Lo scorso 1° novembre ha compiuto 30 anni il “Trattato di Maastricht”: il trattato che ha istituito l’Unione Europea.
Chi non ne ha mai sentito parlare?
In questo articolo, chi scrive ha l’intenzione di approfondire le caratteristiche che lo contraddistinguono e i principali cambiamenti dopo la sua entrata in vigore.

Una prospettiva storica è necessaria per comprendere a pieno i progressi fatti in questi ultimi 30 anni: il Trattato di Maastricht viene firmato da 12 paesi, all’ora membri della Comunità Europea (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna) il 7 febbraio 1992 nella città da cui prende il nome, nei Paesi Bassi; tuttavia, entra in vigore solo il 1° novembre 1993.

È fondamentale sapere che l’idea di creare un’Unione Europea era presente nell’ambito delle dinamiche politiche internazionali da diversi anni. Infatti, già nel 1983 in occasione del Consiglio europeo di Stoccarda, viene rilanciata l’idea di un’unione politica da affiancare alla CEE (Comunità Economica Europea). Successivamente alla caduta del muro di Berlino del 1989, l’idea della creazione di una cosiddetta “Unione Europea” inizia a concretizzarsi.

Fu così che nel 1990, durante un Consiglio Europeo straordinario tenutosi a Dublino, vennero poste le basi di un ambizioso progetto politico, volto alla realizzazione di una maggiore coesione Europea. L’obbiettivo principale del consiglio era quello di ottenere una proposta di unione politica facendo conciliare punti di vista e scopi divergenti.

Successivamente, ebbero luogo altri due Consigli Europei: uno tenutosi nuovamente a Dublino, l’altro a Roma. Quest’ultimo fu determinante nel processo decisionale riguardante le proposte elaborate dai Ministri degli Esteri, che coinvolgevano il potenziamento dei poteri del Parlamento europeo, la cittadinanza europea, il principio di sussidiarietà e l’area comune di sicurezza e giustizia. Una volta completate tutte le numerose fasi, il Trattato venne firmato.

Al suo interno vi si trovano 253 articoli, 17 protocolli e 31 dichiarazioni. I tre principali pilastri su cui si basa sono: la Comunità Europea, la Politica Estera e di sicurezza comune, e gli Affari Interni. Ma quali sono quindi i principali cambiamenti avvenuti conseguenzialmente la sua entrata in vigore?

Vi è da dire che il Trattato di Maastricht ,senza dubbi ,ha rafforzato notevolmente la cooperazione tra i paesi europei, coprendo nuovi ambiti. Ad esempio, con l’introduzione di una cittadinanza europea: consentendo ai cittadini di scegliere in quale Stato membro risiedere e di spostarsi liberamente all’interno dell’UE. Inoltre, il Trattato ha introdotto una politica estera e di sicurezza comune con l’obiettivo di proteggere i valori condivisi, gli interessi primari e l’indipendenza dell’Unione. Ed ancora: ha promosso una cooperazione intensa nell’ambito della giustizia e degli affari interni al fine di assicurare la sicurezza dei cittadini europei.

Il Trattato di Maastricht ha inoltre tracciato il percorso verso la creazione dell’Unione Monetaria, stabilendo la struttura istituzionale che avrebbe regolamentato l’utilizzo della moneta unica ed elencando i criteri che gli Stati membri avrebbero dovuto rispettare per la sua adozione.

Dunque, possiamo dire che il Trattato di Maastricht ha posto le basi dell’Unione Europea come la conosciamo oggi. Ma da quel 1° novembre 1993, molti sono stati i progressi e altrettanti i cambiamenti avvenuti. Difatti, negli anni a venire altri 16 paesi hanno aderito all’UE adottando le norme stabilite nel Trattato di Maastricht o nei trattati successivi. Ad oggi, sono 27 i paesi membri.

Oltretutto, vi sono dei requisiti essenziali da rispettare se si vuole entrare a far parte dell’UE. Tra questi, di fondamentale importanza, sono quelli riguardanti gli aspetti pratici del funzionamento dell’euro. Queste disposizioni, meglio conosciute come “criteri di Maastricht” o “criteri di convergenza”, hanno l’obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi nell’area dell’euro, anche dopo l’adesione di nuovi paesi. Garantiscono che i paesi candidati dimostrino stabilità da quattro differenti prospettive: l’inflazione, i livelli di debito pubblico, i tassi di interesse e il tasso di cambio.

Tirando le somme, possiamo ribadire ancora una volta che grazie al Trattato di Maastricht l’Europa è diventata più unita, e ad oggi oltre 446 milioni di cittadini in 27 stati membri godono dei benefici della cooperazione Europea.

Articolo a cura di Sofia Schettino

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