La settimana della moda di Milano è stata istituita nel 1958 e fa parte delle “Big Four”, ovvero dei quattro eventi relativi al mondo della moda considerati notevolmente importanti in quanto svolti nelle capitali mondiali del settore.
Il programma inizia con New York, per proseguire a Londra, Milano, e terminare con Parigi.
Giunta al termine la prima fashion week del 2023, dai piani alti arrivano pareri discordanti; c’è chi ha ritenuto le collezioni una “rilettura dei codici della maison” e chi invece le ha considerate “sensazionalmente innovative”;
ci si domanda, dunque, quale sia il verdetto finale.
Se sensualità e sartorialità sono le parole d’ordine, tante sono le declinazioni: si passa da una sensualità raffinata a quella esibita e dichiarata.
Tra abiti sottoveste, trasparenze, tacchi stiletto che riaffiorano le tendenze dei primi anni del Duemila, ripercorriamo insieme le scelte degli stilisti più acclamati d’Italia.
“I grandi restano grandi” afferma Vogue Italia per commentare le scelte stilistiche dei top italiani che, sulle passerelle milanesi, hanno esibito look che giocano sul contrasto tra sensualità e raffinatezza.
Prada conquista gli spettatori con le ballerine origami, Armani colpisce ancora con la sua eleganza, Gucci, Fendi, Etro, Trussardi ed infine Max Mara riempiendo le passerelle di un susseguirsi di capi unici.
Ci si chiede, però, quale tra i vari brand di lusso abbia avuto l’idea vincente.
Alla Milano Fashion Week la sfilata di Bottega Veneta ha lasciato tutti senza fiato, con uno spettacolo caratterizzato da persone senza gerarchia, senza età o provenienza.
Il direttore creativo Matthieu Blazy la descrive così:
“Una parata: l’alchimia della strada sta nella differenza; chi incontrerai? Cosa c’è dietro l’angolo? Chi ti stupirà? È la sorpresa dell’incontro che ha importanza”.
Tra abiti ricamati ispirati alla primavera di Botticelli, accessori di vetro e piume si costruisce la sfilata del brand italiano.
Contemporaneamente ai “Big” italiani Milano ha avuto l’occasione di accogliere le collezioni autunno/ inverno di aziende emergenti che lavorano sul concetto versatile di bellezza.
Funzionalità e ricercatezza sono sicuramente le parole adatte per descrivere il lavoro di Satoshi Kuwata, designer alla guida del brand Setchu, caratterizzato dall’Unione tra Oriente e Occidente .
Edoardo Gallorini si aggiudica il primato per la perfetta rappresentazione del glamour accostato alla seduzione, con abiti scivolati completati da spacchi vertiginosi.
Oramai conclusa, l’edizione di febbraio ha riportato alla luce i concetti di “creazione del valore”, artigianalità e innovazione.
Testo a cura di Chiara Cataldo
