Con la finale di Champions disputata dall’Inter lo scorso sabato e lo spareggio valevole per la permanenza in Serie A tenutosi il giorno seguente tra Spezia e Verona, si è conclusa nello scorso weekend la stagione dei club della nostra massima serie.
Eccezion fatta per “i nazionali” ancora impegnati fra europeo under 21, Final Four della “UEFA Nations Legue” e amichevoli internazionali, per atleti, allenatori e staff tecnici è tempo di vacanze, mentre si infiammano i telefoni di agenti e direttori sportivi, impegnati nella negoziazione delle trattative finalizzate a rinforzare i rispettivi organici.
Ad ogni modo, si tratta per tutti di un periodo di bilanci, di esami accurate ed attente valutazioni, volte a valutare gli aspetti positivi e negativi, ciò che abbia funzionato o meno, durante la scorsa stagione sportiva.
In linea con tale tendenza, ecco una personale valutazione (sia degli aspetti tecnici-tattici più attinenti a quanto osservato in campo, che dell’aspetto gestionale-manageriale più rilevante “dietro la scrivania”), squadra per squadra ed in rigoroso ordine di arrivo in classifica, della stagione delle 20 protagoniste della Serie A 2022-2023.
💙💙NAPOLI:
Vincere non è mai banale. Farlo a Napoli, rivoluzionando la rosa e congedando gran parte dei protagonisti di uno dei più rilevanti cicli della storia del club -peraltro riducendo il monte ingaggi ed i costi di gestione-, di certo ancora meno.
Pochi potevano immaginarsi una cavalcata così trionfale ad inizio stagione, ed in molti invece contestavano presidente e società per l’operato durante il mercato estivo (come ricordavamo in sede di celebrazione dell’impresa dei partenopei qui
https://www.ateneonews.it/2023/05/08/da-a16-a-16-napul3-campione-ditalia/ ) ; proprio per questo non si può che lodare un’impresa già di per sé storica, frutto dell’eccezionale lavoro di tutti i protagonisti.
È la vittoria del DS Giuntoli, ancora una volta dimostratosi straordinario scopritore di talenti, del mister Spalletti ( capace tanto di valorizzare alcuni giocatori già presenti in rosa ma meno brillanti durante altre gestioni quando di far esplodere alcuni gioiellini messigli a disposizione), di un gruppo unito, maturato rispetto al passato e determinato a scrivere la storia, nonché del presidente ADL, bravo a rimanere fedele alle proprie idee e, soprattuto, ad evitare le sue plateali esternazioni prima della matematica certezza del traguardo.
Lasciano un po’ l’amaro in bocca la mala uscita dalla Coppa Italia contro l’underdog Cremonese ed un doppio confronto di Champions contro il Milan giocato, forse, con eccessiva pressione addosso.
Dispiace, soprattutto, constatare l’eccezionalità del basso profilo adottato dal presidente, tornato alle vecchie abitudini comunicative e la presa di coscienza, alla luce dei tanti addii in parte già annunciati ed in parte prevedibili, della chiusura di un ciclo che avrebbe potuto regalare ancora parecchie soddisfazioni al popolo partenopeo.
VOTO: 9.
🤍💙LAZIO:
Stagione di crescita per i ragazzi di Maurizio Sarri. Dopo il 5* posto dello scorso anno, la seconda piazza di questo campionato (miglior risultato in questa competizione nella presidenza Lotito) conferma la bontà del lavoro del mister , il quale, anche alla luce dei rinforzi funzionali individuati dalla dirigenza la scorsa estate, è riuscito a conciliare una solida fase difensiva ( testimoniata dalle 21 reti inviolate mantenute dal portiere Provedel) alla solita spumeggiante fase offensiva, coordinando il tutto con il classico “bel gioco” contraddistinguente il proprio credo tattico.
Ci si aspettava certamente qualcosa di più in campo europeo, meglio, probabilmente, poteva essere fatto anche in coppa Italia.
Bisogna, tuttavia, riconoscere di essere difronte ad una squadra pienamente rispecchiante le idee del proprio mister, e che, sopratutto, lascia la sensazione che, qualora il prossimo mercato (il primo senza Igli Tare al timone dopo 18 anni) dovesse riuscire a portare in dote ciò che effettivamente manca alla rosa per fare il salto di qualità, davvero pensare ad un assalto al titolo non sarebbe uno sproposito.
