È trascorsa solo qualche settimana dalle ultime gare di qualificazione agli EURO2024 e, oggi come allora, i riflettori sono puntanti sul mister Roberto Mancini.
Il Ct della nazionale, che ha portato l’Italia sul tetto d’Europa agli EURO2020, è stato fortemente criticato per le sue scelte nelle convocazioni.
Mancini e la Nazionale venivano da un periodo “poco positivo”, per usare un eufemismo;
dopo la mancata qualificazione al mondiale 2022, EURO2024 è per il CT l’ultima occasione per dimostrare le sue qualità.
Il percorso di qualificazione alla prossima rassegna continentale, tuttavia, si è aperto con un problema di non poco conto:
la carenza di attaccanti, già emersa in tempi non sospetti, a dire il vero, (si pensi alle critiche ricevute da Immobile proprio nel corso dell’ultimo europeo vinto), acuito in tale contesto per via degli infortuni di Raspadori e del capitano della Lazio.
Mancini ha compiuto delle scelte opinabili, prima tra la convocazione dell’attacante Mateo Retegui.
Il ragazzo, nato e cresciuto nella periferia di Buenos Aires, ha ottenuto la cittadinanza grazie ad un nonno di origini siciliane : con una sola chiamata Mancini l’ha convinto a giocare con gli azzurri.
Con Immobile e Raspadori ancora infortunati, il CT ha deciso di sorprendere tutti affidandosi al giovane : una mossa per provare rompere “la maledizione della maglia numero 9”, che ha colpito l’Italia nell’ultimo periodo.
Scelta non poco criticata, per via della “scarsa italianità” del ragazzo (che ha preferito esprimersi in spagnolo durante le interviste), solo in parte riuscito a placare un pò gli animi dei tifosi, segnando nelle partite contro Inghilterra e Malta.
Ulteriore polemica sorta nei confronti di Mancini è stata la scelta di convocare Simone Pafundi, giocatore dell’Udinese classe 2006.
Polemica scaturente non tanto dalla giovane età del ragazzo, quanto, tuttavia, dal fatto che questi non trovi spazio tra i grandi, avendo giocato per un totale di 31’ in campionato.
«Scusi Mancini, perché convocare Simone Pafundi? In Friuli tutti se lo stanno chiedendo, non lo abbiamo quasi mai visto in campo con l’Udinese…». «Se è qui è perché se lo merita».
Sono queste le parole che il ct che ha rilasciato in conferenza stampa, elogiando il ragazzo dicendo: “«Prima c’è lui, poi tutto il resto. Questa è la mia idea quando scrivo la lista.”
In tema di assenze, invece ,uno dei nomi di lusso che ha fatto più scalpore è stato quello di Mattia Zaccagni, l’esterno della Lazio ad oggi miglior atleta italiano (quanto alla somma fra goal e assist realizzati) a calcare i campi della nostra Serie A.
Alla base di questa decisione ci sarebbero motivi disciplinari:
«Non lo dice nessuno, ma a Coverciano lo sanno davvero tutti», si legge sulle pagine de La Repubblica.
Niente a che vedere con considerazioni tecniche o tattiche.
Non è ancora chiaro quanto durerà la ‘punizione’ per il giocatore della Lazio, non si sa se si tratta di una decisione definitiva o meno; certo è, però, che l’Italia avrebbe bisogno di tale talento nel settore offensivo.
Le polemiche non sono mancate per le scelte inerenti il centrocampo:
si è scelto, infatti, di privilegiare atleti come Verrati e Jorghino, in un periodo di scarsa forma, anziché premiare atleti più performanti come Locatelli o il giovane Fagioli.
Sarebbe da chiarire, infine, la questione Udogie, giocatore dell’ Under 21, non convocato per la sostituzione di Dimarco sebbene sia uno dei migliori esterni
del nostro campionato.
Le nazionali giovanili italiane stanno ottenendo grandi risultati,
migliori anche rispetto a un passato in cui la nostra Under 21 faceva incetta di allori europei. Perché sprecare tale talento?
Da João Pedro (protagonista, suo e nostro malgrado, della disfatta contro la Macedonia del Nord) in poi, le scelte di Mancini sono state sempre più all’insegna del postmodernismo, con giocatori lanciati più come grida d’aiuto che per reali meriti sportivi.
E se con Gnonto la scelta è sembrata prematura, ma tutto sommato azzeccata, chiamando giocatori ancora acerbi – per non azzardare definizioni più tranchant – come Cancellieri, Zerbin o Salvatore Esposito, schierati poco o nulla nei rispettivi club di appartenenza, oppure Pafundi, con poco più di 30 minuti complessivi in Serie A, si rischia di svalutare oltremodo la maglia azzurra.
Al Ct campione d’Europa non resta che ponderare attentamente le scelte future; ulteriori passi falsi, che potrebbero costare ancora una volta la mancata qualificazione, non sono ammessi.
Come ripartire?
Partendo dal principio, ricostruendo e ricreando l’armonia e quella coesione che, in quel Luglio 2021, ci hanno fatto tanto sognare.
articolo a cura di Ludovica Liso
