Focus su Moldavia e Transnistria.

Per i quanto i mass media asseriscano che la guerra in Ucraina sia iniziata nel febbraio 2022, noi ci assumiamo la responsabilità di compiere un’analisi più complessa, che verta tanto sul passato, a partire dal 2014, quanto sul futuro, con la pretesa e l’ambizione di analizzare i possibili scenari in cui la “Guerra” potrebbe sfociare.

Se ciò si realizzasse la Pace, infatti, verrebbe ad essere fortemente compromessa poiché le parti coinvolte sarebbero molteplici.

In sintesi, la guerra in Ucraina potrebbe essere il “Trait d’union” per una serie di contrasti geopolitici irrisolti, scatenando così una vastità di piccoli conflitti che verrebbero ad essere unificati nella guerra Kiev/Mosca. 

Di esempi ce ne sono molteplici, e con questo primo focus parleremo della Moldavia

Nel 1940 i Russi invadono quella che all’epoca era la Bessarabia, e danno vita alla Repubblica Socialista di Moldavia, alla quale verranno conferite competenze giurisdizionali sulla Transnistria, una striscia di territorio nordorientale tra Moldavia e Ucraina.

Nel 1990 poiché l’URSS inizia a vacillare, la Moldavia approfitta di tale instabilità per dischiararsi indipendente; tuttavia, va precisato che tale percorso inizia un anno prima, quando a seguito della caduta del Muro di Berlino viene cambiata la lingua del Paese, che passa dal russo al “romeno”, ridenominato “moldavo”. Chinisau viene invasa dal Fronte popolare moldavo, che spingeva per un netto allontanamento dalla Russia, volto ad un avvicinamento alla Romania.

Tutto ciò suscita la reazione della Transnistria, che era parte della Moldavia, ma aveva una componente interna fortemente russa, e, non vedendo di buon occhio l’operato del Fronte moldavo, antirusso, inizia ad allontanarsi. Questo spaccato sociale ed interno, dovuta ad una differente visione del mondo culmina con una guerra nel 1992.

Tale guerra durò pochi mesi (142 giorni) ma fece più di 700 morti, e la Moldavia fu sconfitta dato il determinante intervento indiretto della Russia, nonostante la delicata situazione interna a seguito della caduta del regime.

Questo conflitto, sebbene sia durato pochi mesi, ha portato alla attuale situazione geopolitica in quella parte del mondo. La Moldavia continua ad essere uno stato indipendente e con un legame molto teso con la Russia, legame però inscindibile poiché Mosca è il primo partner energetico e commerciale di Chinisau; la Transnistria, invece, è a sua volta un’entità indipendente dopo il conflitto del ’92, fortemente legata alla Russia.

Inevitabile è il paragone con l’Ucraina ed il Donbass, e sebbene le matrici alla base del conflitto siano fortemente differenti, soprattutto in virtù dei diversi periodi storici in cui sorgono tali, l’uno può essere la benzina che alimenta il fuoco dell’altro.

Riprendendo l’incipit fatto all’inizio, come per le Guerre Mondiali, una grande guerra centralizza a sé altri conflitti, che potrebbero essere piu piccoli quanto più grandi.

La Moldavia-Transnistria è un conflitto relativamente recente, mai risolto e con circa i medesimi interessi in gioco tra Kiev e Washington; ed è per questo che ha tutte le carte in regola per essere riportato in auge.

Infatti, il 23 Febbraio il ministero della Difesa di Mosca ha affermato: “Secondo le informazioni disponibili, nel prossimo futuro il regime di Kiev sta preparando una provocazione armata contro la Transnistria, che sarà condotta da unità delle sue forze armate, anche con il coinvolgimento dell’unità nazionalista di Azov”.

È vero, siamo pur sempre nel regno delle possibilità, ma queste possibilità sono verosimili e molto meno remote di quanto possiamo immaginare.

Kiev potrebbe attaccare la Transnistria e Mosca potrebbe rispondere contro la Moldavia, stato che, ribadiamo, guarda in maniera incessante a NATO e Ue. 

Oppure, la NATO potrebbe servirsi della Moldavia attaccando la Transnistria, permettendo ai moldavi di riacquisire un territorio che rientrava nella sua giurisdizione, e colpendo indirettamente la Russia, che così perderebbe un avamposto militare fondamentale, in quanto al confine con Kiev.

Come vedete la guerra potrebbe rapidamente estendersi, e questo è solo il primo focus

La pace va cercata ora ed immediatamente, prima che sia troppo tardi.

L’Europa deve lasciare a Washington l’amministrazione degli interessi americani, ed iniziare a lavorare per gli interessi europei, cercando esclusivamente la pace al fine di evitare un conflitto su larga scala verosimilmente vicino, fermo restando il logoramento economico e sociale che già ha pervaso il nostro continente.

Articolo a cura di Roberto Bonavoglia

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