Il Paris Saint German, comunemente definito PSG, è la prima squadra di Parigi appartenente al campionato della Ligue1, nonché uno dei più rinomati club d’Europa.
Il club venne fondato nel 1970 dalla fusione tra lo Stade SaintGermain (fondato nel 1904 a Saint-Germain-en-Laye, nei dintorni di Parigi) e il Paris Football Club, nato per riacquisire i fasti del calcio parigino dopo la retrocessione sia del C.A. Paris che del Racing Club (due formazioni storiche della capitale francese), con lo scopo di creare una sola squadra parigina.
Nel corso degli anni la gestione del club è stata sempre molto altalenante e ciò non gli ha mai consentito di ottenere risultati esaustivi, fatta eccezione per gli anni Novanta quando vinse il titolo nazionale del 1993-1994 e la Coppa delle Coppe 1995-1996, nonostante abbia poi perso la finale della competizione l’anno successivo.
Nel 2011 il club viene acquisito dal Qatar Investment Authority di proprietà di Nasser Al-Khelaïfi, vedendo così un incremento non indifferente del budget della società in vista del calciomercato estivo.
Da lì in poi il il PSG vanta l’acquisto dei migliori giocatori sul mercato come Menez, Sirigu, Pastore, Matuidi, Thiago Motta, Lavezzi, Verratti, Thiago Silva, Ibrahimovic, Beckham, Cavani, David Luiz, Kurzawa, Di Maria, Blanc, Emery, Mbappé, Neymar, Tuchel, Buffon, Wijnaldum, Sergio Ramos, Donnarumma.
Nell’agosto del 2021 il sogno di tutti i parigini si avvera, la “Pulce” idolo indiscusso di tanti appassionati del calcio, approda sotto la Tour Eiffel.
I parigini, già dati per favoriti a livello europeo, sono i candidati principali per la vittoria della Champions League.
Tuttavia, il PSG nella stagione di Champions 2021/2022 arriva solo secondo nel girone, ad un punto dal Manchester City.
E poi un po’ di sfortuna: agli ottavi c’è il Real Madrid.
La partita di andata ha un esito positivo con il club Parigino che riesce a strappare la vittoria -seppur all’ultimo minuto – grazie al gol di Kylian Mbappe.
Nella partita di ritorno, durante il primo tempo, la situazione sembra abbastanza serena: il club francese bissa il risultato dell’andata portandosi in vantaggio.
Il trend positivo viene interrotto nel secondo tempo quando la squadra viene messa ko dalla tripletta di Karim Benzema (pallone d’oro in carica) ed i francesi tornano a casa sconfitti prima del previsto, abbandonando così il loro sogno e obiettivo stagionale.
Nella stagione attuale il club registra dei risultati discreti: nella fase a gironi – infatti – si qualifica nuovamente secondo, a pari punti con il Benfica.
Ai sorteggi degli ottavi di finale, di nuovo un pizzico di sfortuna perché il PSG incontra il Bayern Monaco. Il finale è tragico: due ko consecutivi e zero reti.
Ci si chiede, allora, come può una squadra composta da giocatori formidabili non raggiungere mai nessun obiettivo prefissato, rimanendo sempre al punto di partenza.
Bisognerebbe però fare un passo indietro e analizzare gli errori che il club ha commesso comprando calciatori a cifre esorbitanti senza rispettare il Fair Play Finanziario che comprende una serie di misure adottate dalla UEFA per “il mercato dei trasferimenti” nel calcio mondiale.
L’obiettivo principale della UEFA è controllare e limitare la spesa delle società calcistiche per garantire la competitività, migliorando la salute finanziaria dei club europei. Questa serie di misure è entrata in vigore nel 2011, come forma di controllo finanziario nei confronti dei club. Il Paris Saint Germain e Manchester City, di proprietà di grandi fondi di investimento arabi, hanno ignorato le misure del Financial Fair Play e nel 2014 sono stati sanzionati con una cifra pari a 60 milioni di euro e con la limitazione al tesseramento dei giocatori.
Ma nonostante il club abbia subito le anzidette sanzioni, non si è arreso e continua tutt’ora la campagna acquisti a cifre esorbitanti (si pensi all’acquisto di Neymar nel 2017). Il contratto che all’epoca firmò il fuoriclasse brasiliano venne considerato come il secondo più ingente nella storia del calcio mondiale: il brasiliano percepisce 43.334.400 euro lordi all’anno, con un pagamento mensile di 3.611.200 euro al mese: circa 30 milioni netti all’anno con il Psg ed un bonus fedeltà di 50.556.117 euro per la permanenza fino al 30 giugno 2023.
L’idea della proprietà Qatariota fu quella di non coinvolgere il club nell’operazione, consegnando la cifra di 222 milioni a Neymar attraverso un contratto di sponsorizzazione con una delle tante aziende controllate. E così i 222 milioni non vennero contabilizzati sui libri del club Francese, il quale è riuscito a far firmare Neymar come se fosse svincolato e mettere a bilancio “solo” il costo del suo ingaggio.
Da ultimo non si mancare di menzionare il rinnovo di Kylian Mbappe nella scorsa estate che secondo Le Parisein (nota rivista francese) corrisponde a uno stipendio di 72 milioni di euro lordi a stagione (216 milioni in tre anni), un bonus alla firma di 180 milioni di euro (suddivisi in tre rate) e un bonus ‘fedeltà’ di 240 milioni di euro nel caso in cui il giocatore rimanga in tutto il triennio al Psg.
L’insieme dei più forti raramente fa la squadra migliore perché non è mai la squadra di nessuno!
Si è un po’ persa di vista la realtà, incentrando il gioco unicamente sul denaro. Se ciò avesse portato a risultati vincenti sarebbero comprensibili le scelte delle società, ma è da ben undici anni che il PSG non riesce mai a conquistare nessun trofeo internazionale. Quello della Champions è l’ennesimo insuccesso che sta portando il calcio ad essere un’industria nel mercato che stravolge i valori di base di questo sport. A quanto pare, il calcio “dei ricchi” non premia solo “chi spende”: non a caso al PSG non sono bastati più di 1500 milioni di euro per vincere una Champions League
Articolo a cura di Ludovica Liso
