Oggi, 6 Marzo 2024 si dà il via alla stagione dei Master 1000.
Il primo appuntamento del ciclo, da anni ormai nel calendario ATP e WTA, è il torneo di Indian Wells, disputato nell’omonima città in California, ad Est di Los Angeles nella Coachella Valley.
Un posto sempre soleggiato, data la sua geolocalizzazione, “cugino” di Miami, sede dell’evento in programma subito dopo, tanto che si parla di “Sunshine Double”.
Il torneo si svolgerà in 10 giorni, al pari degli altri tornei 1000 (tra cui gli Internazionali d’Italia),ed è probabilmente il più importante nel circuito dei 1000, considerato da molti come il “quinto Slam”.
Per quale ragione gode di questa considerazione?
Dopo i quattro tornei dello Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open) il torneo californiano è il primo Master 1000 per numero di spettatori, in quanto il Campo Centrale presso cui si svolge, dalla capienza di 16.000 posti, costituisce il secondo impianto più grande al mondo, secondo solo al “Arthure Ashe Stadium”, sede degli Us Open.

Dopo un passato travagliato e burrascoso, oggi il torneo californiano è unanimemente considerato da atleti ed addetti ai lavori come uno degli appuntamenti imperdibili e più godibili del calendario annuale; tuttavia questo esito rappresenta solo l’ultima tappa di un tortuoso percorso.
La nascita del torneo, infatti, al 1974, con sede a Tucson, in Arizona, con il nome di “American Airlines Tennis Games” e la partecipazione solo di giocatori maschi.
Dopo solo 5 anni, la manifestazione è stata trasferita in California, tra le località di Palm Springs, La Quinta e Rancho Mirage, a causa della mancanza di stabilità.
Negli anni ’80, si palesò addirittura la possibilità che il torneo fosse venduto e trasferito in Florida, ma grazie all’intervento di Charlie Pasarell, ex giocatore, l’ATP decise comunque di mantenerlo a La Quinta.
Fu poi nel 1981 che l’evento ebbe un grande successo , spingendo l’ATP a decidere di mantenerlo nel calendario annuale.
Nel 1987, Pasarell comprese che il club di La Quinta non poteva più ospitare l’evento in crescita, così i proprietari del torneo acquisirono immobili a Indian Wells e costruito una struttura con 12 campi e uno stadio con 10.500 posti.
Questa è stata la sede del torneo fino al 2000, quando è stata spostata all’Indian Wells Tennis Garden.
La struttura, costata 77 milioni di dollari, ha permesso una crescita ulteriore del torneo, completata con la ristrutturazione da 100 milioni di dollari effettuata da Ellison.

“L’indian Wells tennis garden” è oggi un complesso di 29 campi formato da hotel di lusso e ristoranti, soprannominato il “Paradiso del Tennis”.
Nelle aree attorno al circolo sono presenti una serie di dependance, di proprietà di Larry Ellison, concesse spesso ai grandi campioni del torneo, e forse rappresentanti uno degli aspetti più caratteristici della location in cui lo stesso ha sede.
Sicuramente , dunque, Indian Wells è uno dei tornei preferiti dai giocatori, felici di passare 10 giorni in un ambiente davvero paradisiaco per il tennis, e dopo anni di incertezze, oggi il torneo è uno dei più prestigiosi al mondo, un appuntamento fisso per l’ATP e i giocatori.

Il torneo è incominciato ufficialmente domenica 3 marzo ed oggi e domani vedrà scendere in campo tutti i giocatori che sono presenti nel tabellone principale, con in campo ben sei azzurri nel torneo maschile.
A capo della truppa c’è Jannik Sinner, n°3 del seeding ed esentato al debutto con un bye: il campione degli Australian Open esordirà direttamente al 2° turno contro il vincente di Kokkinakis-Giron e si trova nella metà occupata da Carlos Alcaraz, contro cui potrà prendersi la rivincita in semifinale dopo quella persa lo scorso anno.
Jannik è anche a caccia del 2° posto del ranking ATP, occupato attualmente proprio dallo spagnolo campione in carica del torneo. Oltre agli italiani, al 1° turno ci sarà anche il match di Nadal contro Raonic (ed un possibile 3° contro Musetti), mentre Djokovic, per conoscere il suo avversario, dovrà aspettare il vincente di Vukic/Qualificato.
A tutti gli spettatori non resta che augurare un buon tennis, con la speranza di vedere dei match sempre di altissimo livello.

Articolo a cura Ludovica Liso

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