Scrivere della vita di un uomo non è mai cosa semplice soprattutto se questo porta il nome di Maurizio Costanzo, definito dai molti come colui che ha trasformato nell’immaginario collettivo la televisione da semplice elettrodomestico a mezzo quotidiano trasmettente cultura. Questo non vuole essere un articolo ove si elogia la persona di Maurizio Costanzo, al contrario, attraverso l’elencazione di tutte le cose fatte in vita dallo stesso si vuole rendere la chiara rimostranza del fatto che il suo, prima ancora di essere un mestiere, prima ancora di essere una passione, è stata UNA MISSIONE che ha condotto strenuamente fino alla fine facendo tacere ogni voce sulla sua malattia, facendo prevalere SEMPRE lo SPIRITO su ogni tipo di OSTACOLO FISICO E MATERIALE. Ma adesso andiamo per ordine e insieme, sognando, rimarchiamo il cammino militante di Maurizio Costanzo, giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e sceneggiatore.
Nasce a Roma nel 1938, si diploma al “Liceo Classico Giulio Cesare”.
Le sue intenzioni sembrano chiare sin dall’inizio; infatti decide di non proseguire l’ordinario percorso universitario, ma di inseguire la sua passione: il giornalismo.
Da scheggia quale era, a soli 22 anni diventa responsabile editoriale del celeberrimo settimanale “Grazia”.
Nel frattempo, non sembra farsi mancare nulla; infatti cura programmi radiofonici ed è in tale contesto, infatti, che vien fuori il Maurizio “paroliere”.
Insieme a Ghigo De Chiara compone uno dei testi più belli della musica italiana, interpretato dalla “tigre” Mina, con musica e arrangiamenti di Ennio Morricone. L’ispirazione nasce da una conversazione telefonica, da qui il titolo: “Se telefonando”.
Il testo parla di un incontro occasionale – “Poi nel buio le tue mani d’improvviso sulle mie”- ;
ma la ragazza si accorge ben presto che quell’incontro potesse trasformarsi in qualcosa di più;
così nega a se stessa di mettersi dall’altra parte del filo o di guardare negli occhi l’innamorato perché l’emozione potrebbe essere così forte da rendere impossibile l’indifferenza;
decide dunque di arrendersi troncando l’amore sul nascere.
Il successo in tv arriva nel 1976 con “Bontà Loro”.
Nel frattempo, Maurizio trova modo di far parlare di sè anche nella sua vita privata:
nel ’63 sposa la giornalista Lori Sammartini, un “sì” che fece molto discutere dal momento che questa contava 14 anni più di lui;
ma 10 anni dopo i due si lasciano e Maurizio sposa la giornalista Flaminia Morandi,donna dalla quale avrà due figli, Camilla e Saverio.
Sono gli anni ’80 quando il celeberrimo giornalista, a tal punto direi non solo, viene coinvolto nello scandalo come aderente alla loggia massonica P2, tessera numero 1819.
Sebbene inizialmente neghi, in seguito ammetterà la sua partecipazione a Giampaolo Pansa, giornalista del quotidiano “La Repubblica”.
Poi, l’ammissione definitiva in Corte d’assise.
In seguito si candida per il Partito Radicale, partito con poco potere, anche qui lasciando tutti spiazzati.
Ma la storia, la militanza non finisce qui.
Intimo amico di Giovanni Falcone, sembrerebbe lui il terzo personaggio “scomodo” per Cosa Nostra.
In seguito all’omicidio dell’imprenditore Libero Grassi, Maurizio Costanzo nel 1991 brucia in diretta una maglietta con la scritta “Mafia made in Italy”. A causa del suo coraggio intellettuale è stato vittima il 14 maggio 1993 di un attentato in via Ruggero Fauro all’uscita del Teatro Parioli dove stava registrando il Maurizio Costanzo Show. Un’automobile con 60 chili di tritolo avrebbe dovuto esplodere non appena l’auto trasportante Maurizio e l’allora compagna Maria De Filippi le fosse passata accanto ma, un’errata constatazione dell’addetto alla detonazione, ha fatto si che tutti siano sopravvissuti.
In seguito alle indagini condotte dal tribunale di Firenze si è venuti a conoscenza che Matteo Messina Denaro era stato più volte ospite al MCS con l’intento di studiare il teatro al fine di valutare l’opportunità di un attentato in diretta, ordinato da Totò Riina, allora in carcere.
Questo evento segna per sempre la vita di Maurizio Costanzo e come un eco, ritorna.
Quel giorno prende la decisione di passare la vita intera con Maria De Filippi così come lo stesso dichiara in una intervista: “Capii una cosa fondamentale: è lei la persona che voglio mi tenga la mano quando morirò.”
Nel 1995 si sposano a Roma.
Ed è così, con questo evento che muove le viscere e cambia per sempre la vita di Maurizio Costanzo che questo articolo si chiude come un cerchio.
A pochi mesi dall’arresto di Matteo Messina Denaro (16 gennaio 2023), il 24 febbraio 2023 Maurizio Costanzo muore a Roma dopo aver finalmente trovato l’amore ed essere stato testimone della cattura del bos mafioso che tanto aveva condizionato la sua vita.
È bello pensare che negli occhi, nella bocca, nelle mani di Maurizio Costanzo siano vissuti per tutti questi anni lo sguardo, le parole, i gesti di Falcone e Borsellino.
Di tutti coloro che ci hanno creduto e che ora non sono più qui con noi.
È bello pensare che, attraverso lui, anche loro possano dirsi “testimoni diretti”.
Perché in Maurizio non hai mai smesso di abitare “L’IDEA”.
La missione è compiuta.
Con Maurizio va via una parte della storia italiana, va via la storia che egli stesso ha raccontato, la rivoluzione di cui è stato parte attiva grazie ad una semplice videocamera in cui non hai mai smesso di credere.
Illumina dall’alto. Che il tuo coraggio viva sempre quando sarà necessario ALZARE LA TESTA E DIRE “IO NON CI STO”.
Ed infine vi chiedo solo una cosa, ovunque siate pensatelo, urlatelo: “LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA.”
Articolo a cura di Mariangela De Feo.
