Con la vittoria della Fiorentina ai danni dell’Atalanta nel recupero della 29º giornata, si conclude la Serie A Tim 2023/2024.
Si è trattato di un’ annata davvero avvincente, in cui molti dei verdetti, specie nelle zone calde della classifica, sono arrivati solo all’ultima giornata, e che ha consegnato a più di una società nostrana soddisfazioni anche sul versante europeo.
Sebbene per molti dei protagonisti del nostro campionato la stagione sia ben lontana dal concludersi, visto l’Europeo ormai alle porte, è ormai tempo di bilanci, di valutazioni e di commenti.
Come di consueto, analizziamo la stagione delle 20 protagoniste del campionato appena terminato, ripercorrendo le loro annate e valutando l’operato dei rispettivi staff tecnici e dirigenziali, lasciandoci andare a delle previsioni per quanto atterrà la prossima stagione.

1)INTER:
Una stagione a dir poco straordinaria quella dei nerazzurri, capaci di “presentarsi” con largo anticipo ad un vero e proprio appuntamento con la storia e di raggiungere, dopo l’ennesimo derby vinto, il ventesimo campionato della storia del club che varrà, dalla prossima stagione, la tanto attesa quanto desiderata seconda stella.
È la vittoria della dirigenza, capace anche quest’estate, come ormai da un po’ di tempo a questa parte, di rinforzare la squadra in un regime di autogestione finanziaria e di costante ricerca del pareggio di bilancio, riuscendo anche a gestire ottimamente situazioni a a dir poco spinose come il “caso Lukaku”; del mister e dello staff tecnico, capaci di levarsi di dosso lo status di “re di coppe” e di trionfare in un campionato dominato sin dalle sue prime battute; del gruppo squadra, giusto mix di gioventù ed esperienza e capace di riconfermarsi vincente.
Unico neo di una stagione quasi perfetta, le premature eliminazioni da Coppa Italia e Champions league.
Il passaggio di proprietà forzato che ha portato il fondo Oaktree alla guida del club non sembra, per lo meno al giorno d’oggi, poter minare le certezze di questa squadra, che dopo essersi già rinforzata con gli arrivi presto ufficiali di Taremi e Zielinski si candida seriamente a confermare la propria forza in Italia e a stupire nuovamente in Europa.
VOTO: 9.

2)MILAN:
Che un secondo posto in classifica, peraltro archiviato con largo anticipo, non rappresenti più motivo sufficiente per considerare l’annata pienamente positiva è esplicativo dell’ esponenziale crescita, soprattutto in termini di mentalità, vissuta dal Milan negli ultimi anni.
Più che il piazzamento finale in campionato (giustificato anche dall’importante restyling della scorsa estate che ha necessitato di un fisiologico periodo di “messa a punto” dei meccanismi tattici) , tuttavia, a rappresentare motivo di rammarico sono le premature eliminazioni dalla Coppa Italia e dall’Europa League, in cui il Milan, dopo essere dignitosamente retrocessa dal proprio girone assai arduo di Champions League, ha bruscamente impattato su un avversario, la Roma, decisamente affrontabile in maniera migliore.
È la fine di un ciclo, come testimoniato dai già consumati addii di Pioli, Kjaer e Giroud, che sarà indubbiamente ricordato per aver riportato il Milan nella sua naturale dimensione.
Importante, ora, sarà avviare un nuovo progetto tecnico chiaro, condiviso e capace di riportare entusiasmo ad una squadra ed una tifoseria che, dopo aver visto gli odiati cugini cucirsi sul petto la seconda stella al termine dell’ennesimo derby perso, ha certamente voglia di tornare campione.
VOTO:6+.

