Sicuramente, una Jennifer Aniston così umana, così fragile , quasi “debole”, non si era mai vista.
Tutte le stelle, infatti, sembravano essersi allineate a suo favore, nella
giusta direzione.


Jennifer, la Rechel di “Friends”, chioma bionda, occhi diamante e gambe da ètoile, l’abbiamo sempre conosciuta così:bellissima, forte, semplicemente “diva”.
Ma per la prima volta, è stata la stessa Jennifer, in un’intervista che la vede in prima pagina su “Allure”,a decidere di raccontare quella parte di sé nascosta agli occhi dei molti,
così scoperchiando il vaso di Pandora su un problema delicatissimo, comune a molte donne ma ancora scarsamente sensibilizzato:l’infertilità.


Una questione ampia, che apre la panoramica su una molteplicità di variabili da analizzare: il problema di non riuscire a diventare madre, lo stress mentale e psicologico che ciò comporta, nonché le forti pressioni e aspettative che la società impone su ciascuna donna.
L’attrice dice: “Avrei dato qualsiasi cosa se qualcuno mi avesse detto: ‘Congela i tuoi ovuli’.
Fatti un favore!”.
Dopo anni di finte gravidanze addebitatele da differenti testate giornalistiche, al solo fine di ricreare uno scoop e far notizia/scandalo, è finalmente l’attrice a fare chiarezza, confessando, in questa intervista: “La verità è che sono infertile. Non posso avere figli”, consigliando a tutte le ragazze di congelare i propri ovuli, al fine di poter evitare che la stessa dinamica possa riproporsi su di loro .


Ma il punto focale della questione e su cui questo articolo vuole concentrarsi riguarda proprio la società , e , specificatamente, la concezione spesso retrograda e patriarcale che accompagna la figura della donna, la cui realizzazione sociale risulta ancorata eccessivamente all’eventualità che abbia o meno figli.
Diversamente determinando , addirittura, malcontento tra amici, i parenti, e le persone in generale qualora non sia disposta o “predisposta” ad averne.
La storia della Aniston vuole essere un punto di partenza per arrivare ad affermare che, a prescindere dalle circostanze avverse, l’essere madri o meno non determina il “vissero felici e contente”.
Infatti l’infertilità viene vista come tabù solo se colpisce le donne;
mai nessuno ha detto “peccato, LUI è infertile.”


Sembra quasi ci sia una scusante di fondo per gli uomini che non vogliono o non possono avere figli, che tuttavia viene a mancare se ad essere afflitte da tale problematica siano le donne. (È quasi una colpa !)


Che anzi, così come è successo alla Aniston, spesso si aggrava e porta a ritenere una donna single, senza figli come: “La solita s****a, pensa solo alla carriera!”.
Ma un uomo è mai stato disegnato come tale dalla società (?) se, in assenza di figli, vanti comunque una carriera stellare ?
Per riportare un esempio concreto,
lo stesso Leonardo di Caprio, uno degli attori più amati da Scorzese e De Niro, non ha figli, e al contrario si diverte ad avere frequentazioni con sole ragazze tra i 20 e i 27 anni.
Perché una “critica” del genere non è mai stata mossa nei suoi confronti ?
Un appunto deve essere fatto, ed è un invito a tutte le donne:
La colpa è VOSTRA, NOSTRA, è delle donne.
Il prestarsi ad un ciclo determinato dalla società senza capire davvero cosa faccia al caso di ognuna, cosa davvero si è, cosa davvero si vuole, motiva e giustifica questo pregiudizio sociale.


E’ sicuro che l’essere donna non ricomprenda necessariamente l’essere brave figlie, brave mogli, brave madri?
Non resta che vincere il pregiudizio che le donne stesse hanno su di sé- appunto- in quanto “DONNE”.
E tu cosa vuoi ?

A cura di Mariangela De Feo

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