Gli interessati alle scene politiche e musicali del nostro paese, si sono trovati davanti ad un inaspettato scambio tra il Senatore Pillon, uomo della Lega di indubbia ,seppur ambigua, fama e i Maneskin, in particolar modo Damiano, leader del gruppo rock che sta macinando successi a livello mondiale.

La discussione sembra essere nata da un intervento dei #Maneskin, i quali si sono espressi quasi in contemporanea con #LadyGaga, a difesa della comunità LGBTQ+: “Quest’anno, in particolare, bisogna andare fieri del nostro Paese per i risultati raggiunti non solo da noi ma da tanti sportivi e da tante personalità della cultura. Peccato per i diritti civili, dove continuiamo a rimanere indietro e invece per noi sarebbe stata la vittoria più importante.”, riferimento alla bocciatura, accompagnata da scroscianti applausi, degni più di uno stadio che del Parlamento, del DDL Zan.

Simone Pillon, uomo di destra conservatrice, sostenitore del Family day e della “famiglia tradizionale” ha dunque commentato una foto del gruppo a Budapest, evidenziando, negativamente, l’outfit del performer e procedendo in maniera confusa e sconnessa a lamentarsi del piagnisteo dietro la bocciatura del DDL, appellandosi al politicamente “corrotto” ed al mainstream.

Damiano non ha perso tempo, e con un post su Instagram, semplice ma dissacrante, ha ironizzato sul vestiario del Senatore, ricevendo addirittura delle segnalazioni, anche esse oggetto di scherno.

Per quanto inatteso, è soddisfacente vedere i nostri artisti che si esprimono chiaramente su temi così importanti e divisivi, dimostrando il loro coraggio e rimanendo coerenti con il loro stile. Perché a volte non si può stare “Zitti e buoni”.

Articolo a cura di @ninovari

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