3)JUVENTUS:
Annata tutto sommato positiva per la Vecchia Signora, capace, dopo due anni da zero tituli, di tornare a vincere un trofeo e di centrare senza particolari affanni l’obiettivo minimo stagionale, la qualificazione alla prossima Champions League, peraltro valorizzando molti ragazzi di belle speranze (fra tutti Cambiaso ed Yildiz), in una stagione che si era aperta con un clima ben poco tranquillo per via delle squalifiche comminate a Pogba e Fagioli.
Tuttavia, un girone di ritorno condotto a dir poco “a rilento” ed una proposta di gioco mai del tutto convincente hanno portato il sempre assai esigente popolo bianconero a sollevare parecchi malumori, acuiti dall’abbandono eccessivamente precoce della lotta scudetto, dopo che per tutto il girone d’andata la squadra si era mostrata come l’unica, credibile, antagonista dell’Inter.
Le vicende post- finale di coppa Italia e i comportamenti poco consoni di mister e società (ne abbiamo approfonditamente parlato qui https://l.instagram.com/?u=https%3A%2F%2Fwww.ateneonews.it%2F2024%2F05%2F23%2Fgiusto-o-sbagliato-certamente-ingeneroso-cosa-comporta-lesonero-di-allegri%2F%3Ffbclid%3DPAZXh0bgNhZW0CMTEAAaY0dD6vSC3TGfPT3NyKdsAtakENHkJARP6Gfmwp2_vEBvkCba05G9RVxVE_aem_AQx36vWwZTbx7FTCvB6fANEzhXlqB22FSyV9sQnky4L_GyFwXMrFSRyi61T2gckL8V7BQGF-WQSbUz4oxg0jO4k_&e=AT2B9hFPlP2GvGmPeB-MvJZsk88AWfXZSirZKjj6GLk7Phdf42t8t1Gl1l-QsR6AI4LBtPsXiPQJgU-DLiZLRO86BEDWp1UpNcQ5nQ) hanno anticipato un addio che de facto si sarebbe consumato a fine stagione, concludendo un ciclo che sembrava effettivamente essersi esaurito.
Con l’addio di allegri parte, ufficialmente, il ciclo della Juventus targata Giuntoli; solo il tempo potrà dirci a che risultati porterà.
VOTO: 6,5.

4)ATALANTA:
Finale di coppa Italia, qualificazione alla prossima Champions League ma, soprattuto, primo leggendario trofeo internazionale della storia del club, con la vittoria ai danni dell’ invincibile NerveLosen che, coronando un intero percorso a dir poco straordinario, ha consegnato alla Dea la sua prima Europa League.
What Else?
Non è facile trovare le parole giuste per elogiare adeguatamente il mondo nerazzurro, che grazie ad un eccellente,coordinato ed integrato lavoro di società e staff tecnico ormai da 8 anni continua a coniugare ottima gestione societaria a valorizzazione di calciatori, player trading e risultati sul campo.
La conferma di mister Gasperini è il primo fondamentale passo per un futuro ricco di successi ancor più importanti e storici.
I tifosi già intonano l’inno “Vinceremo il Tricolor” e se, per la prima volta dall’inizio di questa straordinaria favola, la società dovesse riuscire ad aggiungere i giusti rinforzi a questa squadra straordinaria senza sacrificare gran parte dei suoi attuali protagonisti, non sarebbe una bestemmia ipottizarlo.
VOTO:9.

5)BOLOGNA:
È stato il trionfo delle idee, quelle capaci di colmare senza indugio il gap tecnico ed economico esistente fra i felsinei e quelle che, in uno scenario inimmaginabile ad inizio stagione, si sono rilevate le loro rivali per un piazzamento nella prossima, rinnovata, UCL.
Un grande plauso va all’operato del direttore Sartori, che dopo i miracoli realizzati con Chievo ed Atalanta aggiunge una nuova perla alla sua collezione, oltreché al lavoro svolto sul campo da mister Thiago Motta, promesso sposo della Juventus, e i suoi ragazzi.
Sarà una stella cadente, o il Bologna saprà , come da ambizioni della proprietà, ripercorrere le ombre della Dea?
La forza che la società saprà mostrare e nel trattenere i suoi pezzi pregiati e nell’arricchire e rinforzare la propria rosa saprà darci preziose indicazioni in tal senso.
L’innesto di mister Italiano come sostituto dell’ex centrocampista di Inter e Barcellona rappresenta una partenza niente male.
VOTO: 8

6)ROMA:
Le ambizioni, ad inizio stagione, erano molto alte, e la campagna acquisti imbastita dalla società, nonostante le note difficoltà dettate dal fair play finanziario e le sanzioni da questo derivanti, sembrava essere sufficiente per coltivare i sogni di gloria.
Il cambio in corsa, che ha riportato Capitan Futuro De Rossi nella sua Roma, ha certamente raddrizzato una stagione fino ad allora nettamente fallimentare, centrando per il terzo anno di fila la partecipazione alla Europa League, con un importante “scalata” di posizioni avvenuta in campionato,e una semifinale nella seconda competizione continentale che ha condotto all’eliminazione contro un Bayern Leverkusen apparso nettamente più forte.
L’addio di numerosi calciatori -e per scadenza di contratto e perché di ritorno nelle rispettive società dopo il termine dei prestiti- implica in capo a Ghisolfi, neo ds del club, un lavoro importante sin dalla sua prima sessione di mercato in giallorosso.
Dopo esser riuscito a ricompattare l’ambiente, mister De Rossi è chiamato all’arduo compito di far fare a squadra e società un salto di qualità che ad oggi appare parecchio difficile.
VOTO: 6+