Anche perché , come ricordava Casale prima dell’ultima di campionato, un solo risultato, dopo quello di quest’anno, permetterebbe alla squadra classificatasi seconda di migliorare il proprio score.
VOTO 7,5.
🖤💙INTER:
Un’Inter che più pazza non si può, quella targata 2022/2023.
Capace di bissare i successi in Coppa Italia e Supercoppa, qualificatasi alla prossima edizione della Champions (nonostante le 12 sconfitte complessive in campionato), a lungo capace di accarezzare il sogno della quarta Champions, riuscendo comunque ad imbrigliare la corazzata City durante l’ultimo atto di Istanbul e venendo punita dagli episodi. Non può che essere positiva, la stagione dei nerazzurri; certo, i momenti negativi non sono mancati, e a lungo sono stati davvero pochi i motivi per sorridere (tant’è che non più tardi di tre mesi fa spopolava in rete #inzaghiout);gli ultimi due mesi di Inzaghi e i suoi ragazzi, sono stati tuttavia pressoché perfetti, riuscendo sopratutto nella non banale impresa di ricompattare e reiuntusiasmare una piazza sempre particolare come la Milano nerazzurra. Dispiace pensare che, alla luce delle note vicissitudini societarie, difficilmente questa squadra (tra l’altro dall’età media molto alta) possa dare seguito a quanto di buono fatto vedere in questa stagione; chissà che Zhang, alla luce degli ottimi risultati raggiunti, non si decida a vendere la società , cosicché un nuovo progetto, stabile e duraturo,possa finalmente prendere il via.
VOTO: 7,5.
🖤❤️MILAN:
Dopo lo scudetto dello scorso anno, era lecito aspettarsi qualcosa di più in campionato, competizione dalla quale il Milan è uscita troppo presto dalla lotta per il titolo (e in cui, al netto della penalizzazione inflitta alla Juventus, sarebbe, sul campo, rimasta fuori dalla prossima Champions); deludente anche il cammino in Coppa Italia, interrottosi alla prima gara utile contro un avversario tutto sommato non impossibile (il Torino).
Le semifinali di Champions, tuttavia, rappresentano un ottimo strumento di mentalizzazione e crescita del gruppo, nel quale ormai spiccano alcune individualità (Leao, Maignan, Tonali, Theo) testimoni dell’ottimo lavoro condotto da mister e società negli ultimi anni.
Pare essere pesata, più dello scorso anno, la scarsità di alternative in panchina, spesso troppo corta e testimone di una rosa non altezza per combattere su tutti i fronti fino alla fine, anche in conseguenza del peggior mercato condotto dal duo Maldini-Massara nel corso della loro esperienza rossonera.
Mezzo voto in meno per il divorzio dal duo di mercato protagonista del progetto Milan degli ultimi 4 anni e del 19* scudetto, che oltre a lasciare perplessi su un punto di vista tecnico (è possibile discutere l’operato di chi aveva praticamente indovinato ogni scelta effettuata dal proprio insediamento per una singola sessione di mercato sbagliata -peraltro, con un budget non all’altezza per migliorare una rosa campione d’Italia-?), certamente avrebbe potuto consumarsi attraverso modalità più trasparenti e rispettose della passione e dell’affetto dei tifosi.
VOTO: 6.
💙🖤ATALANTA:
Annata positiva , quella degli uomini del Gasp, capaci di tornare in Europa dopo un solo anno di assenza.
Bergamo si conferma, in linea con la propria storia recente, luogo perfetto per la crescita dei giovani, capace di unire il perseguimento del risultato sportivo alla ricerca di un gioco propositivo.
Appare evidente , tuttavia , come gran parte dei protagonisti degli anni scorsi abbiamo ormai esaurito il proprio ciclo; c’è curiosità, dunque, su come la società si muoverà durante la prossima sessione estiva, anche e soprattutto alla luce della naturali offerte che avranno come protagonisti i gioielli della squadra orobica.
VOTO: 6,5.
💛❤️ROMA:
“Andare a Roma senza riuscire a vedere il papa” è doloroso, specie se la porta in faccia risulta essere stata sbattuta dopo la lotteria dei rigori.
È stata, tutto sommato, una stagione positiva per i giallorossi, i quali, nonostante i numerosi infortuni che hanno a lungo privato mister Mourinho dei pezzi pregiati della rosa per lunghi tratti della stagione, sono comunque riusciti a raggiungere la finale dell’Europa League e a confermare , seppur faticosamente, il piazzamento europeo nel secondo torneo continentale, valorizzando inoltre i “bambini” di casa ormai pronti per diventare punti cardine della rosa della prossima stagione.
