La geopolitica e l’economia si sviluppano e vivono grazie a dei vettori.
Il vettore, a livello scientifico, nasce dall’esigenza di delineare delle grandezze in uno spazio, e conferire loro una direzione. Essi possono sommarsi e addirittura moltiplicarsi tra di loro, divenendo grandezze fisiche sempre più grandi.
L’epoca storica in cui stiamo vivendo è stata definita da Bauman come un fluido liquido, e combinando tale visione filosofica con quanto asserito da Huxley nel 1900, la dittatura perfetta avrà le sembianze della democrazia perfetta.
Potremmo quindi definire, combinando le due visioni, il mondo in cui viviamo come governato da un regime talassocratico, in cui il “mare” è cosi profondo da rendere i vettori instabili e presenti anche in una terza dimensione, ulteriore alla due presenti nel sistema cartesiano.
I vettori del nostro tempo sono le informazioni, gli articoli di giornale, i servizi televisivi e gli swipe-up sul nostro Instagram, che, appunto, a differenza di un vettore non hanno una direzione ben delineata e come un sasso lanciato in mare, può verosimilmente arrivare ovunque.
Posto in essere tale incipit a metà tra la filosofia, l’antropologia e la fisica, torniamo a parlare di geopolitica.
Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha affermato, schierandosi a favore di Julian Assange, che gli USA dovrebbero fermare le azioni legali a suo carico e interrompere i vari procedimenti, facendo chiaramente intendere ad un esagerato accanimento da parte degli USA, avvalorato dallo stendardo dei diritti umani da essi portati nel mondo, che però viene meno nel momento in cui vengono intaccati gli interessi delle lobby d’oltreoceano.
Chi è Julian Assange?
Beh, per chi non lo sapesse Julian Assange è il fondatore di Wikileakes, una testata giornalistica che, in breve, ha fatto luce su numerose controversie che vedevano coinvolti i vertici dei servizi segreti e degli organi governativi americani. Ha svelato un intero sotto-sistema colmo di corruzioni, guerre studiate a tavolino, spionaggio illegale e situazioni poco chiare inerenti al Medio Oriente.
Pestando i piedi alle scarpe in pelle nera sbagliate, è stato accusato di aver minato la sicurezza interna degli States. Assange ha trovato rifugio nell’ambasciata dell’ Ecuador, dove però è stato comunque catturato a causa delle pressioni internazionali.
Ora si trova in un carcere inglese e l’America insiste nel chiedere la sua estradizione.
Il 20 Aprile 2022 il tribunale di Londra ha, infatti, autorizzato formalmente l’estradizione del giornalista e reporter in USA.
Quello che ha fatto Assange è stato puntare un faro di luce fortissimo nel mare occulto della nostra società fluida, facendo vedere il marcio e individuando i responsabili di questa contaminazione, eppure, nonostante ciò viene visto come un criminale. Gli innumerevoli capi di imputazioni formali sono inerenti alla minaccia e al pericolo per sicurezza interna, dovuta alla divulgazione di quelli che erano considerati “segreti di Stato”, ma a dirla tutta, sostanzialmente Wikileaks ha rappresentato un pericolo per equilibri geopolitici occidentali e le rivelazioni sempre più scottanti poste in essere dalla testata, soprattutto inerenti al Medio Oriente dove gli USA, sono stabilmente presenti a causa di interessi economici dalla fine del secondo dopoguerra, rischiavano di minare fortemente gli obiettivi americani nel “World’s Chessboard”.
Basti pensare agli accordi petroliferi con Qatar e Arabia Saudita, i vari scontri con l’Iran dopo il 1979, le guerre in Iraq e, infine, la recente guerra in Siria.
L’informazione è un vero e proprio vettore, che condiziona la direzione del popolo e ne forma l’idea, a causa della lacuna demagogica che si porta dietro il concetto moderno di Stato.
Da qui nasce l’esigenza di una cd. “Opinione Pubblica”, condizionata da un vettore che non è direzionato, poiché privo di una reale validità, ma che è in grado di direzionare, e addirittura dirottare, in virtù della direzione occulta a cui è tende.
Per spiegarmi mi aiuto con un esempio, la Russia è stata definita dal Parlamento UE come stato promotore del terrorismo, eppure è stata l’unica forza a combattere realmente l’Isis in Siria, dove l’America era presente con uno stendardo ideologico e interesse economici al fianco degli stessi jihadisti. Eppure, oggi i promotori del terrorismo sono i russi per le nostre istituzioni.
L’informazione di se per se è vuota, proprio come un vettore privo di direzione, poiché basta scavare un minimo per avere una visione più completa del titolone da giornale, eppure quello stesso titolone direziona in maniera prorompente l’opinione pubblica, molto più di un’analisi piu completa.
Assange aveva capito tutto e aveva compreso la necessità di fare luce sull’occulto, lo stesso occulto che gli ha cucito la bocca, e nel mare della disinformazione al fine di non annegare nel nulla è necessario preservare la cultura, per noi, per il nostro futuro e per chi in futuro combatterà, come noi, per restare a galla.
Solo dall’alto si può avere una prospettiva, e solo dall’alto si può fare luce, con quello che ormai è il privilegio dell’informazione incontaminata.
Assange ci ha provato, e non solo l’hanno riportato in mare, ma gli hanno fatto raggiungere il fondo, per insabbiare lui e tutto ciò che aveva scoperto.
Per questo non va dimenticato Julian e per lo stesso motivo non va accettato passivamente l’occulto.
Julian non va dimenticato, anzi deve essere un esempio, per tutti coloro che oggi non stanno accettando passivamente l’occulto e, per tutti coloro che domani avranno il diritto di una realtà meno contaminata.
A cura di Roberto Bonavoglia
