Se stai leggendo questo articolo, riconoscerai il privilegio di cui godi nell’avere la libertà di informarti ed esprimere i tuoi pensieri, di urlare a voce alta la tua approvazione o il tuo dissenso, di confrontarti con mondi e idee lontane. 

Immagina essere privato di tutto ciò dal nulla, di guardare impotente tutti i tuoi diritti che ti vengono strappati via negandoti la possibilità di esprimerti in qualsiasi modo. 

Immagina nascere in un paese al cui capo vi è un governo non riconosciuto formalmente da nessun altro stato. 

Siamo in Afghanistan, tra maggio ed agosto 2021. In vista dell’annuncio da parte degli Stati Uniti di ritirare le proprietruppe dal territorio afghano, i talebani, organizzazione politica e militare a ideologia fondamentalista islamica, lanciano un’offensiva su tutto il territorio nazionale contro l’Afghan National Defense and Security Forces. 

In circa tre mesi, il 15 agosto 2021, acquisiscono il controllo di Kabul portando l’allora presidente Mohammad Ashraf Ghani Ahmadzi a lasciare il paese a seguito del rovescio del suo stesso governo. 

Questi eventi inaugurano la ripida caduta del paese in uno scenario violento fatto di oppressione, segnando l’inizio del deterioramento e futura scomparsa dei diritti base di OGNI SINGOLA DONNA in Afghanistan.

In conformità con la Shari’ah definita dagli stessi talebani come “legge islamica”, gli uomini al potere promulgano leordinanze al fine di “promuovere la virtù e prevenire il vizio”. Di fatto la legge su cui basano le proprie azioni si distacca fortemente dai principi espressi dal Corano secondo il quale esistono differenze trai due sessi fondate principalmente su aspetti biologici che conseguentemente condizionano le attività quotidiane. 

Sono state proprio le azioni giornaliere di migliaia di donne ad essere sottoposte ad una lista infinita di restrizioni e divieti. A partire dal 2021, OGNI SINGOLA DONNA Afghana non è più libera di spostarsi più di 72 chilometri, di oltrepassare il confine nazionale o semplicemente viaggiare in assenza di un mahram, un accompagnatore maschile. 

Per via di una delle conseguenze immediate della presa al potere talebana, OGNI SINGOLA DONNA ha l’obbligo di indossare un’hijab e di avere il corpo completamente coperto in pubblico, fatta eccezione degli occhi. 

Il 17 Settembre 2021, il ministro talebano dell’istruzione ha annunciato la riapertura delle scuole secondarie SOLO a studenti ed insegnanti maschi. Il divieto di frequentazione è stato esteso anche alle università il 20 dicembre 2022, costringendo OGNI SINGOLA DONNA a rinunciare al proprio diritto allo studio, azzerando le ambizioni di giovani menti sognatrici prigioniere di un regime che non gli appartiene. 

Il 24 dicembre 2022 viene annunciato il divieto per OGNI SINGOLA DONNA di lavorare nella pubblica amministrazione e, più specificamente, di occupare posizioni all’interno di organizzazioni non governative zittendo centinaia di voci e rimuovendo definitivamente le donne dalla scena pubblica Afghana. A distanza di due anni da quest’atto, nel 2024 il governo vieta ad OGNI SINGOLA DONNA di parlare in pubblico riuscendo a costruire un nuovo tassello nel processo talebano che mira a renderle invisibili.

Le precedenti restrizioni rappresentano una minima percentuale della lista completa di invadenti proibizioni affrontate quotidianamente. 

Nonostante OGNI SINGOLA DONNA abbia provato a far sentire la propria voce attraverso proteste pacifiche per esprimere dissenso verso la limitazione dei propri diritti,

i talebani hanno violentemente represso tutti i tentativi di manifestazioni attraverso arresti forzati e torture. 

Malgrado istituzioni a livello mondiale abbiano condannato il regime talebano oppressivo e una minima attenzione mediatica venga riservata agli accaduti che segnano le vite di migliaia di bambine, adolescenti e donne adulte ormai impossibilitate a vivere una vita dignitosa, gli abusi sistematici continuano a costituire una vera emergenza che si allontana sempre più dall’arrivo ad una risoluzione. 

Come scrisse Virginia Woolf in “Una stanza tutta per sé”: “se la donna non avesse altra esistenza che quella assegnatale nella letteratura maschile, la si potrebbe supporre una persona di estrema importanza; molto varia; eroica e meschina, splendida e sordida; infinitamente bella ed estremamente odiosa; grande come l’uomo, e certuni dicono assai più grande.” 

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente fai parte di quel gruppo fortunato di individui che hanno il privilegio di poter scegliere il corso della propria esistenza.

Anna Cesaro

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