Un’attesa lunga 47 anni quella dei ragazzi azzurri, che nella notte di Malaga, hanno alzato la coppa al cielo.
Un giorno storico per il tennis italiano, avendo regalato ad un intero paese, il privilegio di essere la nazione più forte di tutte.
“Abbiamo scritto veramente una pagina di storia, abbiamo tanto voluto, sognato la Coppa, dopo le tante difficoltà che abbiamo dovuto fronteggiare in questi due anni e mezzo da quando siamo partiti. Quattro esordienti in due anni, una squadra giovanissima, un traguardo raggiunto, forse, anche più velocemente di quanto ci aspettassimo. Siamo veramente orgogliosi.”
Sono le parole del capitano della nazionale italiana Filippo Volandri, che con gioia vanta questo titolo conquistato, un titolo frutto dell’impegno e del sacrificio di ciascuno dei ragazzi che hanno avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni.
La cavalcata eroica inizia con la vittoria ai quarti di finale contro l’Olanda con il risultato di 2/1, il primo singolo perso da Matteo Arnaldi, il secondo singolo vinto da Jannik Sinner e infine il doppio di spareggio composto da Sinner e Sonego che con un bel 6/3-6/4 regala all’Italia l’accesso alle semifinali.
Il giorno più atteso di tutti è stato quello di sabato 28 novembre, dove l’Italia affronta la Serbia per concedersi un posto in finale di Coppa Davis.
Il numero uno d’Italia: Jannik Sinner deve fare i conti con il più forte di tutti i tempi, Novak Djokovic.
L’italiano reduce dalla sconfitta contro il serbo in finale alle ATP Finals di Torino, cerca la rivincita, per la gloria della sua nazione.
Quella di Sinner è stata un’impresa eroica, annullando tre match Point al serbo diventando il primo giocatore a riuscirci contro Djokovic nella storia.
Eliminando la Serbia, all’Italia non resta che compiere l’ultimo atto di questa grande scalata, per portarsi “l’insalatiera” a casa.
L’Italia trascinata in finale da Sinner centra l’obbiettivo con facilità e tanta professionalità, vincendo il titolo contro l’Australia per due match a zero.
Un successo che riscatta la delusione dell’ultima finale, datata 1998, quando l’infortunio alla spalla di Andrea Gaudenzi spense le ambizioni italiane nella finale con la Svezia giocata al forum di Assago.
In casa azzurri sono molti a congratularsi con i ragazzi italiani, da Nicola Pietrangeli ad Adriano Panatta gli unici tennisti italiani i quali erano riusciti a conquistare il titolo nel 1976 contro il Cile.
Il trionfo dell’Italia in Coppa Davis è merito di una generazione di giocatori straordinari, ma è anche il successo di un sistema sempre più strutturato e della creazione di un team virtuoso.
Un gruppo che vede protagonisti i giocatori: Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Matteo Arnaldi, Lorenzo Musetti e Simone Bolelli, con Filippo Volandri nel ruolo di capitano.
La vittoria che dopo 47 anni ha riportato la Coppa Davis in Italia è figlia della volontà di costruire una squadra vincente, che solo con il contributo di ognuno di loro ha portato alla vittoria.
Sinner è stato più che decisivo, ma nemmeno un campione come lui poteva vincere da solo la coppa Davis, 47 anni dopo la prima. Innanzitutto, l’Italia è arrivata a Malaga perché a settembre si sono qualificati altri ragazzi di un gruppo compatto, rappresentato dalla presenza in tribuna di Matteo Berrettini, nonostante il suo infortunio.
In Andalusia i doppi decisivi sono stati vinti, anche con il contributo fondamentale del solito Lorenzo Sonego “cuore azzurro”e con Arnaldi.
Quest’ultimo ha portato, con cuore e coraggio, un punto importantissimo in finale contro l’Australia.
L’Italia torna sul tetto del mondo. Una vittoria stra-meritata, da dei ragazzi strepitosi come li definisce Volandri.
Il resto, come si dice in questi casi, è storia, quella scritta oggi, e quella ancora da scrivere, si ha la sensazione che un gruppo così mediamente giovane, folto e forte possa non fare aspettare i tifosi italiani un altro mezzo secolo per rivincerla.
Articolo a cura di Ludovica Liso
