Dopo 4052 giorni, l’Italia torna a vincere una partita in casa al “Sei Nazioni”, davanti al pubblico delle grandi occasioni (allo Stadio Olimpico sabato scorso erano presenti 70.000 persone).
In una partita rocambolesca contro la Scozia, gli uomini del ct Queseda approcciano in modo sbagliato la partita, chiudendo il primo tempo sotto 10-22;
nel secondo tempo, però, scendono in campo con un’altra mentalità, riuscendo a ribaltare una partita che sembrava già decisa (31-29)
Sugli spalti, in una soleggiata giornata di metà marzo, la partita è stata vista in modo “misto” tra i tifosi delle due squadre: in questo sport, infatti, non esistono settori dedicati ai fan di una nazionale piuttosto che di un’altra, ma si va allo stadio con il solo intento di vedere una bella partita di rugby dove l’unico vero vincitore è lo SPORT.
Se da sempre l’Italia, soprattutto nel Sei Nazioni, è vista come la nazionale sfavorita già ai nastri di partenza, da qualche anno a questa parte si respira un’aria diversa, frutto anche della crescita di molti giovani come Capuozzo, Garbisi ecc.
Quest’anno l’Italia ha dimostrato di essere in grado di giocarsela con chiunque, basti pensare che una settimana fa, in terra francese, la nazionale guidata da Gonzalo Quesada era riuscita a raggiungere un formidabile pareggio, che a tratti sembrava profumare di vittoria.
Insomma, questa crescita esponenziale del movimento rugbistico italiano ha alimentato sicuramente l’entusiasmo dei tifosi azzurri e probabilmente ha avvicinato quei “curiosi” che fino a questo momento non si erano mai cimentati ed incuriositi in questo magnifico sport, fatto di contatti, sudore e rispetto.
Importante ricordare come questo successo sia fondamentale in chiave ranking mondiale, dove l’Italia a seguito della vittoria contro gli scozzesi fa un grande passo in avanti entrando nella top 10(9).
L’ultimo appuntamento del “Sei Nazioni” è fissato per sabato alle 15:15, dove gli azzurri in terra gallese andranno alla ricerca di altri 3 punti preziosi per chiudere al meglio questo prestigioso torneo.
Articolo a cura di Riccardo Giovanchelli