Unica pecca, il percorso in coppa Italia , certamente fonte di più d’un rimpianto alla luce dell’eliminazione subita dalla Cremonese.
L’infortunio di Abraham, il ritorno di Wijnaldum al PSG e l’addio quasi certo di Ibanez manifestano la necessità di provvedere al più presto a rinforzare la rosa, gli acquisti di Ourar e N’dicka rappresentano certamente un buon inizio.
VOTO: 7.
🤍🖤JUVENTUS:
Parlare di annus horribilis non rende giustizia all’annata vissuta dai bianconeri; pensare di poter emettere un giudizio facendo riferimento solo a quanto visto in campo, è a dir poco anacronistico.
La querelle giudiziaria (non ancora definitivamente archiviata, in realtà, in attesa del giudizio della UEFA), capace di togliere, di aggiungere e poi nuovamente comminare 10 punti alla classifica della Juventus , de facto “retrocedendo” la Vecchia Signora dall’ultimo posto utile per la prossima Champions Legue -conquistato sul campo- alla Conference, ha certamente inciso sul clima, la testa e le motivazioni di uno spogliatoio ulteriormente scosso dalla rivoluzione societaria che la questione ha lasciato in eredità.
Inadeguato è parso il mercato estivo che, pur portando in dote due protagonisti come Bremer e Kostic, ha decisamente floppato i colpi da 90 -Paredes, Di Maria, Pogba-, lasciando la sensazione che proprio l’assenza di un leader tecnico, di un campione capace di risolvere le partite con una giocata, con un episodio, sia stata alla base di parecchie prestazioni non convincenti e dei numerosi passaggi a vuoto nei momenti caldi della stagione.
Delicata anche la posizione di mister Allegri, anch’egli parso in affanno e difficoltà (e, soprattutto, incapace di dare un’idea di gioco precisa e netta alla propria squadra) dopo un primo momento in cui si era rivelato perfetto nella gestione della delicata situazione creatasi da dicembre in poi.
Questa stagione lascia in eredità certamente tanto senso di appartenenza in chi rimarrà, un gruppo di giovani messo nella possibilità di maturare ed ancora con ampi margini di miglioramento, e pure sempre due semifinali, una di Coppa Italia ed una di Europa Legue, sfuggite per dettagli.
Una lotta scudetto abbandonata troppo presto e la mesta fuoriuscita dalla Champions sin dai gironi, nella seconda stagione consecutiva chiusa con “zero tituli”, però, non possono che pesare negativamente sul giudizio di una compagine il cui leitmotiv è “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.
VOTO: 4,5.
💜💜FIORENTINA:
Certo, l’amaro in bocca lasciato da due trofei sfuggiti sul più bello non può essere ho digerito tanto facilmente o con rapidità; tuttavia, non bisogna incappare nell’errore di valutare il percorso che la Fiorentina ha affrontato in questa stagione (chiusasi disputando tutte le partite potenzialmente a sua disposizione, Chapeau!) considerando esclusivamente l’esito delle due finali disputate.
Una squadra capace di “tenere botta” su tre fronti, rimanendo sempre fedele alle proprie idee di gioco e proponendo un calcio più che propositivo, riuscendo, inoltre, nel difficile compito di chiudere il campionato a ridosso della zona Europa dopo che, nei mesi precedenti, la situazione sembrava essere più che compromessa, non può che ritenere più che soddisfacente la propria stagione.
Un plauso, oltre che a mister Italiano, va anche alla società, come sempre vogliosa di investire e finalmente capace di farlo con raziocinio e oculatezza.
Resta da capire se tale progetto continuerà anche nella prossima stagione, al netto della querelle riguardante la Juventus chiusa fuori dall’Europa, in attesa di scoprire il futuro del mister.
VOTO:7.
💙❤️BOLOGNA:
Partita come peggio non si poteva, con l’esonero del compianto Mihajlovic ed un gioco latitante, a posteriori si può certamente dire che l’avvicendamento con Thiago Motta sia stata l’ennesima intuizione dell intramontabile Sartori. Sotto la guida dell’ex centrocampista azzurro, infatti, i felsinei, oltre ad esprimere un calcio di possesso in linea con quanto mostrato dal proprio tecnico anche nelle precedenti esperienze, sono riusciti non solo a valorizzare i numerosi talenti presenti in rosa (si pensi ai vari Posch, Ferguson, Orsolini) ma anche e soprattutto ad avviare una risalita in classica capace di concludersi, all’ultima giornata, con un ottavo posto che , complice un assist dalla UEFA per quanto concerne la questione Juventus, potrebbe significare Europa.