7)LAZIO:
Dopo il secondo posto dello scorso anno ed un mercato che, al netto delle querelle preventivabili quando una delle parti in causa è il presidente Lotito, si è orientato sulle richieste e i desiderata dell’allenatore, francamente ci si aspettava di più.
Mister Sarri è sembrato sin da subito, tuttavia, eccessivamente demotivato e deluso, incapace di trasmettere verve alla rosa sino a giungere alle dimissioni della scorsa primavera.
Il piazzamento finale in Europa League, oltreché l’emersione di alcune individualità interessanti, sicuramente rappresentano una buona base su cui mister Tudor potrà ripartire; sarà necessario, tuttavia, operare le opportune scelte di mercato per realizzare un ricambio generazionale a lungo rimandato e che ora, dopo l’addio di Felipe Anderson, quello abbastanza annunciato di Luis Alberto e la posizione incerta di Capitan Immobile, appare inevitabile.

VOTO:5,5

8)FIORENTINA:
Giudicare come negativa una stagione comunque capace di portare in dote una finale europea, la semifinale di coppa Italia ed il consolidamento, per la terza annata consecutiva, di un posto in Conference League, sarebbe certamente ingeneroso.
Sarebbe, però, altrettanto fuori luogo non evidenziare quanto l’annata appena conclusa abbia evidenziato i notevoli limiti, tecnici e caratteriali, mostrati da questa squadra.
Il tanto atteso salto di qualità non è arrivato, e ad una tanto agognata quanto mai arrivata continuità in campionato hanno fatto seguito l’eliminazione in semifinale di coppa Italia e la débâcle europea di Atene entrambe arrivate negli ultimissimi minuti di gioco, confermando il trend già emerso nella scorsa stagione in finale contro il West Ham.
L’impressione è che questa Viola, ogni qual volta il campo abbia richiesto una dimostrazione di nervi saldi e personalità, non abbia risposto presente, chiudendo un’annata certamente sufficiente, ma che lascia tanto un amaro retrogusto da “vorrei ma non posso”.
Con gli addii già annunciato del dt Burdisso e del tecnico Italiano, l’incertezza legata al futuro di Pradè e , soprattutto, a causa della tragica scomparsa di Joe Barone, un’importante riassetto societario e tecnico si profila all’orizzonte.
L’arrivo di mister Palladino inaugura un nuovo ciclo in cui la Fiorentina sarà certamente chiamata a compiere un’ulteriore level up a lungo atteso e mai del tutto arrivato nel corso delle ultime due stagioni.
VOTO:6.

9)TORINO:
Valorizzazione dei singoli, indifferentemente dal fatto che siano giovani promesse o vecchie volpi da rilanciare e riscoprire; un gioco divertente, in talune circostanze addirittura spumeggiante; una solida fase difensiva, capace addirittura di garantire ad un portiere solido, ma non propriamente fra i top del campionato come Milinkovic-Savic la bellezza di 18 clean sheet.
Peccato che, a fronte di una mia raggiunta continuità e di più d’un periodo di black-out durante la stagione, tutto ciò non sia valso nemmeno quest’anno un piazzamento europeo.
Anche in questo caso la sensazione è stata quella di essere davanti ad una squadra non pienamente cosciente del proprio potenziale, incapace di rendere davvero al massimo, e che nonostante le ottime cose mostrate e i bei risultati sovra-elencati, alla fine presenti più motivi di rammarico che di gaudio.
Al netto di clamorose sorprese, l’era Juric può ritenersi conclusa.
Anche in questo caso, partendo dalla scelta del nuovo tecnico sino alla campagna acquisti vera e propria, le prossime scelte della dirigenza consentiranno di capire se, ed in quale misura, i granata potranno compiere il tanto atteso salto di qualità.
VOTO:6.

