Chiudete gli occhi per un attimo e pensate a come è stata la nostra infanzia, momenti indimenticabili e ricordi indelebili ci sovvengono, è il periodo più bello della vita, è l’età della spensieratezza, siamo liberi da molte responsabilità e preoccupazioni, brilliamo di curiosità, siamo vivaci e appassionati, sempre in cerca della bellezza e della felicità; ora aprite gli occhi e guardate la realtà, ben distante da quella che viviamo noi. 

In alcune parti del mondo, dove i diritti basilari dell’uomo ancora non vengono rispettati, anche l’infanzia subisce lo stesso trattamento. I bambini non si sentono tali, fin dal loro primo vagito gravitano su di loro infinite responsabilità.  

Nei Paesi dell’Africa e del Sud Asia come il Niger, Mali, Bangladesh, Yemen, Somalia, Benin, Chad il fenomeno delle spose bambine è ancora profondamente radicato e rappresenta una delle più drammatiche violazioni dei diritti umani nel mondo contemporaneo. Questa pratica, lontana dall’essere un mero retaggio culturale, è una manifestazione tangibile delle disuguaglianze, della povertà e della mancanza di accesso all’istruzione, che perpetua cicli intergenerazionali di marginalizzazione.

È necessario porre un accento sulla differenza di significato tra le diverse tipologie di matrimonio, dal momento talvolta, si confondono i confini. Il matrimonio forzato è ben diverso da quello precoce o combinato, poiché avviene senza il pieno consenso di uno dei partner, attraverso coercizione o inganno, ed è ritenuto una violazione dei diritti umani. Il matrimonio precoce si verifica quando una delle due parti è sotto l’età legale definita dal paese. Il matrimonio combinato implica la scelta dei partner da parte della famiglia, con il presunto consenso dei diretti interessati.

Il matrimonio infantile non solo preclude alle ragazze il diritto all’infanzia, ma limita drasticamente le loro opportunità future, esponendole a rischi di salute gravi, come complicazioni in gravidanza e parto, oltre a isolamento sociale, abuso e violenza.

Secondo il rapporto di Save The Children “The Global Girlhood report 2020:Covid-19 and progress in”, questa pratica ha subito un’inversione di tendenza negativa dopo 25 anni di progressi, subito dopo il Covid, dal momento che molte famiglie già in situazioni economiche critiche, non riuscivano a garantire un’istruzione adeguata ai figli maschi ed erano “costrette” a far sposare le loro figlie di 12-13 anni con uomini anche ultra sessantenni, che potessero mantenerle e alleggerire la famiglia da un “peso”.  

“Quando una ragazza si sposa non viola i suoi diritti solo una volta, ma affronta conseguenze che durano tutta la vita. Sarà più soggetta ad abusi, avrà più possibilità di diventare madre prima di essere pronta fisicamente ed emotivamente e i suoi figli saranno più a rischio di morire prima del loro quinto compleanno”. Afferma Helle Thorning-Schmidt, Direttore generale di Save The Children. 

Diversi strumenti legali a livello nazionale e internazionale mirano a proteggere e salvaguardare i diritti dei bambini e delle ragazze, come: 

Convenzione sui Diritti del Bambino (1989)

  • L’articolo 1 definisce come “bambino” ogni essere umano che ha un’età inferiore ai 18 anni.
  • L’articolo 24 chiede agli Stati di adottare tutte le misure possibili per abolire pratiche tradizionali pregiudizievoli per la salute dei bambini.

Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne (CEDAW, 1979)

  • L’articolo 16 specifica che il matrimonio di bambini e la promessa di matrimonio di bambini saranno privi di effetto legale.

Raccomandazioni Generali del Comitato CEDAW 

  • (N.21 e N.31) sottolineano l’importanza del consenso libero e pieno al matrimonio.

In Paesi dove la povertà miete vittime, l’equazione è semplice, il sinonimo di Felicità è Sopravvivenza, perché la povertà insieme alla vita, porta via anche i sogni e ai bambini non resta che cercare in tutti i modi di sopravvivere ed evitare di essere prede di queste barbarie. 

Ciò che è difficile da immaginare, è la consapevolezza di queste creature, la coscienza di cosa stanno per affrontare e la forza che le trattiene dal non togliersi la vita, ma piuttosto subire queste atrocità per poter permettere un futuro migliore ai loro fratelli e alla famiglia, che con estrema facilità le hanno vendute ad un destino subdolo, tragico e violento. La lotta contro il matrimonio infantile richiede, perciò, un approccio multidimensionale che include l’educazione, riforme legislative e l’empowerment economico. Solo attraverso un impegno internazionale sarà possibile eradicare questa pratica e garantire alle ragazze il diritto a decidere il proprio futuro, liberandole dalle catene della tradizione che nega loro dignità e opportunità.

Articolo a cura di Martina Massaro

Un pensiero su “INFANZIA RUBATA: LA TRAGEDIA INVISIBILE DELLE SPOSE BAMBINE”
  1. Cara Martina mi stupisci sempre più ad ogni messaggio che ricevo. Complimenti sei bravissima . Giuseppe Massaro

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