Titolo della nuova serie targata Netflix, tratta dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante, ci pone davanti la consapevolezza di come gli adulti, siano spinti ad ingannare le persone care, pur di mantenere celate e salde le bugie (o loro verità), che compongono la loro vita e, in un qualche modo, li proteggono dal mondo esterno.
Siamo a Napoli, primi anni 90.
Tutto è incentrato sulla vita di Giovanna Trada, ragazzina tredicenne, appartenente ad una famiglia benestante, entrambi i genitori, Andrea (Alessandro Preziosi) e Nella (Pina Turco), sono insegnanti di liceo, residenti nel quartiere “perbene”, il Vomero.
Giovanna è un’adolescente che ama leggere i romanzi, ha ricevuto un’educazione, prettamente, di sinistra
ma non eccelle a scuola.
Il suo equilibrio viene capovolto quando, di ritorno da un colloquio con i professori, la madre amareggiata comunica al padre gli insuccessi scolastici della figlia, il quale senza arrabbiarsi o sbraitare, pronuncia una frase all’apparenza priva di significato, che però sconvolge Giovanna: “Sta facendo la faccia brutta come quella di mia sorella Vittoria”.
Spinta dalla curiosità, Giovanna inizia ad indagare su chi sia questa zia Vittoria e perché venga definita brutta 3a tal punto da essere cancellata anche dalle foto di famiglia.
Facendo pressioni sul padre, una domenica pomeriggio, Giovanni riesce a farsi accompagnare da questa famosa zia, residente in un quartiere malfamato di Napoli.
Si assiste così alla divisione tra la Napoli perbene, colma di gente ricca e professori, e la Napoli devastata, abitata da gente povera.
A squarciare il velo dell’apparente incomunicabilità tra i due mondi è proprio il legame che tra Giovanna e ls zia Vittoria, la quale le spiega i reali motivi che hanno portato alla rottura con il fratello Andrea. Tanti anni prima, era l’amante di Enzo, un poliziotto, padre di famiglia e marito di Margherita. Durante una lite tra Andrea e Vittoria per l’eredità, Enzo si schierò dalla parte di quest’ultima. Andrea, preso dall’ira, decise di rivelare a Margherita il tradimento del marito. Enzo ,poco dopo, morì.
La vita di Giovanna inizia, man mano, ad intrecciarsi con quella di zia Vittoria, che le insegna a vedere realmente come stanno le cose e quanta menzogna ci sia dietro la vita ricca e perfetta di sua madre e, soprattutto, di suo padre, il quale intrattiene una relazione clandestina con la moglie del suo migliore amico.
È una trama all’apparenza semplice, ma che racchiude delle complesse vicende sentimentali, di amicizia, di
tradimenti che influenzano la protagonista e ne determinano il percorso verso la scoperta del sesso,
dell’amore e delle fasi tipiche dell’adolescenza.
È una storia di formazione, basata sul rapporto genitori-figli, il tutto ampliato dalla presenza silenziosa di una Napoli degli anni 90, con le sue tradizioni, i suoi costumi, la sua musica.
Proprio la musica, fa aprire gli occhi a Giovanna, amante della break dance, e punta i riflettori sull’ipocrisia e attrazione che, gli essere umani, nutrono verso le bugie, pur di alterare la realtà e plasmarla a proprio piacimento.
Ma come si suol dire in questi casi, prima o poi tutte le bugie vengono a galla.
a cura di Minerva Freda
