In un susseguirsi disorganico ed eterogeneo di eventi, la Rai, la grande madre dell’informazione pubblica in salsa italica, si svilisce sempre più.
Si svilisce dietro i dettami di un oscurantismo anacronistico, si svilisce nella forza dei suoi migliori informatori che vengono messi al bavaglio, si svilisce dinnanzi a “pseudo-censure” che non gli appartengono…
Non è possibile che si permetta all’interno di un servizio, appunto pubblico (di tutti), che le informazioni possano essere espresse o censurate ad orologeria. Come se il tutto non fosse contemplabile. Come se informare significasse, dire ciò che si può…
In questo marasma di valori annichiliti, che ledono i valori della libertà di espressione e di pensiero (apripiste di ogni totalitarismo), c’è un pezzo di Italia, un grosso pezzo di Italia, che non china la testa di fronte alla saccenza di qualche dirigente o politico, un pezzo di Italia che vive per informare…
Eccoci: in Italia c’è gente come Antonio Scurati, noto scrittore, e Serena Bertone, celebre giornalista e conduttrice “Rai”, che sbrogliandosi da catene apparenti, ma pur sempre da catene, scelgono di informare e di farlo “all’italiana”.
All’Italiana perché, non dicono solo quel che si vuol dire, ma parlano liberamente, parlano di loro stessi. Da sognatori, pensano alla democrazia e alla libertà…
Illusi? Questo non lo sappiamo, il fatto chiaro e tangibile è che l’Italia, anche parte di quella al governo, sta con loro.
Sta con chi, anche se non permesso dalla Nomenklatura, sceglie di leggere un monologo che dovrebbe essere reliquia:
Un monologo sulla festa di tutti noi italiani, sulla festa della liberazione, sul 25/04.
Oggi, che nel nostro calendario 25/04 è, accanto alla memoria di chi si spense per la libertà ed un ideale, teniamo salda la diligenza di chi tali valori ha propri (Scurati e Bertone).
Altrimenti si recide il cordone ombellicale che dal “43” ha ricostruito le fondamenta del paese più bello del mondo, arrivando a noi, facendoci reggere su di esse…
Buon 25/04 insomma, a chi quotidianamente parteggia, a chi sceglie di non essere indifferente…

Articolo a cura di Giovanni Giampaolo

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