“Siamo ciò che mangiamo” diceva il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach : il cibo che ingeriamo non influenza soltanto il nostro corpo, ma anche i processi energetici, psicologici e spirituali.
Mangiare meglio, può migliorare la nostra vita.
Si dibatte molto sul cibo “unhealthy” (non salutare) e il cibo “healthy” (salutare): differiscono per il loro contenuto nutrizionale e gli effetti sulla salute.
Si parla di “unhealthy” per classificare un alimento non salutare se consumato in grandi quantità, come i fast food, gli snack elaborati, le bevande zuccherate e i dessert.
Questi alimenti sono spesso ricchi di calorie, grassi non salutari, zuccheri aggiunti e sale, che possono portare all’aumento di peso, a malattie croniche e ad altri problemi di salute se consumati eccessivamente.
Invece, alcuni alimenti sono considerati “healthy”: cibi sani, inclusi in una dieta equilibrata, come frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani. Questi alimenti forniscono nutrienti, vitamine e minerali essenziali che sono importanti per mantenere una buona salute e prevenire le malattie croniche.

Ecco alcuni esempi di cibo “unhealthy” e “healthy”:
Cibo Unhealthy:
Fast food come hamburger, hot dog, patatine fritte, pollo fritto, ecc.
Bevande zuccherate come soda, succhi di frutta con zucchero aggiunto, ecc.
Cibi confezionati come cracker, biscotti, patatine, ecc.
Alimenti con alto contenuto di grassi saturi come carne rossa grassa, burro, formaggio, ecc.
Il cibo “unhealthy” può contribuire a problemi di salute come obesità, diabete, malattie cardiache e pressione alta.
Cibo Healthy:
Frutta e verdura fresca come mele, banane, spinaci, carote, ecc.
Cereali integrali come quinoa, orzo, farro, avena, ecc.
Proteine magre come pollo, pesce, fagioli, lenticchie, ecc.
Grassi sani come avocado, olio di oliva, noci, ecc.
Il cibo “healthy” può aiutare a migliorare la salute generale e ridurre il rischio di malattie croniche.

È importante notare che un’alimentazione equilibrata dovrebbe includere una varietà di alimenti provenienti da entrambe le categorie e che è possibile mangiare alimenti “unhealthy” con moderazione come parte di una dieta equilibrata e attività fisica regolare.
Perchè nonostante il “ junk food” possa causare problemi, se mangiato con molta frequenza, il consumatore continua ad acquistarlo? Comodità? Pigrizia?

Sicuramente il consumatore è condizionato da buone strategie di marketing : si tratta, più precisamente di marketing emozionale: le aziende lo utilizzano spesso per creare un legame emotivo con il consumatore favorendone l’acquisto. Questo tipo di marketing può essere particolarmente efficace per prodotti che evocano sentimenti positivi come felicità, comfort, piacere e gratificazione.
Si pensi alla pubblicità di coca-cola: si associa il consumo della bevanda ad attimi di divertimento e di allegria, concentrandosi su momenti di felicità e di condivisone.
Inoltre si sviluppa un’immagine forte e riconoscibile, viene utilizzato il logo e i colori distintivi del marchio in tutte le sue comunicazioni pubblicitarie, aumentando, così, la fedeltà dei consumatori incitandoli all’acquisto dei prodotti.
Da non sottovalutare è sicuramente il fattore prezzo : spesso i prodotti “unhealthy” sono meno costosi dei prodotti “healthy”, il che li rende più accessibili per i consumatori con budget limitati.
Anche il branding , utilizzato dalle aziende per creare un’immagine positiva intorno al prodotto, contribuisce l’acquisto del cibo spazzatura : immagini divertenti e colorate attirano l’attenzione dei consumatori, rendendo il tutto più accattivante .
Ancora, la convenienza del cibo “unhealthy”: spesso più comodi da consumare rispetto al cibo sano . Gli snack confezionati possono essere consumati ovunque, mentre preparare un pasto “healthy” richiede più tempo e sforzo .
Per non parlare delle innumerevoli promozioni : le aziende utilizzano spesso promozioni come sconti, offerte “buy one get one free” e campagne di marketing virale per attirare l’attenzione sui prodotti “unhealthy”.

Strategie di marketing aggressive utilizzate dalle aziende promuovono i prodotti “unhealthy” come più attraenti e desiderabili rispetto ai prodotti “healthy”, influenzando le scelte dei consumatori, facendo leva, molte volte, sull’ ignoranza :alcuni di loro potrebbero non essere pienamente consapevoli dei rischi per la salute associati a una dieta ricca di cibo “unhealthy”.
Anche il packaging ha un impatto significativo sul comportamento d’acquisto dei consumatori e può influire sulle loro decisioni a livello psicologico: deve essere accattivante, donare attrattività visiva al prodotto con colori e grafiche vivaci, molte volte è elemento chiave nell’associazione di una marca ad un certo stile di vita.
In generale, il packaging può influenzare il comportamento d’acquisto dei consumatori in modo significativo, anche a livello inconscio. Per questo motivo, le aziende mettono spesso molta attenzione e risorse nel design del packaging dei loro prodotti.

Il cibo è una delle maggiori cause di malattie e le conseguenze psichiche che ne derivano fra i più giovani sono spesso irreversibili; sui social ci si improvvisa nutrizionisti; ma l’alimentazione è personale, ognuno di noi ha bisogni diversi.
Alcuni studi sottolineano che c’è un legame tra l’utilizzo dei social media e lo sviluppo di alcuni problemi nei ragazzi, legati soprattutto alla loro immagine corporea: influencer e blogger, creano un vero e proprio marketing sulle scelte alimentari dei giovani.
C’è chi incoraggia un’attenzione spasmodica per i cibi salutari e per l’attività fisica, altri invogliano il consumo del cibo spazzatura.
Si tende a voler cercare linee guida in figure poco professionali, quando , al contrario, bisognerebbe affidarsi a professionisti del settore; gente che vanta titoli e competenze in materia. Ma in realtà, la vera aspirazione di ognuno dovrebbe essere un’altra: cercare il bello dentro di noi, avere rispetto del nostro corpo, amarlo , riconoscendo che la salute non deve essere svenduta.
Servirebbe maggiore informazione su cosa ingeriamo, un’informazione tecnica e competente lontano dal mondo social; solo così, chiunque potrà ambire, forte di una cultura alimentare di base, ad adottare autonomamente un’alimentazione salutare ed equilibrata, evitando di cadere nelle “trappole” a.cui, quotidianamente, siamo esposti da ciò che ci circonda, cercando un giusto equilibrio fra gusto e benessere.

Articolo a cura di Stefano Martucci

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