10)NAPOLI:
I peggiori campioni d’Italia della storia; basterebbe questo oggettivo record in negativo per riassumere sinteticamente la stagione dei campani, capaci, in questa stagione in cui si sono avvicendati ben 3 allenatori in panchina, non solo a non essere mai realmente coinvolti nella lotta scudetto, ma anche di sprofondare sempre più giù in classifica fino a concludere, senza infamia e senza lode, al 10° posto in classifica, fuori dalla zona Europa, interrompendo una striscia di 14 partecipazioni ad una competizione UEFA consecutive e facendo sì che, per la prima volta dopo 27 anni, la squadra campione d’Italia in carica non centrasse un piazzamento europeo.
Tutto ciò che poteva essere sbagliato lo è stato: dalla scelta del ds in estate a quella dell’allenatore, sino alla condizione del calciomercato estivo ed invernale, laddove forse sarebbe stato opportuno qualche investimento in più, alla ricerca di campioni o per lo meno giocatori affidabili, e qualche scommessa in meno.
Il presidente De Laurentis, tornato, dopo una strana stagione di silenzio, ad esporsi a dir poco eccessivamente, sa di non poter sbagliare: la scelta di Manna come direttore e, soprattutto, quella di Conte come allenatore sono state la giusta scossa che necessitava un ambiente depresso e deluso.
Ora è attesa una profonda rivoluzione della rosa, per tornare a fare sul serio.
VOTO:4,5

11)GENOA:
Decisamente positivo il bilancio del Grifone nella stagione del suo ritorno in Serie A, essendo riuscito ad archiviare in tempi non sospetti il discorso salvezza esprimendo un buon calcio e valorizzando numerosi atleti,senza peraltro risentire dell’addio di uno dei giocatori più importanti della rosa, Radu Dragusin, in quel di gennaio.
La conferma di mister Gilardino può bilanciare il quasi certo addio di uno dei giocatori più decisivi dell’intero campionato, Guðmundsson;
l’impressione è che, con investimenti oculati, si possano porre le basi per un nuovo ciclo ricco di soddisfazioni.
VOTO:6,5.

12)MONZA:
Senza infamia e senza lode, la stagione dei brianzoli, capaci di consolidare la categoria, mettere in vetrina i propri gioielli (Colpani e Di Gregorio su tutti) ed esprimere il gioco propositivo e divertente già visto durante la scorsa stagione diminuendo peraltro l’esborso della società, meno attiva sul mercato rispetto alla prima, storica, annata vissuta in serie A.
Chi pensava che questa squadra, con un anno di lavoro e di esperienza in più, potesse ambire ad un piazzamento europeo o perlomeno a lottare per tale obiettivo fino alla fine potrebbe esser rimasto deluso; con l’addio già ufficiale di Mister Palladino e quello assai probabile dei sopra ricordati gioielli, tocca al dottor Galliani l’arduo compito di aprire un nuovo ciclo e dare nuova linfa alla società della famiglia Berlusconi.
VOTO:6.

13)VERONA:
Alzi la mano chi, dopo un mercato di gennaio condotto all’insegna del “fuori tutto”, avrebbe scommesso sulla salvezza del Verona.
Serviva un’impresa, agli scaligeri, per conservare una categoria che, dopo aver ceduto per questioni di bilancio tutti i giocatori più rappresentativi e decisivi, sembrava essere già stata abbandonata.
È l’impresa del direttore Sogliano, capace non solo di rimpiazzare sul campo i numerosi partenti con giocatori semi-sconosciuti diventato in poco tempo piacevoli certezze ( si pensi a Noslin su tutti), ma anche e soprattuto di saper vendere i propri partenti, competenza non scontata di questi tempi, oltreché di mister Baroni, che alla chiusura della sessione invernale aveva chiesto ai suoi giocatori di crederci e seguire le sue idee, risultando evidente parecchio persuasivo ai loro occhi.
“Chi vuol essere lieto sia, di doman non v’è certezza”, affermava il Magnifico, e se il futuro della società non sembra essere propriamente idillico, in attesa di una sessione estiva e di una nuova stagione che si prospetta di ancor più sofferenza rispetto a quella appena conclusa c’è , tuttavia, ancora motivo di sorridere.
VOTO:7.

