L’annuncio è arrivato ieri, ma erano anni che i tifosi di tutto il mondo speravano e sognavano questo accordo, Hamilton, il campione con più titoli vinti in Formula 1 al fianco di Schumacher, approderà nel 2025 in Ferrari, la Scuderia con più campionati, piloti e costruttori, vinti.
Entrambi vengono da situazioni difficili, “The Hammertime” non vince un campionato dal 2020, arrivando nel 2022 sesto e nel 2023 terzo. La Ferrari, d’altro canto, si è vista sottrarre le vittorie ad ogni staccata, ad ogni curva. È dal 2007 che non vince un titolo mondiale, ultima volta con il finlandese Kimi Raikkonen al fianco di Felipe Massa.
È un’unione di due campioni che cercano rivalsa, vogliono tornare ad essere dominanti in un mondo dove conta la macchina, le relazioni e gli sviluppi tecnici rispetto alla fame e all’astuzia del pilota.
Le imponenti carriere di questi due colossi delle monoposto hanno attraversato tratti d’ombra, talvolta permeati da sfumature non del tutto lecite, perché in fin dai conti, coloro desiderosi di trionfare, spinti dall’ardente desiderio del successo, si abbandonano a gesti nascosti, sacrificando la purezza dell’azione sull’altare della vittoria.
Non è facile dimenticare uno dei casi più controversi della storia della Formula 1. Quello dei test Mercedes/Pirelli avvenuti nel 2013 sul Circuito de Catalunya a Barcellona. Tutto cominciò nella gara a Silverstone dove l’usura delle gomme in tutte le monoposto, aveva contribuito nel creare incidenti e rischi per i piloti, perciò la Pirelli, che dal regolamento FIA può effettuare dei test durante la stagione, non violando l’articolo 22.4, ha messo in pista a Barcellona per tre giorni delle monoposto per condurre accertamenti e migliorare la prestazione delle gomme. La scintilla che ha messo in agitazione tutto il mondo della F1 è che le monoposto erano della squadra di Brackley e chi guidava le vetture erano i due piloti ufficiali, Rosberg e Hamilton, con dei caschi neri per non essere identificati.
Da quel momento le prestazioni della macchina hanno fatto passi avanti, gli ingegneri hanno capito come far funzionare le gomme, persino arrivando ad apportare modifiche alla vettura, cambiando le sospensioni posteriori. È indubbio che il team della stella a tre punte, abbia avuto un “aiutino” per il successivo sviluppo della W04.
Pare che alla fine il Tribunale abbia optato per reprimende per entrambe le parti, imponendo loro di coprire le spese legali per un terzo ciascuna. Inoltre, l’eventuale sanzione proposta da Mercedes fu l’esclusione dai test per i giovani piloti in caso di colpevolezza.
Dall’anno successivo la squadra è stata iridata con 6 titoli mondiali, per sei anni alla guida Hamilton, è diventata la dominatrice dei GP.
Ma neanche “Il Cavallino Rampante” ha avuto vita facile, sono 16 anni che non porta a casa il titolo mondiale, neanche il “Predestinato” (ndr. Leclerc) è riuscito a raggiungere alti livelli con la monoposto, se non per qualche gara. Perché ormai, in questo grosso meccanismo che si cela dietro le corse, non conta più la destrezza, la velocità e l’astuzia del pilota, ma gran parte del lavoro e della prestazione in gara, spetta alla vettura, il motore e al lavoro di squadra degli ingegneri e del team.
Erano anni che nel paddock e durante le interviste si scherzava su un avvicinamento e successivo contratto tra la Ferrari ed Hamilton, ma tra un riso d’imbarazzo e svariati tentativi di deviare la conversazione, questa utopia giaceva nel limbo dei ricordi. Diversi sono stati gli anni di corteggiamento, ma John Elkann è riuscito nell’impresa, e il campione, all’alba dei 40 anni, correrà con la tuta rossa e con un cuore rampante come il simbolo. Chissà, ci sarà anche lo zampino del suo miglior rivale e amico in pista, Sebastian Vettel?
Hamilton porterà con sé a Maranello la sua esperienza, i suoi anni da campione, per essere d’aiuto e progettare una macchina vincente, perchè non può combattere da solo, ma ha bisogno di una Ferrari competitiva che necessita sviluppo tecnico ed ingegneristico.Ma non solo, Lewis è un marchio, così come lo è stato Schumacher, Senna e Alonso, anche a livello di marketing è importante come fusione, gli interessi commerciali saliranno, ci saranno più sponsor che busseranno alle porte della Scuderia.
Perché tutti abbiamo bisogno di vedere la Ferrari sul tetto del mondo, sotto una distesa rosso e gialla, e riottenere il lustro che ha avuto, fin dalla prima gara nel 1950 a Monaco. Ma questa decisione, che gli inglesi hanno definito come “uno shock”, non ha solo interessi economici alla base, considerando che Lewis guadagna circa 40 milioni di dollari a stagione; ma c’è anche la convinzione e la certezza che guidare, alla fine di una carriera straordinaria, la Rossa e vincere, sia la chiave per aprire a serratura del Pantheon delle Leggende. Inoltre, la Ferrari ha un particolare interesse per la sostenibilità e la carbon neutrality, temi che interessano molto il pilota, ma anche l’impegno della Ferrari nella moda, altra grande passione di Lewis che ogni domenica vediamo sfoggiare outfit eccentrici., ha avuto il suo ruolo.
Tutto ciò converge anche nella figura di Fred Vasseur, team principal della scuderia, che conosce da tempo Hamilton e con il quale ha portato a casa il campionato di Formula 2. Ora non ci resta che aspettare, attendere con ansia il 2025, per assistere a nuovi equilibri, a nuove gerarchie, considerano anche il suo compagno di squadra Charles Leclerc di 12 anni più giovane. Ritorneremo a vedere il Cavallino Rampante sul podio del successo o non assaporeremo la vittoria che tanto agogniamo da anni?
È in questo momento che il tatuaggio di Hamilton “STILL I RISE” ritorna in mente e rimbomba nel nostro cuore il significato: “I stumbled 10 times or 100, whatever it is, but now, I made it”. E con lui, ci crediamo anche noi.
Articolo Martina Massaro
