Era ormai nell’aria da settimane, è quello che fino a poco tempo fa sembrava solo utopia, è diventato realtà nella giornata di domenica:
Il Bayern Leverkusen si è laureato campione di Germania per la prima volta nella sua storia.
Mister Xabi Alonso è riuscito in ciò che nessun predecessore era stato capace di realizzare in 120 anni di storia, interrompendo il dominio del Bayer Monaco durato ben 11 anni, riuscendo a soppiantare il soprannome di “Neverkusen” che le Aspirine avevano “meritato” sul campo proprio in ragione di una innumerevole serie di campionati in cui, anche al termine di stagioni in cui la squadra era riuscita a dominare, non era arrivato più di un secondo posto.
Inaspettatamente, soprattuto tenendo conto dei pronostici di inizio stagione, si conclude il dominio del Bayern Monaco nei confini domestici: la squadra di Tuchel, una delle versioni peggiori degli ultimi anni in terra bavarese, pare esser stata colpita dalla “maledizione di Harry Kane”, il 30enne centravanti inglese che, pur essendo uno degli attaccanti più forti della sua generazione, ad oggi non ha nemmeno un trofeo in bacheca.
Sebbene quest’estate il suo trasferimento in Baviera lasciasse presagire all’inizio di un rapporto di reciproca soddisfazione per club e calciatore, dopo un avvio di stagione horror (che ha portato anche alla sconfitta in Supercoppa di Germania e la prematura eliminazione dalla DFB-Pokal) ad oggi l’unica speranza per il capitano della nazionale inglese ed il club di non chiudere la stagione con “zero tituli” è quella di vincere la Champions League.
La vittoria del Meisterschale dei rossoneri è avvenuta contro il Werder Brema per 5-0 grazie alle reti di Boniface, Xhaka e la tripletta di Wirtz.
La stagione del Leverkusen assume connotati ancora più incredibili se si analizzano i numeri: settantaquattro gol fatti e diciannove subiti in ventinove gare di Bundesliga, fra cui si contanti venticinque vittorie, quattro pareggi e zero sconfitte.
A questo cammino straordinario occorre aggiungere una semifinale, la seconda consecutiva, di Europa League, dopo quella persa lo scorso anno contro la Roma ipotecata dopo il 2-0 al West Ham con un girone dominato e chiuso a punteggio pieno e, inoltre, la finale di Coppa di Germania centrata da giocare contro il Kaiserslauten (che si trova in Zweite Bundesliga, la nostra Serie B).
Il bilancio è dunque di 38 vittorie e cinque pareggi in 43 partite giocate ma, soprattutto, nessuna sconfitta in tutte le competizioni.
Le aspirine, che hanno archiviato con 5 giornate di anticipo la pratica Bundesliga, adesso possono puntare ad una storica tripletta potendo trionfare anche in DFB-Pokal ed Europa League.
Il percorso netto di questa stagione affonda, in realtà, le proprie radici nello scorso anno, quando i primi risultati erano stati promettenti: Xabi Alonso, infatti, aveva condotto la squadra al sesto posto in classifica e alla semifinale europea.
Durante l’estate, il tecnico spagnolo ha potuto costruire una squadra competitiva, con l’arrivo di giocatori come Granit Xhaka dall’Arsenal, Alejandro Grimaldo ex Benfica da svincolato, Nathan Tella dal Southampton, Jonas Hofmann dal Borussia Monchengladbach, Victor Boniface dall’Union Saint-Gilloise e Josip Stanisic in prestito dal Bayern Monaco.
I pronostici della vigilia sono stati completamente smentiti grazie alle prestazioni della squadra.
La vittoria del titolo da parte del Bayer Leverkusen assume caratteri ancor più rilevanti se si pensa che l’ultima squadra diversa a vincere il titolo prima del Bayern Monaco era stata il Borussia Dortmund nel 2012 sotto la guida di Jurgen Klopp.
Il Leverkusen ha anche stabilito un nuovo record, quello di laurearsi per primo in uno dei top 5 campionati europei, unendosi a club come la Sampdoria nel 1991, il Deportivo La Coruna nel 2000, il Wolfsburg nel 2009, il Montpellier nel 2012 e il Leicester nel 2016.
Con cinque giornate rimanenti, il Leverkusen potrebbe anche vincere il titolo da imbattuta, come successo alla Juventus di Conte e all’Arsenal di Wenger nel 2004.
Quanto fatto quest’anno dalla squadra di Xabi Alonso è già consegnato ai libri di storia, con la concreta possibilità di rendere ancor più indimenticabile una stagione già di per sé leggendaria.
Ma siamo sicuri che, con un Bayern Monaco in profonda crisi (e, sopratutto, senza concreti progetti per il futuro, al momento) e nessun altro competitor davvero credibile, il Bayer Leverkusen e Xabi Alonso( che ha già comunicato di voler rimanere al timone delle aspirine almeno per la prossima stagione) non possano puntare ad aprire un ciclo?
Articolo a cura di Ludovica Liso
