“Il nuovo fenomeno Valentina Ferragni!”
Ieri, sul palco del Teatro Lirico di Milano, si è svolto l’evento #VANITYFAIRSTORIES;
come protagoniste del panel dedicato alla moda ritroviamo Valentina Ferragni e Anna Dello Russo.
Scelta interessante, che mette due generazioni a confronto;
e poi diciamocelo: chi avrebbe mai immaginato la più piccola delle Ferragni affianco ad un mito così importante della moda ?
Tuttavia,la minore delle sorelle
Ferragni -che poi, così come ha dimostrato ieri, così piccola non lo è più- in questo momento di “rinascita”, ha saputo cavalcare l’onda durante tutta l’intervista, rendendo giustizia non solo a sè stessa, lungi ad oggi da essere definita “la sorella di…”, ma anche alla sua, alla nostra generazione.
Infatti il tema principale dell’intervista è stata la storia del suo marchio di gioielli “Valentina Ferragni Studio”, che, seppur di recente fondazione, è ormai giunto al suo terzo anno di vita.
Valentina si è presentata e raccontata come l’imprenditrice di una piccola realtà, costituita da un team tutto al femminile under 30.
I temi analizzati dall’imprenditrice dalla quasi trentenne sono stati vari.
In primis, la scelta di produrre gioielli solo ed esclusivamente in Italia. “Valentina Ferragni Studio”, infatti, è una startup italiana, che testimonia quanto, al contrario di ciò che spesso si dice, in Italia c’è spazio per l’imprenditoria giovanile.
Rilevante, poi, è stata la questione dell’“inclusività” nel mondo della moda -che, diciamocelo, è uno dei meriti che bisogna in primis riconoscere alla sorella-;
infatti, intenzionalmente,
l’assemblaggio prevede l’uso di materiali “cheap” come l’acciaio con placcatura in oro e zirconi. Circa 10/15 anni fa questo concetto era del tutto estraneo a qualsiasi fanatico della moda. Basta guardare negli armadi delle mamme, delle zie, per capitare quanto la parola “Moda” contenesse in sé il termnine “ESCLUSIVA”.
Ad oggi non è più così.
E sebbene i vari ambientalisti potrebbero iniziare a criticare il tutto toccando temi come l’“Ambiente” o l’industria del “Fast fashion”, c’è da dire che la nostra è una generazione molto più fortunata semplicemente perché più INCLUSIVA, e questo lo dobbiamo solo ed esclusivamente a noi.
In ultimo, ma non per importanza,
dall’intervista e dal confronto con la mitica Anna Dello Russo, è stata analizzato il sempre tanto dibattuto tema inerente il rapporto “giovani-lavoro”.
Volgendo uno sguardo al passato, la giornalista chiede ad Anna quale fosse il sogno di un ragazzo negli anni ’80; lei risponde, ridendo, “il posto fisso”.
Nel senso che prima un ragazzo di 24-25 anni non avrebbe mai sognato di lavorare da solo, in prima persona, ma di “stare dietro” nell’editoria, negli uffici.
Ed è qui che vien fuori un tema ancora più interessante, ovvero il concetto di giornalismo nel mondo di oggi.
Infatti prima le storie le si poteva raccontare solo sui giornali, sui libri; oggi no.
La Dello Russo stessa dice: “Giornalismo è anche un reel”.
Ognuno si può raccontare come e quando vuole, può scrivere la propria storia.
Poi ovviamente la grande attenzione da parte delle nuove generazioni verso il mondo dell’imprenditoria e della cultura del “self made”ne fanno un fenomeno sempre più particolare ed interessante, che fa sempre più da spartiacque tra la nostra generazione e quelle che l’hanno preceduta.
Il mondo sta cambiando e diciamolo: che non ci si riferisca più a Valentina come “la sorella di…”.
È assai preferibile descriverla come ragazza in carriera, fondatrice del marchio Valentina Ferragni Studio.
La sua storia è appena iniziata;
e forse sì, sarà una pioniera nel futuro dell’impresa-moda.

A cura di Mariangela de Feo

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