Il 19 gennaio del 1940 nacque, nel quartiere Kalsa di Palermo, Paolo Emanuele Borsellino.
“Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia, ci sono entrato per caso. Poi ci sono rimasto per un problema morale, la gente mi moriva attorno.”
Paolo Borsellino è stato un personaggio eroico e leggendario, quali talvolta appaiono, nelle epoche degenerate, per vendicare l’onore e la dignità della specie umana. È stato un uomo che, dopo la morte di Giovanni Falcone, è andato incontro alla morte, conscio del proprio destino, sacrificandosi in maniera analoga a come fece Cristo, per dare un esempio all’umanità, per spingere le future generazioni a fare meglio, porsi il problema, battendo il muro di omertà e corruzione, per poter sconfiggere il peggiore male che attanaglia questa terra. Borsellino credeva profondamente nei giovani e per lui, infatti, la lotta alla mafia sarebbe dovuta essere un movimento culturale e morale, che coinvolgesse principalmente i giovani, portandoli a sentire sempre vivo sulla pelle il fresco profumo di libertà, che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
Per quanto possa sembrare strano esistono uomini per cui la fedeltà ai propri principi è una attitudine fondamentale ed indefettibile dello spirito, uomini incapaci di compromessi,uomini per cui nessun sacrificio è troppo alto, nemmeno quello della vita, uomini dotati di una coerenza estrema.
Una singola persona può cambiare il mondo dando speranza alla gente e l’augurio migliore che si possa fare a Paolo Borsellino, nell’anniversario della sua nascita, è che il suo lavoro ed il suo sacrificio possano continuare a dare speranza alle persone, smuovendo le coscienze, in modo tale che, un giorno, le cose possano veramente cambiare.
Buon compleanno, Giudice Paolo.

A cura di @lorenzoperaino_

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