Slitta al 2025 l’uscita del live action di Biancaneve, il film diretto da Marc Webb che vede come protagoniste Rachel Zegler nel ruolo di Biancaneve e Gal Gadot nel ruolo della matrigna. La pellicola ha subito dei ritardi nelle riprese a causa dello sciopero degli attori dello Screen Actors Guild, il sindacato degli attori americani in protesta contro gli Studios di Hollywood, terminato dopo ben 118 giorni grazie alla firma di un accordo che prevede la prima protezione in assoluto per gli attori contro l’intelligenza artificiale e un aumento salariale. Stando alle interviste rilasciate da alcuni membri del cast, il film si discosta molto dalla versione originale e questo ha suscitato non poche polemiche tra il pubblico, che si è lasciato andare a critiche e commenti molto negativi. “Non siamo più nel 1937, Biancaneve non sarà salvata dal principe e non sognerà il vero amore ma di diventare la leader che sa di poter essere” afferma fieramente in un’intervista l’attrice Rachel Zegler, supportata dalla sua collega Gal Gadot, anche lei orgogliosa di queste affermazioni. Dichiarazioni che, appunto, non sono per niente piaciute agli spettatori, i quali hanno dato il via ad un vero e proprio clamore mediatico, dovuto da un lato alla scelta di discostarsi dalla trama originale, ritenuta sbagliata in quanto se si deve cambiare radicalmente un personaggio tanto vale crearne uno ex novo, dall’altro proprio alle parole delle due protagoniste, criticate perché considerate inutilmente “politicamente corrette”.
Secondo la maggior parte dei commenti, sarebbe sbagliato mandare il messaggio che le donne oggi debbano per forza sognare di diventare leader o coprire posizioni di rilievo e non anche o solamente sognare di trovare l’amore vero o costruire una famiglia. Effettivamente viene da domandarsi: ma è davvero questo che noi donne vogliamo? Perché dobbiamo sempre scegliere, perché non possiamo essere libere di avere entrambe le cose? Valiamo meno se la nostra aspirazione è quella di mettere su famiglia e sposare l’uomo che amiamo e non di diventare il primo presidente donna degli Stati Uniti? Nonostante tutti questi tentativi di sdoganare l’idea di una donna libera e indipendente, sembra che qualsiasi cosa facciamo sia sempre sbagliata, sia se si scegliamo di dedicarci alla nostra vita professionale, “tralasciando” quella sentimentale che viceversa. L’idea che tutto ciò sembra trasmettere è che noi donne dobbiamo metterci in discussione continuamente, cercando l’approvazione di una società che tanto continua imperterrita a sindacare ogni scelta che facciamo; una continua ricerca di consenso che spesso si traduce in scelte che poco tendono ad abbattere secoli di stereotipi e pregiudizi, utilizzando ad esempio i cartoni animati i cui messaggi originali erano probabilmente meglio di quelli che si vuole veicolare adesso.
Per cui Biancaneve potrà anche non essere salvata dal principe, ma siamo sicuri che nessuno avrebbe niente da ridire se scegliesse di pensare solo a se stessa e alla sua carriera?
Articolo a cura di Arianna Contento.
