Alfonso Giordano, un civilista, fu l’unico magistrato, nella Palermo degli anni Ottanta, ad accettare di presiedere la corte d’Assise del Maxiprocesso.
Il più grande processo penale mai celebrato nella storia dell’umanità è stato presieduto da un civilista, l’unico ad avere avuto il coraggio di accettare quel pesante compito di giudicare Cosa Nostra, la quale, per la prima volta, veniva portata complessivamente, come organizzazione criminale, in tribunale.
Il Giudice Giordano non si tirò mai indietro; quel magistrato straordinario, determinato e dall’aria pacata era solito raccontare: ”Io ho fatto soltanto il mio dovere. Ho rappresentato lo Stato nel più duro processo contro Cosa Nostra e lo Stato, contro la mafia, non può tirarsi indietro. Il nostro compito era quello di non fare sconti a nessuno, e non ne abbiamo mai fatti.”.
Il Maxiprocesso di Palermo, che vedeva imputate 475 persone, si concluse in primo grado il 16 dicembre 1986, con 19 ergastoli e pene detentive per un totale di 2665 anni di carcere.
Alfonso Giordano si è spento lo scorso 12 luglio, all’età di 92 anni, dopo una vita dedicata alla ricerca della verità e della Giustizia.
Quanto a noi, rimane l’arduo compito di ricordare costantemente persone come il Giudice Giordano che, tramite il loro lavoro, hanno permesso di circoscrivere il più grande male che affligge il nostro Paese.
Il suo lavoro non sarà dimenticato, perché da sempre, in questa storia, la grandezza non ha un tempo e (non) ha un nome.
Articolo a cura di @lorenzoperaino_

Ottimo articolo…
Persone come il Giudice Giordano devono essere il nostro FARO!