C’è curiosità su quel che potrà riservare la prossima stagione; la sensazione, infatti, è che con la conferma del mister e dei talenti più promettenti (difficili, a dire il vero, alla luce dei tanti rumors di mercato di questi giorni), con qualche mirato innesto, sia possibile assistere al tanto atteso quanto mai realizzato salto di qualità.
VOTO: 6,5.
🤎🤎TORINO:
Senza infamia e senza lode, la stagione del Toro.
Certo, le premesse non erano delle migliori: la lite Vaganti-Juric e un mercato a lungo a rilento (uniti ad una rosa che, fra mancati riscatti e cessioni illustri, era davvero ridotta ai minimi termini e di un valore non così elevato) non lasciavano presagire nulla di buono.
Il buon lavoro di Vagnati (capace di portare in maglia granata, fra Agosto e Gennaio, talenti, tra gli altri, dal calibro Schuurs, Vlasic, Ilic e Miranchuck) e la collaudata impronta di gioco di Juric hanno portato a valorizzare oltremodo la rosa (si pensi a Sanabria, alla sua miglior stagione in carriera, o Ricci ) e a raggiungere un nono posto che sa molto di rimpianto per via della brutta sconfitta contro l’Inter occorsa in occasione dell’ultima giornata. L’impressione è che , alzando finalmente l’asticella attraverso la conferma di tutti i big e qualche innesto di qualità, il Toro la prossima stagione possa davvero ambire per lo meno alla qualificazione in Conference.
Sarà solo il tempo a dirci se ciò sarà possibile, ovvero se si assisterà all’ennesima rivoluzione, con una ripartenza da zero, in casa Granata.
VOTO: 6.
🤍❤️MONZA:
“Il lupo perde il pelo ma non il vizio”.
Ed è con questa frase che potremmo, sinteticamente, riassumere la storica stagione realizzata dai Bagai del leggendario duo composto dal compianto Presidente Berlusconi e l’Amministratore Delegato Galliani.
Era stato chiaro, il Dottor Galliani, quando a margine della promozione della scorsa stagione aveva affermato come la Serie A, rispetto al torneo cadetto, fosse un altro sport, e avrebbe necessitato di una rosa rivoluzionata affinché potesse essere all’altezza.
E così, con l’esperienza ed il fascino di chi ha già scritto la storia di questo sport, il Dottore è riuscito, in poco più due mesi, ad allestire una rosa rivoluzionata ma al tempo stesso compatta e coerente alle ambizioni del gioco che il Monza ha da sempre voluto esprimere, pronta a far bene in Serie A e, a partire dalla sesta giornata e dall’avvicendamento in sella fra Stroppa e Palladino -ennesima intuizione della quarantennale storia calcistica del premiato duo-, capace non solo di raggiungere la salvezza con larghissimo anticipo, ma anche di sfiorare, non riuscendoci per un solo punto, la parte destra della classifica.
Quel decimo posto individuato dal presidente quest’estate, insomma, non era stato frutto di una semplice battuta, insomma.
Resta da capire, a seguito della scomparsa del compianto Silvio Berlusconi, che ne sarà della società.
VOTO: 7.
🖤🤍UDINESE:
Stagione senza infamia e senza lode, quella dei friulani, conclusasi con una salvezza tranquilla dopo un avvio molto positivo.
Da riconoscere la ormai conclamata capacità della società, capace di non indebolire eccessivamente una rosa che, comme d’habitude, si è trovata ad inizio stagione a dover fronteggiare la partenza di alcuni dei migliori uomini dell’annata precedente, senza tuttavia che ciò determinasse la frequentazione delle c.d. “Zone calde dalla classifica”, riducendo inoltre a mettere in vetrina i prossimi talenti destinati a portare in dote alle casse societarie nuove preziose plusvlalenze.
VOTO:6.
