Negli ultimi giorni ho avuto modo di riflettere su diversi concetti che mi sono apparsi completamente sbagliati attinenti al modo in cui oggi si vive, si pensa e ci si relaziona.

Sarebbe opportuno specificare che questo parere nasce da un anno (all’incirca) di esperienza nel life coaching e nell’ambito della crescita personale, che mi hanno portata ad amare me stessa.

Per cominciare, non è facile credere che ci sia una sola persona che consideri qualità come l’empatia, la capacità di sostegno, il perdono e la fedeltà come caratteristiche da sottovalutare, soprattutto nel momento in cui si ricerca un vero rapporto di coppia (o di amicizia). 

Tuttavia, negli scorsi giorni ho assistito ad eventi in cui persone a me vicine, che possedevano in maniera innata (e ingenua) questo tipo di caratteristiche, hanno cominciato a chiedere consiglio sul come potessero, al contrario, diventare persone superficiali, prive di sentimenti e assolutamente passive in termini di emozioni e connessioni…e assolutamente non fedeli. La cosa mi ha molto rattristata, ma non perché non volessi lasciare la libertà a questa/e persona/e di sperimentare con la propria personalità, ma perché questo desiderio principalmente nasceva dal fatto che “oggi funziona così” e “vedo chi lo fa come una persona forte”. 

Da qui si può cominciare a parlarne. Chi può riconoscermi, sa come la penso su una serie di fattacci, pertanto credo possiate comprendere la mia indignazione sul come al giorno d’oggi siano rari i casi in cui le persone decidono consapevolmente di scegliere qualcosa e impegnarsi per ottenerla. Al momento, ogni cosa ha la possibilità di diventare intercambiabile. Si veda in termini di carriera, di università, di vestiti e stile di vita.  E se ai tempi dei nostri genitori lo era con riferimento agli oggetti, ad oggi lo si trova anche nelle relazioni umane. Se una persona, un atteggiamento, una presa di posizione non ci stanno bene, riusciamo con estrema facilità cambiare il gruppo di amici, il partner, i colleghi. Ormai esistono veri e propri cataloghi online (si veda Tinder, Meetic, e similari) che permettono di conoscere nuove persone ogni giorno e dimenticarsi di loro il giorno successivo, prima che ci sia possibilità che si crei la necessità di un impegno a lungo termine e prima che ognuno conosca dell’altro le sue debolezze, lasciando pertanto la propria immagine limpida e inattaccabile. Senza dilungarsi, l’intercambiabilità ha portato quei valori che ho citato all’inizio, a diventare superflui e tante volte a risultare disarmanti, di cui si teme. 

Perché se ne ha paura? 

L’essere umano, per come si è evoluto, si è adattato ad un ideale per cui si è soli nel mondo e, ovunque, si è accerchiati da rapporti liquidi nei confronti dei quali non si sente un’idea di attaccamento, perché si è convinti in partenza che prima o poi finiranno. Oltre a ciò, la voglia di investire risorse a lungo termine in un rapporto diminuisce con l’aumentare del livello di insicurezza personale (aggiungerei: anche dettato dalla costante esposizione al mondo social dove c’è sempre qualcuno più ricco, più bello) , in quanto non trovando valore in sé stessi si è costantemente alla ricerca di accettazione sociale. Siccome questi sono concetti altamente personali e di cui nessuno parla apertamente, si è creata un’idea generalizzata per i cui i nuovi valori da ricercare sono l’autonomia, l’auto-affermazione e la flessibilità. Per quanto personalmente sia fermamente convinta che questi siano fondamentali in un proprio percorso di crescita, è pur vero che essi intersechino una prospettiva fortemente egoistica e che implichino una visione ferma a se stessi invece che aprirsi e ad esporsi nei confronti degli altri. L’uomo vive nella socialità, ciascuno vive a contatto con gli altri e ne è giudicato. È molto più semplice scappare che rimanere incatenati in rapporti che – sentite un po’ – prima o poi finiranno per far emergere chi realmente si è. 

E se chi realmente si è non ci piace? 

Avendo la società di oggi, per sfortuna, aumentato il livello di insicurezza, non ci si stupisce se ognuno cerchi di preservare (o creare) una versione di sè migliore. Parimenti, valori come la fedeltà, il supporto, l’amore e l’ammirazione si considerano utopici, in quanto significherebbe che qualcuno ci ha scelti, fermamente, e crede in noi. Ma questo non è considerato inconsciamente possibile perché: “io non valgo abbastanza”, “non voglio illudermi”, “non esistono persone così, perché io non ne sarei capace”. La cosa triste è che anche se ci sono (ed esistono e si fanno sentire!), poiché si sentono sbagliati e perché gli altri ne hanno paura, cambiano. Cambiano e ogni giorno c’è una possibilità in meno per due persone di essere felici, compresi e accettati. 

Una possibilità in meno di trovare un rapporto vero e sincero. 

Una persona in più che cerca relazioni instabili prive di felicità, ricordi, crescita e possibilità di mettersi in gioco e migliorare. 

Per concludere, si dovrebbero considerare persone forti oggigiorno quelle che si espongono, che hanno la capacità di scegliere qualcosa ed esserci fedeli, che investono tempo ed energie per crescere insieme ad essa e soprattutto che hanno la capacità di non vederla come sostituibile. La persona realmente forte non è quella che scappa prima di mostrarsi debole, ma è quella che consapevole delle proprie insicurezze inizia ad amare le proprie e quelle dell’altro (perché NORMALI). Nessuno è perfetto e nessuno dovrebbe richiederci di esserlo a tutti i costi, ma mostrare impegno e provare veri sentimenti, anche mostrandosi vulnerabili e soffrirci, è una forma di forza che ammiro e che mi auguro io stessa di raggiungere. Perché non è semplice impegnarsi, perdonare, avere mille distrazioni e ciononostante focalizzarsi su quell’unica cosa che abbiamo scelto. 

Tante volte, è proprio la scelta che fa paura. 

Al contempo, risulta la cosa più semplice e genuina al mondo, con certezza, volere e farsi volere bene, non il tempo di una sera, ma tutta la vita, abbracciando e lasciandoci abbracciare per chi davvero siamo.

Penna anonima

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