14)LECCE:
Ennesimo capolavoro di una società a dir poco straordinaria, capace di raggiungere (con un budget ed un monte ingaggi di gran lunga inferiori non solo rispetto al generale livello del campionato, ma anche e soprattutto in confronto ai diretti concorrenti per il raggiungimento dell’obiettivo) una salvezza che, al netto di fisiologici alti e bassi, non è mai sembrata realmente in pericolo o in discussione.
Sebbene sofferta, è apparsa corretta ed azzeccata la scelta del cambio in panchina, sebbene sembri essere stata dettata più dalle controverse vicende comportamentali che da motivazioni tecniche.
Ottimo, come al solito, il lavoro di valorizzazione e “lancio” di numerosi talenti, tangibile prova della bontà del lavoro di scouting e della forte importanza attribuita al settore giovanile che da sempre contraddistinguono il progetto del direttore Corvino.
Servirà ancora un grande lavoro, tuttavia, per rinforzare una squadra chiamata a scrivere la storia nella prossima stagione, provando a centrare per la prima volta la terza salvezza consecutiva in massima serie.
VOTO:7.

15)EMPOLI:
Raggiungere la salvezza in un contesto virtuoso come Empoli non può mai essere valutato come un risultato banale, specie se, per la prima volta nella storia del club, tale risultato darà luogo alla disputa del quarto campionato consecutivo in massima serie.
Sono stati necessarie, tuttavia, la migliore versione in carriera di Niang e il contributo dello specialista Mister Nicola per raggiungere una salvezza che all’inizio del girone di ritorno sembrava poco più che un miraggio.
La situazione dei toscani, tuttavia, appare molto più stabile sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista societario; evitando di commettere nuovamente gli errori di valutazione dell’ultimo anno, e puntando su qualche talento in meno in favore di qualche elemento più solido, l’obiettivo di continuare a mantenere la categoria anche il prossimo anno non dovrebbe apparire proibitivo.
VOTO:5,5.

16)CAGLIARI:
Tutto bene quel che finisce bene, si potrebbe dire, dal momento che, pur con parecchia sofferenza e numerosi momenti critici nel corso della stagione, Sir Claudio Ranieri ha concluso la sua esperienza da allenatore di club con l’ennesimo ottimo risultato della sua carriera.
C’è una buona base da cui ripartire: occorrerà, tuttavia, migliorare le modalità con cui realizzare le scelte, poiché nella prossima serie A che, alla luce di quelle che saranno le sue neopromosse, si profila più complessa che mai nelle sue zone rosse, la scelta del prossimo allenatore e dei giocatori che dovranno far compiere alla rosa attuale un salto di qualità non potranno essere sbagliate, come accaduto in questa stagione per la stragrande
maggioranza degli acquisti.
VOTO:6.

17)UDINESE:
Da un po’ di stagioni la sensazione è che l’ottimo modello Udinese -fondato su un ottimo comparto scouting capace di consentire alla società di rimpiazzare ogni anno le stelle della squadra -destinate a cessioni multimilionarie- con elementi di pari livello, coniugando sostenibilità di bilancio e risultati sportivi- si sia inceppato.
Fra i numerosi volti nuovi della scorsa estate solo il centravanti Lucca e l’insospettabile Okoye (arrivato addirittura con i gradi del terzo portiere) si sono rivelati utili alla causa e capaci di apportare giocate e punti preziosi, ed anche nel corso della sessione invernale l’impressione è che la società avrebbe dovuto e potuto fare di più per blindare una salvezza che, comme d’habitude nel corso degli ultimi anni, si è rivelata molto sofferta tanto da arrivare solo negli ultimi minuti dell’ultima giornata.
Con nessun talento realmente degno di nota attraverso la cui cessione poter finanziare il mercato ed un futuro tecnico tutto da decifrare (il contratto di Mister Cannavaro è ,de facto, già scaduto), l’impressione è che senza un deciso cambio di marcia -soprattuto da parte dei vertici societari-, difficilmente la prossima stagione potrà rivelarsi più soddisfacente per i friulani.
VOTO:5

