Una data che riscrive la storia del tennis moderno e che difficilmente Carlos Alcaratz potrà dimenticare.
Sono le 14:00, orario inglese, le tribune ed il royal box del Center Court di Wimbledon iniziano a popolarsi sempre di più, manca poco all’inizio del match.
“Questa è la finale più attesa dall’inizio del torneo, io contro Alcaraz”, ha dichiarato Djokovic ai giornalisti pochi istanti dopo la vittoria di Alcaraz su Medvedev. “È la finale migliore che potessimo avere. Siamo entrambi in forma e stiamo giocando bene… Voglio vincere questo titolo”.


Le telecamere inquadrano l’ingresso in campo del n1 al mondo: Carlos Alcaratz e il sette volte campione di Wimbledon Novak Djokovic.
Entrambi i tennisti sapevano che quel giorno sarebbe passato alla storia, il serbo in caso di vittoria avrebbe eguagliato il record di vittorie di Roger Federer mentre lo spagnolo avrebbe conquistato il torneo più prestigioso, diventando il terzo giocatore più giovane dopo Boris Becker e Bjon Borg ad aver vinto il titolo.
Il match si è svolto in quattro ore e quarantadue minuti con la vittoria di Carlos Alcaratz per 1-6, 7-6, 6-1, 3-6, 6-4, vedendo il serbo in vantaggio nel primo set, rimontato ,poi ,al secondo con la vittoria del tie break; chiudendo con una freddezza fuori dal comune.
L’ ultimo turno di battuta fotografa la ‘totalità’ del giocatore: prime di servizio, palle corte, volée in allungo e accelerazioni di dritto. Ecco, lì dentro, nel momento chiave, nel game più difficile di tutta la sua giovane carriera, l’espressione spesso abusata nello sport: un fenomeno.


Tutti in piedi per il giovane spagnolo, che suscita un sacco di simpatia tra il pubblico.
Tra gli spettatori suo grande fan è il Re di spagna Filippo VI, che Alcaratz ha allegramente nominato come suo porta fortuna di tutti i tornei.
Svoltosi tutto sommato alla pari, lo spagnolo ha regalato pochissimo mentre il serbo si è concesso qualche errore in più consegnando il titolo a Carlos Alcaratz.
Il giovane spagnolo è un talento puro, certo non una scoperta recente, ma con questa vittoria si è guadagnato ufficialmente un posto nell’olimpo del tennis.
La sua vittoria avvenuta all’età di soli 20 anni segna ufficialmente un passaggio generazionale: quella ‘next gen’ del quale lui è massimo esponente.
Alcaraz si è andato a prendere lo scettro nel giardino del re, conquistando il secondo titolo dello Slam in carriera (dopo il successo all’US Open 2022) e centrando il primo trionfo nel torneo più prestigioso del pianeta. L’iberico rimane il numero 1 del ranking Atp e, con una carriera tutta da scrivere, dimostra di essere un vincente su tutte le superfici.
Djokovic abdica, almeno per ora, in una stagione comunque strepitosa deve accantonare il sogno del Grande Slam, trovando , tuttavia, a Wimbledon,dall’altra parte della rete il più forte di tutti.

Articolo a cura di Ludovica Liso

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