Lo scorso 12 aprile si è spento a Firenze lo stilista Roberto Cavalli.
Lo stilista e fondatore dell’omonima casa di moda fiorentina è stato tra le firme più importanti della moda italiana.
Roberto Cavalli nasce a Firenze negli anni ‘40 in una famiglia di artisti, infatti il nonno era uno degli esponenti del movimento dei Macchiaioli. Lo stilista, rimasto orfano di padre all’ età di sei anni, cresce con la madre e la famiglia. Ispirato dal nonno e dalla sua arte, Cavalli decide di seguire le sue orme e si iscrive all’Accademia di Belle Arti della sua città natale. Non ci vuole molto tempo, però, prima che capisca che nel suo DNA risiedeva l’abbigliamento più che le tele da pittore.
Nel 1970 Roberto Cavalli fonda il suo brand e brevetta un nuovo sistema di stampa della pelle che incuriosisce numerosi protagonisti nel settore; infatti comincia a creare patchwork di materiali e colori, attirando l’attenzione di Hermès e Pierre Cardin.
Due anni dopo apre la sua prima boutique a Saint-Tropez dove vende principalmente Jeans in denim stampato, in pelle e fantasie animalier.
Successivamente a questo esordio, il suo nome è sulla bocca di tutti, a tal punto da essere invitato a presentare le sue collezioni sulle passerelle della Sala Bianca di Palazzo Pitti e poi su quelle di Milano Collezioni.
Il suo marchio di fabbrica? Fantasie Animalier in molteplici versioni.
Negli anni Cavalli ha spesso dichiarato “Copio i manti degli animali perché mi piace copiare Dio, il designer più fantastico”.
Lo stile di Cavalli è seducente e audace fatto di jeans strappati, patchwork, pelle e broccati. Le sue collezioni sono trasgressive, accosta materiali creando abbinamenti affascinanti e imprevedibili.
Ma il suo marchio di fabbrica erano – e rimangono ancora oggi – le stampe animalier: maculato, tigrato, zebrato. Immaginava le donne che portavano i suoi abiti come creature affascinanti e selvagge.
Negli anni affianca alla sua linea principale i marchi RC Menswear, e nel 1998 la linea giovane Just Cavalli.
Grazie alla sua moda grintosa e super glamour possiamo dire che ha definito lo stile degli anni Novanta: jeans aderenti ed a vita bassissima, abiti scivolati, stampe accese ispirate alla natura, dai serpenti ai fiori.
Lo stilista rientra tra i protagonisti della moda italiana degli ultimi 50 anni ed ha inoltre contribuito a portare la bandiera del Made in Italy nel mondo.
“Non chiamatemi stilista, Il mio talento, piuttosto, è trovare ciò che rende speciale un tessuto, un abito, una donna, pensando sempre alla moda come fosse un sogno pret-à-portér, pronto per essere indossato”.
Il suo pret-a-porter, riconoscibile grazie a motivi iconici è stato indossato (e amato) da celebrities di tutto il mondo, da Jennifer Lopez a Naomi Campbell, da Katy Perry a Lady Gaga, solo per citarne alcune.
Se il motto di Coco Chanel era “less is more”, il motto di Roberto Cavalli era decisamente “more is more”.

Articolo a cura di Dea de Angelis

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