18)FROSINONE:
Un epilogo sicuramente infelice e probabilmente poco meritato quello dei ciociari che, con uno dei budget più modesti dell’intera categoria, avevano stupito tutti con un girone d’andata a dir poco eccellente, riuscendo ad unire alla valorizzazione dei numerosissimi giovani arrivati in Estate una proposta di gioco propositiva e spumeggiante, affiancando alla buona partenza in campionato un ottimo percorso in Coppa Italia, conclusosi solo ai quarti di finale contro la Juventus vincitrice finale, riuscendo a centrare alcuni risultati entrati di diritto a far parte della storia del club come lo 0-4 rifilato al Napoli in quel del “Diego Armando Maradona”.
Retrocedere con queste premesse, con un gol
subito negli ultimi 15 minuti della stagione, non può certamente portare ad un radicale mutamento della valutazione dell’ottima annata realizzata dal Frosinone, capace di superare i propri oggettivi limiti tecnici e finanziari con idee, programmazione e competenza.
Resta, tuttavia, l’amaro in bocca per un mercato di gennaio gestito in maniera forse, con il senno del poi, troppo ottimista, che avrebbe potuto consegnare a mister Di Francesco qualche prezioso rinforzo in più.
Quest’anno , all sua terza comparsa in massima serie, la salvezza era sembrata per lungo tempo qualcosa di davvero raggiungibile: ripartire, con una squadra quasi interamente da rifondare (visti i tanti giocatori in prestito che faranno ritorno alle rispettive società di appartenenza) e un morale decisamente sotto i tacchi, non sarà impresa semplice.
VOTO: 5,5.

19)SASSUOLO:
È difficile ricordare tanto entusiasmo, da parte di quasi tutte le tifoserie d’Italia, nell’apprendere della retrocessione di una squadra che in realtà “provinciale” lo era rimasta solo formalmente, sedendo sostanzialmente come presenza fissa ai tavoli delle “big” del nostro campionato e spesso protagonista di affari a dir poco controversi rivolti a rinforzarle attraverso operazioni di mercato l “fantasiose” ovvero acquisti e/o plusvalenze fittizie “erogati” come veri e propri aiutini per queste società amiche.
Ecco, forse l’ad Carnevali avrebbe dovuto maggiormente concentrarsi sulle questioni di campo e sul rafforzamento della propria squadra piuttosto che sull’intrattenimento e la cura di tali rapporti politici: dopo 11 anni, infatti, le sessioni di mercato di questa stagione, deludenti, insensate, disorganiche, hanno notevolmente indebolito una squadra che, oltre ad aver perso come di consueto i propri pezzi pregiati, ha forse fatto troppo affidamento sulla presenza nelle proprie file di capitan Berardi (pagando oltremodo le conseguenze della sua assenza per infortunio) e sulla mediocrità generale che avrebbe dovuto riguardare la lotta per non retrocedere.
Una mediocrità, mista a pochezza, che invece ha caratterizzato la stagione dei Neroverdi, meritatamente retrocessi in serie B.
Che questa delusione possa tramutarsi in un “doloroso assist” per recuperare il vecchio Modus operandi che aveva reso il Sassuolo un modello virtuoso in tutto il nostro calcio, riprendendo a sperimentare nuove ed avanguardiste idee tattiche lanciando nuovi emergenti talenti.
VOTO:2.

20)SALERNITANA:
Probabilmente nemmeno il più pessimista dei tifosi del club avrebbe immaginato un’annata così disastrosa, nel corso della quale si sono avvicendati ben 4 allenatori ed una lunga carrellata di pessime prestazioni e brutte figure.
La politica del Presidente Iervolino, fondata sulla patrimonializzazione e sul contenimento delle spese e la riduzione dei costi non ha creato il miglior contesto per consolidare un gruppo squadra che molto bene aveva fatto nel finale della scorsa stagione e che, invece di essere rinforzato, è stato eccessivamente “arricchito” di giovani probabilmente di gran prospettiva, ma dal presente ancora acerbo e non pronto a confrontarsi con certi livelli.
La disorganizzazione, a tratti molto vicina al dilettantismo, della società nell’assumere decisioni per cercare di raddrizzare una stagione nata storta e finita peggio ha fatto il resto: più che scelte mirate e rivolte a condurre la squadra nel porto sicuro rappresentato dalla salvezza, le scelte di allontare Paulo Sousa per Inzaghi (poi a sua volta sostituito da Liverani ed, il ultimo, da Colantuono) e il direttore De Sanctis per richiamare, come una vera e propria mossa della disperazione Sabatini, sono sembrate dei veri e propri rischi campati per aria.
L’incertezza legata a rivedere , a fine estate, Iervolino al vertice della società non lascia ben sperare i tifosi dei granata, unica componente della squadra degna di un palcoscenico come la serie A e che certamente avrebbero meritato una stagione che, a parità di esito, avrebbe per lo meno dovuto offrire maggior dignità e attaccamento alla maglia.
VOTO:3.

Articolo a cura di Giuseppe Vito Distefano

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