Ho sempre vissuto con l’ansia di poter deludere qualcuno, troppe volte ho agito per ciò che era giusto e non per quello che volevo davvero; mi sono sempre messa nella posizione di chi agli occhi di tutti deve apparire dalla parte della ragione, perché mi ha sempre terrorizzato il giudizio delle persone. Ho sempre vissuto così e rendermi conto che tutto questo era sbagliato non è stato facile, perché ha significato mettermi in discussione e affrontare il giudice più severo che potessi trovarmi davanti: me stessa. 

Fare la cosa giusta, dire la parola giusta al momento giusto, indossare ogni volta una maschera, cercare il più possibile di essere uguale agli altri, fare del perbenismo il proprio cavallo di battaglia: questa ero io fino a qualche tempo fa, e guardandomi indietro, mi rendo conto di quanto tutto questo fosse diventato la mia normalità, credevo di vivere bene e di essere felice. Poi è arrivata la pandemia, e come credo sia capitato a tutti, mi sono ritrovata a fare i conti con me stessa, ho demolito tutte quelle che erano sempre state le mie certezze e mi sono detta:

“Questa non sono io”. 

La mia testa è diventata un boomerang infinito, pensieri su pensieri che mi hanno portata ad essere quella che sono oggi: una persona che sa quello che vuole e dove vuole arrivare. Un pensiero, però, mi resta fisso in testa: 

“Cosa si aspettano gli altri da me?” 

 Per tanto tempo ho pensato che fossero gli altri il problema, quasi credevo che il resto del mondo stesse a guardare al mio modo di pensare e di agire come un “Big Brother” e da lì la paura e la paralisi nel fare ogni cosa. 

Col tempo ho capito che forse questa paura, questo blocco nell’essere se stessi al 100% parte tutto dalla nostra testa, siamo noi che decidiamo di farci spaventare dal giudizio del resto del mondo, siamo noi che abbiamo il potere di apparire per come siamo realmente o in un altro modo, siamo noi i primi ad avere aspettative  su noi stessi e a deluderle la maggior parte delle volte. Deludiamo noi stessi così tanto spesso che preferiamo credere di aver deluso qualcun altro, perché fa meno male… 

Io una conclusione a quanto scritto non sono ancora riuscita a trovarla, non so se c’è qualcuno che sia riuscito a fare quel passo in avanti e abbia trovato una risposta; però se c’è un “messaggio”che raccoglie tutti i pensieri appena scritti è di essere meno severi con se stessi, di accettare il fallimento e di fare delle aspettative, che vengano esse dai noi stessi o da qualcun altro, solo una possibilità e non l’unica soluzione possibile. Questo auguro a me e a tutti quelli che leggendo queste poche righe si sono rispecchiati anche solo un po’ in questi pensieri.

Articolo anonimo.

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