Era il 13 ottobre ottobre 2022, quando il sindacalista ivoriano Aboubakar Soumahoro decise di calpestare il tappeto rosso, elemento caratterizzante del transatlantico della Camera dei deputati, con un paio di stivali da lavoro “simbolo delle sofferenze e della speranza del Paese Reale che entra con me alla Camera per legiferare” volendo ricordare “chi è morto di lavoro, chi è discriminato e chi ha fame. Coi piedi nel fango della realtà e lo spirito nel cielo della speranza”.
In un mondo ideale, la storia di Soumahoro dovrebbe fare scuola: arrivato in Italia a 19 anni, per mantenersi gli studi lavora come bracciante nei campi, riuscendo a conseguire la laurea presso l’ Università “Federico II” di Napoli con 110/110, scrivendo una tesi intitolata “Analisi sociale del mercato del lavoro”.
Subito dopo la laurea, dedica la sua intera vita alla lotta sindacale, dando voce a tutti i braccianti sfruttati nei campi e combattendo il caporalato; il suo impegno nella difesa dei più deboli gli ha consentito di essere notato dai partiti di sinistra e di conquistare la carica di deputato con il partito Sinistra Italiana e Verdi alle elezioni politiche del 2022.
Sembrerebbe abbastanza chiaro, dunque, il ritratto di Aboubakar Soumahoro: un uomo rappresentante appieno gli ideali della sinistra, un possibile protagonista di una fiaba che “un compagno” racconterebbe a suo figlio per farlo addormentare.
Tutto corretto, se non fosse per un piccolo particolare: la storia appena raccontata non ha un lieto fine ma, proprio come una fiaba, è basata su una narrazione immaginaria; se nell’immaginazione il nostro Robin Hood indossa degli stivali sporchi di fango, nella realtà sua moglie è soprannominata “lady Gucci” per il suo stile di vita tutt’altro che modesto, come dimostrano scatti in cui indossa sciarpe di Fendi, borse di Louis Vuitton e occhiali costosissimi;
se Robin Hood , tradizionalmente, ruba ai ricchi per dare ai poveri, nella realtà le due cop. “Karibou” e “Consorzio Aid”, la prima gestita dalla suocera, Maria Terese Mukamitsibdo, e l’altra dalla moglie del deputato, Liliane Murakatete, rubano ai poveri per arricchire la famiglia di Soumahoro.
La denuncia raccolta dal sindacato Uiltcs parla di stipendi non pagati a 26 dipendenti, lavoro in nero, lavoratori minorenni maltrattati, lasciati senza luce, acqua e riscaldamento.
Non volendomi addentrare troppo nella vicenda giudiziaria -perché sarà un magistrato a decidere-
e reputandomi, a differenza di alcuni uomini di sinistra, un convinto garantista, fermamente legato al principio della presunzione di non colpevolezza, debbo tuttavia constatare come la questione rimanga aperta:
l’Iperuranio (molto simile al mondo immaginato dalla sinistra dove siamo tutti uguali), concepito da Platone nel Fedro, dove vi sono le idee immutabili e perfette raggiungibili solo dall’intelletto e quindi luogo “al di là di ciò che è reale”, non empirico, potrà mai essere raggiunto dall’uomo e dalla politica o lasciamo la filosofia e le fiabe alla sinistra e permettiamo alla destra di risolvere i problemi reali che, attraverso scelte tutt’altro che utopistiche, trascura l’immaginazione per concentrarsi sul mondo reale?
A cura di Andrea Ancora
