Il giorno 3 febbraio 2022 si conclude il mandato del Presidente della Repubblica. 

Gli ultimi 7 anni sono stati non poco movimentati: ben 5 governi, con maggioranze nettamente diverse, tra crisi politiche, economiche ed una pandemia globale.

Il 3 febbraio del 2015 pronuncia il suo discorso al Parlamento come Capo dello Stato, dopo essere stato eletto il 31 gennaio, con 665 voti al quarto scrutinio. 

Lo stesso 31 gennaio 2015, Mattarella si reca alle fosse ardeatine, dove avvenne l’eccidio durante la resistenza di Roma all’occupazione tedesca: è il primo atto da Capo dello Stato.

“L’Arbitro deve essere e sarà imparziale” recita nel suo primo discorso. 

Sergio Mattarella durante il suo primo discorso al Parlamento da Capo dello Stato.

Arbitro: ruolo che dovrà ricoprire sin da subito, innumerevoli volte. Ricordiamo i momenti più difficili, ma anche i più belli, di questo settennato.

La Politica Interna

È stato il primo Presidente siciliano a guidare il Quirinale. Parlamentare fino al 2008. Sotto la sua guida, nasce il primo sistema elettorale maggioritario (ribattezzato, appunto, “Mattarellum”).

Già nel dicembre 2016, in occasione del referendum costituzionale, arrivano le dimissioni di Renzi. L’Italia non ha una riforma elettorale e non riuscirebbe ad esprimere la propria preferenza; quindi, decide di non sciogliere le Camere (e non lo farà neanche in futuro). Dopo il governo Gentiloni, nel 2018, le elezioni politiche non hanno un vero vincitore (nessuno dei partiti raggiunge la tanto ambita soglia del 40%): prima di giungere ad un accordo, Movimento Cinque Stelle e Lega trattano per ben 88 giorni, trovandosi in continuo disaccordo. Mattarella attende con pazienza, fino a che Lega e 5S fanno nome di Giuseppe Conte come Presidente del Consiglio. 

Mattarella però esercita una delle sue prerogative e si oppone alla nomina a Ministro dell’Economia di Paolo Savona, ribadendo che la designazione del ministro dell’Economia costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari. La sua richiesta è per un nome che sia meno schierato contro l’Unione europea. Anzi, l’incertezza sulla posizione dell’Italia nell’Eurozona aveva già fatto registrare un’impennata dello spread, sintomo chiaro dell’allarme tra investitori e i risparmiatori, italiani e stranieri. Questa mossa non piace a Di Maio ed i Cinque Stelle che chiedono l’impeachment, salvo poi rimangiarsi tutto e non formalizzando davvero la richiesta. Di Maio lo definirà in futuro uno dei suoi più grandi errori.

Il premier Giuseppe Conte, i due vice premier Luigi Di Maio (ministro del Lavoro) e Matteo Salvini (ministro dell’Interno) e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il giuramento del Governo al Quirinale. Roma, 1 giugno 2018. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Mattarella così compie un atto che segna la svolta decisiva e porterà le due forze politiche a prendere una decisione, una volta per tutte: convoca Cottarelli e gli dà l’incarico di formare il Governo. L’idea è geniale, perché mette fine a tutte le polemiche. Si forma così il Governo Conte I.

Esattamente un anno dopo, Salvini, in una calda giornata d’agosto, apre una crisi di governo che porterà alla nascita del governo Conte II, sotto la guida di M5S e Partito Democratico.

Pacato, ma protagonista attivo di tutte le vicende politiche, Mattarella è stato un punto di riferimento, in grado di ascoltare le necessità di tutte le parti, ma sintetizzando con concretezza e mantenendo come caposaldo la Costituzione. Tiene il pugno duro nel momento più buio, quando il Paese è straziato dalle continue chiusure, i commercianti ed i ristoratori in primis, protestano nelle piazze, dando purtroppo modo a gruppi estremisti di infilarsi, creare scompiglio e dar vita a scontri violenti. In questo clima, la politica va in panne.

