendo in un progetto non banale: spersonalizzare il partito, con la possibile prospettiva di renderlo quella forza moderata di centrodestra capace di dialogare, in un ipotetico futuro, anche con forze politiche diverse da quelle attualmente in maggioranza; la stessa mission che sembra non essere riuscita a Calenda e Renzi.
Tajani conferma il “sorpasso” su Salvini, 7,9% il primo e 7,5% il secondo. Ma il dato più importante è il calo, anche solo rispetto allo scorso mese, della Lega dello 0,6%, in caduta libera e per ora apparentemente irreversibile, soprattutto a causa dell’assorbimento di parte dell’elettorato in Forza Italia, in crescita del 1,3% negli scorsi 30 giorni.
Gli appena citati Calenda e Renzi ormai non sono più un endiadi. E se Renzi, dopo l’accordo con Emma Bonino che ha dato vita all’alleanza “Stato Uniti d’Europa”, sembra essere proiettato oltre la soglia di sbarramento del 4%, lo stesso non si può dire di Calenda che resta fermo ad un 3% che sembra ad oggi difficile veder crescere.
Passando al lato dell’opposizione il PD si conferma la maggiore forza d’opposizione con il 19%, seguita a ruota dal M5S, staccato di 3 punti percentuali.
Le recenti vicissitudini che hanno riguardato uno dei nomi più caldi del meridione, Antonio Decaro, hanno spaccato l’opinione pubblica: gran parte della popolazione ha giudicato l’iniziativa del governo come assolutamente pretestuosa (e illecita), vista l’imminente scadenza del mandato del primo cittadino di Bari: la piazza gremita di fronte e Decaro ed Emiliano ne è una conferma. Tuttavia le vicende del sindaco di Triggiano hanno sicuramente gettato maggiore ombra e dubbi dell’opinione pubblica sull’integrità delle istituzioni nel barese.
Potrà essere questo impulso a rianimare l’elettorato che la sinistra ha “perso” negli ultimi anni?
Solo la conclusione delle indagini e l’appuntamento di giugno potranno darci una risposta.
Articolo a cura di Gianmarco Bruno