🖤💚SASSUOLO:
Stagione sufficiente, quella dei neroverdi, capaci dopo un girone d’andata più che negativo, di risalire la china chiudendo al tredicesimo posto, esprimendo un calcio propositivo e piacevole , nonché esaltando le qualità dei propri talenti (su tutti Frattesi e Laurentié, oltre alla ormai certezza rappresentata da Berardi), destinati a essere uomini mercato della sessione estiva ormai già in corso.
VOTO: 6.
💙🤍EMPOLI:
Una salvezza tranquilla e mai messa in discussione quella dei toscani, confermantisi isola felice del calcio italiano e perfetto laboratorio di calcio presso il quale assistere all’esplosione di giovani talenti e alla rivalutazione di atleti reduci da stagioni non propriamente esaltanti, con alcuni sempreverdi uomini più esperti pronti a fare da chioccia.
È stata certamente la stagione della consacrazione di Parisi e sopratutto di Vicario, pronto per una big, con l’ottimo Perisan che, grazie alle prestazioni offerte quando chiamato in causa per sostituire il compagno durante l’infortunio da esso patito, certamente può lasciare tranquilli tifosi e dirigenza.
Baldanzi e Fazzini, talenti lanciati nel corso di questo campionato e già lascianti intravedere ottime qualità, saranno i talenti chiamati caricarsi sulle spalle la squadra nella prossima stagione, cercando la consacrazione nel massimo campionato.
Un plauso al ds Accardi, confermatosi fra i migliori prospetti della categoria, capace di condurre un mercato pienamente in linea con la politica societaria.
VOTO: 6,5.
🤎🤎SALERNITANA:
Annata di consolidamento della categoria per la squadra del patron Iervolino, capace, dopo la salvezza a cardiopalma dello scorso anno, di salvarsi già alla terzultima giornata, coronando un’annata in cui (più per demeriti altrui che per meriti propri, a dire il vero) non ha mai davvero rischiato di venire risucchiata nella “zona rossa”, riuscendo anche ad esprimere un gioco tutto sommato convincente , ad eccezione del periodo a cavallo fra fine gennaio ed inizio febbraio poi costato la panchina a Davide Nicola.
Convincente l’avvicendamento con Paulo Sousa, ottimo il mercato condotto dal Ds De Sanctis, capace di convincere e valorizzare oltremodo veri e propri protagonisti della scorsa serie A (Dia e Ochoa su tutti).
Da capire ora, al netto della permanenza del tecnico e dei pezzi pregiati della rosa, come si evolverà il progetto dei granata.
VOTO: 6.
💛❤️LECCE:
Ennesimo capolavoro del direttore Corvino e del Presidente Sticchi Damiani, capaci non solo di condurre alla salvezza una rosa costruita con un budget ed un monte ingaggi fra i più bassi della Serie A, ma soprattutto di dimostrare come, più che ingenti capitali, per fare calcio con ottimi risultati possano “bastare” un progetto fondato su idee e coerenza e pazienza per poterlo portare avanti .
Capitan Hujlmand, Strefezza, J. Gonzalez, Falcone, Baschirotto, Strefezza (molti dei quali protagonisti della cavalcata in Serie B della scorsa stagione) sono solo alcuni dei talenti probabilmente destinati ad infiammare il mercato e a finanziare la ricerca di nuovi talenti da parte della proprietà- esposti in vetrina dalla squadra di Mister Baroni, capace di dire la propria su tutti i campi e contro ogni avversario affrontato in questa serie A.
L’ottima stagione della Primavera, prima in regular Season e per la terza volta campione d’Italia di categoria , anch’essa piena zeppa di talenti, lascia ben sperare per la costruzione della rosa della prossima stagione, chiamata all’arduo compito di confermare quanto di buono mostrato in quella appena conclusa.
VOTO: 7,5.
💙💛VERONA:
Se, come parametro attraverso il quale emettere un giudizio sulla stagione degli
scaligeri, si dovesse considerare solo il risultato finale, il raggiungimento o meno dell’obiettivo prefissato ad inizio stagione, in realtà il responso sarebbe ben più positivo: salvezza doveva essere e salvezza è stata, seppure sofferta oltremodo e raggiunta all’ultimissima curva rappresentata dal reintrodotto spareggio per rimanere in Serie A.
