è morto il Presidente Emerito Giorgio Napolitano
Cessa in un’anonima serata settembrina, alle ore 19:45 circa nella clinica romana “Salvador Mundi”, la vita di Giorgio Napolitano. Molte cose egli è stato. Un cursus honorum degno della vita di uomo che della politica ne fece la sua ragion d’essere.
Giorgio Napolitano nacque a Napoli nel 1925. Attivo sin dagli anni della gioventù nella militanza politica, ebbe un’esistenza alquanto controversa. Dapprima membro operativo dei famigerati “GUF”, subito dopo diventa fervente comunista. Alla scuola di Giorgio Amendola capeggia un gruppo di giovani intellettuali operanti per il mezzogiorno e per l’ascesa del sol dell’avvenire. Impossibile tra questi non citare personalità del calibro di Patroni Griffi e Ghirelli. Da sempre uomo di grandi relazioni e grandi passioni. Da film la sua storia d’amore con l’amata moglie Clio. Quest’ultima, peraltro, avvocatessa di prim’ ordine che sacrificò tutto per la carriera dell’ amato consorte. Egli fu uomo del secolo breve nella sua totalità. Ma ciò non gli impedì di poter essere in grado di traghettare l’Italia, la sua e nostra amata Italia, verso la prima decade degli anni “duemila”. Eletto negli anni “50” alla camera, risiedette con dedizione, fermezza, e alto senso di responsabilità nei medesimi scranni fino al “96”.Con una breve parentesi, dal “92” al “94”, da Presidente della Camera. Eccezion fatta per la IV legislatura. Di Amendola rilevò il ruolo all’ interno della famiglia comunista. Ruolo di capo dell’ala “migliorista”, di quella parte di PCI che guardava più a Whashington che a Mosca. Tanto è vero che, primo tra i post-leninisti, andò a far visita agli states nel 1978.In tale episodio, primo di una lunga serie ed avvenuto nel corso del tragico “affaire Moro”, dopo vari interventi nelle maggiori università del luogo ebbe modo di interloquire con le più alte cariche allora presenti oltre oceano. Guadagnandosi l’ appellativo di “preferito tra i Comunisti” da parte di Kissinger. Fu acuto e attento conoscitore delle dinamiche parlamentari ed extra-parlamentari. Con un ampio e attento sguardo verso l’Europa che, nel corso della sua longeva esistenza, cambia in modo dissacrante e totalizzante. Abbinò alla lotta politica un’intensa attività intellettuale, condensata da ripetute letture aventi ad oggetto la cooperazione tra Stati all’interno del vecchio continente. Emblematiche a tal proposito le due stelle polari del suo Pantheon filosofico e culturale: Thomas Mann ed Altiero Spinelli. Questo suo atlantismo lo portò più volte a scontrarsi con i suoi compagni di partito. Con il PCI. I quali gli imputavano un eccessivo slancio socialista ed europeista. Ministro degli Interni e per il coordinamento della protezione civile nel “biennio Prodi 96-98”. Senatore a vita dal 2005, per volontà dell’ allora presidente della Repubblica Ciampi, ne diviene egli stesso successore l’anno seguente. Carica che ricoprì sino al 2015. Fu, infatti, primo nella storia d’Italia ad essere rieletto alla più alta carica dello Stato. A seguito delle forti pressioni di quasi tutti i partiti allora presenti al consesso. Ma il più alto momento della sua vita pubblica sta proprio lì. Sta proprio nel suo discorso in occasione della rielezione al soglio quirinalizio dove, con tagliente e tragica lucidità, denunciò un sistema partitico giunto ad un punto di non ritorno. Giunto al capolinea della sua funzione.
Ad onor di cronaca, come dicevamo, fu comunque una figura alquanto controversa. Altrettanto indimenticabili furono,infatti, gli scontri con la Corte Costituzionale nel 2009 in occasione del cosiddetto “Lodo Alfano”. Dal nome dell’ allora Guardasigilli che propose un testo, sul termine dei procedimenti giudiziari in concomitanza della fine del mandato di un uomo pubblico. Legge approvata dal Presidente ma che, successivamente,fu bollata come “incostituzionale”. Così come indimenticabile fu la lunga sentenza con la Procura di Palermo, sul presunto coinvolgimento di Napolitano nella trattativa “Stato-Mafia”, anche qui terminata con una discussa sentenza della Corte Costituzionale nel 2013.
Latente considerazione appare spontanea: Chi è stato realmente Giorgio Napolitano? Ai posteri l’ardua sentenza…
a cura di Giovanni Giampaolo