Il Presidente Mattarella il 2 giugno 2020

Il Conte II crolla nel gennaio 2021, quando Renzi si ritira dalla maggioranza. Mattarella convoca Mario Draghi e gli dà l’incarico di formare il nuovo Governo. Tra gli obiettivi primari, condurre un’efficiente campagna vaccinale e presentare il Recovery Plan entro la fine di aprile, al fine di ottenere l’anticipo sull’erogazione dei fondi (infatti, la Commissione europea ha versato durante l’estate scorsa 24,9 miliardi all’Italiaanticipo del 13% sui 191,5 miliardi dell’ammontare totale del Recovery per il Paese, da avere entro il 2026). Dal 2020 Mattarella ha richiamato più volte alla responsabilità, ringraziando sempre gli italiani per il rispetto delle norme anti contagio ed invitando poi tutta la popolazione a vaccinarsi, indicandolo come dovere civico nei confronti dei più deboli e del Paese. 

Mattarella si vaccina all’ospedale Spallanzani di Roma, 9 marzo 2021.

La Politica Estera

Difronte ai leader degli altri Paesi nei confronti dell’Italia, risponde sempre con fermezza. Famosa la replica a Christine Lagarde. La governatrice della Bce il 12 marzo 2020 disse che non era compito della banca centrale ridurre gli spread tra i paesi dell’Eurozona. Quel giorno fu la peggiore seduta della storia per Piazza Affari: -17%.

“Quanto fatto dall’Italia sarà utile a tutti nel contrasto al coronavirus, ci si attende solidarietà non ostacoli“, rispose Mattarella. 

Stesso per Boris Johnson, al quale rispose: “Anche noi italiani amiamo la libertà, ma abbiamo a cuore anche la serietà”. Il riferimento è ad un Question Time alla Camera dei Comuni, quando Johnson sostenne che quello del Regno è un popolo che, contrariamente agli italiani, non può essere costretto “a obbedire in modo uniforme”, per questo, a suo dire, nel nostro Paese i contagi erano scesi (intorno a settembre 2020).

Sempre in materia di Politica estera, ottiene importanti risultati. 

Durante il Conte I ci sono incomprensioni con la Francia, a causa delle dichiarazioni a sostegno dei “Gilet gialli” da parte dei pentastellati, soprattutto dopo che il 5 febbraio 2019 Di Maio e Di Battista incontrarono la fazione più estremista del gruppo che addirittura, parlava di colpo di Stato. Mattarella, con azioni diplomatiche guidate dalla risolutezza che lo distingue, riesce a riallacciare i rapporti.

Mattarella e Emmanuel Macron.

Sostiene la sua idea di una politica comune di Difesa ai leader europei, portandola avanti con convinzione. Chiede il sostegno Usa di Obama in Libia, poi fa sentire gli interessi italiani a Trump e Putin.

Una menzione va anche alla forte vicinanza a Papa Francesco, dal quale torna per la visita di commiato. Tanti gli incontri tra i due durante il mandato presidenziale. 

I successi sportivi

Durante l’estate del 2021 l’Italia ha collezionato innumerevoli successi sportivi: agli Europei di calcio, nel tennis, alle Olimpiadi di Tokyo. Tra i momenti che rimarranno impressi nella storia e nella memoria italiana, l’11 luglio 2021, la composta esultanza (subito rientrata) sul gol del pareggio che ci portò ai rigori durante la partita a Wembley. Durante l’intervallo di quella stessa partita, Mattarella incontra Berrettini, il quale ha poi dichiarato: “Non ho fatto in tempo ad entrare nella lounge alle spalle della tribuna d’onore, che mi è venuto incontro il presidente della Repubblica Mattarella. Lui a me!”, lasciando intravedere lo stupore per la semplicità di quel gesto.

Mattarella l’11 luglio 2021 a Wembley durante Italia-Inghilterra.

Ugualmente, la cerimonia al Quirinale del giorno seguente, con la Nazionale e Matteo Berrettini, sarà uno dei ricordi più belli che gli italiani porteranno con sé, arrivato dopo mesi difficili.

Mattarella insieme alla Nazionale Italiana di calcio, laureatasi Campione d’Europa, e Matteo Berrettini, primo italiano ad arrivare in finale a Wimbledon.

Un Mattarella-bis?

No, a quanto sembra non ci sarà. Con largo anticipo ha espresso di non voler ricoprire un secondo mandato, nonostante i pressing dei vari partiti in queste ore. 

Nel frattempo, un’altra pagina della storia della Repubblica sta per essere scritta, ma noi non possiamo far altro che dire: grazie, Presidente.

A cura di Adele de Ponte

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