A non convincere, tuttavia, appare una gestione scellerata dal punto di vista manageriale e societario: se la cessione della maggior parte dei protagonisti della stagione precedente (ormai usuale, e necessaria per mantenere una sostenibilità societaria attraverso le plusvalenze che tali cessioni garantiscono) appare inevitabile, scorretta certamente è l’abitudine, di anno in anno, di stravolgere tutto l’impianto tecnico della squadra, con il culmine raggiunto la scorsa estate, in cui sono arrivati un direttore apparirci, allenatore e staff nuovi, senza che e fossero sostituito adeguatamente il trio d’attacco e il difensore più positivo (Barak, Simeone, Caprari e Casale) su cui si fondavano le certezze tecniche della rosa.
Quantomeno azzardata, inoltre, è apparsa la scelta di sostituire mister Cioffi con l’acerbo
Bocchetti, solo in parte colmata con l’aggiunta in corsa di mister Zaffaroni; insomma, la voglia del gruppo di mantenere la categoria, unita ad un mercato di gennaio capace di portare forze fresche alla squadra ( leggasi Ngonge, decisivo pure nello spareggio , Duda e Gaich) e a qualche decisivo rientro dall’infermieria ha portato ad una salvezza parsa impossibile ad un certo punto della stagione.
Certamente, però, bisognerà fare di più, durante questa lunga estate, per cercare di evitare l’epilogo già molto vicino in questa stagione.
VOTO: 5.
🖤🤍SPEZIA:
Rimanendo fedeli al metro di giudizio utilizzato per giudicare la stagione di altre compagini, non è certo una sconfitta, seppure molto dolorosa ed in una sfida da dentro o fuori come quella di domenica, a consentire di considerare come positiva o negativa l’annata degli aquilotti.
Prescindendo dalla meritata -è bene specificarlo- retrocessione, ciò che crea gran dispiacere è proprio il lungo percorso che ha portato la squadra a raggiungere tale mesto epilogo: la scelta di sostituire Thiago Motta con Gotti (con annesso passaggio dal 4-3-3 iper collaudato, marchio di fabbrica sin dai tempi dello Spezia di Italiano ad un 3-5-2 mai del tutto convincere) non ha assolutamente pagato, il cambio in corsa con Semplici ha addirittura portato a fare di peggio.
Resta la grande responsabilità della rosa per non aver chiuso prima una corsa salvezza che,ad un certo punto, si era rivelata più una sfida a chi facesse “meno peggio” piuttosto che a chi riuscisse a far meglio, con i “match point” sprecati contro una Sampdoria (quasi) retrocessa e e (quasi) fallita e una Cremonese fino ad allora fuori dai giochi che gridano ancora vendetta.
VOTO: 4,5.
◻️🟥CREMONESE:
Dura solo un anno, la permanenza in massima serie del Cavalier Arvedi, dopo l’inaspettata cavalcata della scorsa stagione culminata con la promozione. Rispetto a quella squadra, i grigiorossi hanno in parte sacrificato la linea verde per puntare su “gente di categoria” ed aggiungere la necessaria esperienza ad una rosa chiamata all’arduo compito di centrare la salvezza nonostante un budget abbastanza risicato.
Non è stato totalmente negativo, il campionato della Cremonese, capace di esprimere, sia con Alvini che con Ballardini, il proprio gioco in ogni campo, nonché di raggiungere un traguardo tanto insperato quanto soddisfacente come le semifinali di Coppa Italia.
Ottima la valorizzazione dei talenti presenti in rosa, su tutti Valeri e Carnesecchi; sembrano, purtroppo, essere mancate quella scaltrezza ed esperienza in più necessarie per poter strappare punti preziosi in quelle giornate in cui risulta impossibile “riscuotere” l’intera posta in palio.
VOTO: 5,5.
💙🤍❤️SAMPDORIA:
Difficile esprimere giudizi su quella che, più che una stagione, a lunghi tratti ha assunto le sembianze di un calvario.
Preparare i vari impegni senza percepire stipendi, in una situazione totalmente confusionaria e a lungo con lo spettro del fallimento che avvolgeva e tormentava le sorti del club, certamente non può che aver influito negativamente sulla stagione della squadra.
Il gruppo -guidato da Gianpaolo prima e Stankovic poi, e ricco di atleti apparsi o troppo acerbi per la Serie A ovvero in fase calante- si è mostrato sin dagli albori della stagione inadatto per cercare di realizzare quella che a tutti gli effetti si è da subito rivelata una mission impossible.
L’augurio è che , con la nuova proprietà targata Radrizzani, presto la Doria possa tornare ai livelli che le competono.
VOTO: NG.
Articolo a cura di Giuseppe Vito Distefano
