CAGLIARI
Davide Nicola è da sempre considerato uno dei migliori “traghettatori” del nostro calcio, esperto in salvezze difficili. Quest’anno, però, il suo lavoro ha avuto una sfumatura diversa: con una rosa piuttosto modesta ma tanta dedizione, il Cagliari ha raggiunto una salvezza più che tranquilla, esprimendo un calcio piacevole e valorizzando diversi giovani talenti, tra cui spiccano i due atalantini Nadir Zortea e Roberto Piccoli.
VOTO: 6+

COMO
Favola e sorpresa del campionato, oppure semplice conseguenza di un progetto ambizioso?
Ci sono diverse chiavi di lettura. Da un lato, quasi 130 milioni investiti sul mercato e una delle proprietà più ricche della Serie A; dall’altro, una squadra giovane, allenata da un tecnico alla sua prima esperienza importante. Una cosa è certa: Cesc Fabregas ha fatto il suo lavoro, e lo ha fatto discretamente bene.
Certamente, nella prossima stagione (salvo stravolgimenti), tutti si aspettano una squadra super competitiva, capace di tenere il passo delle squadre che stabilmente occupano la parte sinistra della classifica e, chissà, magari anche di conquistare un posto in una competizione europea
VOTO: 7.5

EMPOLI
Una stagione disastrosa. La squadra era partita con l’ambizione di essere una possibile outsider per la parte sinistra della classifica, ma ha concluso il campionato con una retrocessione amara.
Nonostante a tratti abbia espresso un gioco di qualità, è mancata la concretezza: si è data più importanza alla forma che alla sostanza. In Toscana ora è tempo di rimboccarsi le maniche e puntare immediatamente al ritorno in Serie A.
VOTO: 5

FIORENTINA
Nonostante le numerose critiche arrivate da una tifoseria sempre calda e passionale, la stagione viola è da considerarsi più che sufficiente. La squadra, pur rinnovata a più riprese attraverso il mercato, ha dimostrato fin da subito di poter tenere il passo delle dirette concorrenti. Tuttavia, alla lunga, non è riuscita a restare agganciata al treno delle prime. Peccato per la terza finale consecutiva di Conference League sfumata: chissà che il prossimo anno non sia quello buono.
VOTO: 7-

GENOA
Facendo un bilancio complessivo, i Grifoni hanno incarnato la solidità che il loro allenatore mostrava già in campo da calciatore.
Una squadra sempre compatta, che non ha mai indietreggiato, e che – nonostante una campagna acquisti poco brillante, specie considerando le cessioni – ha saputo tenere testa alla categoria. Gran parte del merito va anche a mister Gilardino, che ha posto le basi nei due anni precedenti, ben sfruttate e valorizzate da Vieira.
VOTO: 7

LECCE
Non posso che premiare la stagione della squadra salentina, soprattutto per come ha affrontato la parte finale del campionato dopo la tragica perdita subita internamente, che ha colpito società e calciatori, e per come ha reagito al trattamento poco comprensivo ricevuto da parte della Lega.
Sticchi Damiani e Pantaleo Corvino sono i principali artefici della quarta salvezza consecutiva del Lecce: sono riusciti a portare avanti un progetto sostenibile sotto il profilo economico, valorizzando i giovani e realizzando importanti plusvalenze (basti ricordare Hjulmand e la recentissima cessione di Dorgu per 40 milioni).
Inoltre, molti calciatori interessanti hanno dimostrato di avere un livello superiore rispetto al resto della rosa, come il bomber montenegrino Nikola Krstovic e il difensore Gaspar, sicuramente al centro delle voci di mercato quest’estate
Voto : 6.5

PARMA
È difficile valutare la stagione del Parma.
Personalmente, a inizio anno mi sarei aspettato qualcosa in più, sia per quanto mostrato in cadetteria e nelle prime battute del campionato, sia per il valore della rosa, a mio avviso superiore rispetto alle concorrenti per la salvezza.
Tirando le somme a fine campionato, però, grazie anche al contributo di Christian Chivu, il Parma è riuscito a rialzarsi, dimostrando il proprio valore e la solidità che a inizio stagione erano un po’ mancate.
Si è messo in luce il talento di alcuni giocatori, come Bonny, Sohm e il giovane difensore Leoni, tutti calciatori che presto potrebbero affacciarsi a palcoscenici più importanti.
Rimane un po’ di rammarico per le prestazioni del giovane talento spagnolo Bernabé e del fantasista rumeno Man, che non sono riusciti a brillare, complice anche qualche infortunio e il difficile impatto con un campionato più competitivo
VOTO : 6+

TORINO
La canzone è sempre la stessa, la musica non cambia e non mi riferisco al coro che ha accompagnato tutte le partite del Torino contro il presidente Cairo.
Il Toro resta sempre lì, nella sua ombra, incapace di andare oltre le proprie potenzialità.
Anzi, quest’anno più che mai ,soprattutto dopo gennaio, la squadra è andata al di sotto delle aspettative.
A inizio stagione ha sicuramente pesato l’infortunio del capitano Zapata, che ha scosso non poco la compagine allenata da mister Vanoli.
Tuttavia, da gennaio in poi ci si aspettava un cambio di passo, ma nonostante gli innesti di Elmas, Casadei e Biraghi, la squadra ha mantenuto lo stesso livello di prestazioni: si è limitata al “compitino” senza mai davvero sporcarsi le mani.
L’unica nota positiva è stata la crescita esponenziale di Milinkovic-Savic, un portiere da top club.
VOTO : 5.5

UDINESE
Dopo la stagione sofferta dell’anno scorso, conclusasi con la salvezza conquistata solo all’ultima giornata, quest’anno l’andamento della squadra friulana è stato diverso: una prima parte di campionato da 8 pieno, seguita da una seconda parte più sottotono, con un rendimento da scarsa sufficienza e un calo forse fin troppo marcato.
Rjunaic ha comunque portato idee nuove e stabilità alla rosa, valorizzando diversi giocatori che nella passata stagione non erano riusciti a imporsi. Su tutti, Florian Thauvin, che ha entusiasmato i tifosi con il suo talento.
Il campionato si è chiuso con un onorevole 12° posto, raggiunto senza mai rischiare realmente la retrocessione e con un vantaggio costante sulle inseguitrici.
A mio parere, questa squadra ha grandi margini di crescita e, con qualche investimento mirato, l’Udinese potrebbe realmente tornare a competere ai massimi livelli.
VOTO : 7

VENEZIA
La squadra non merita un giudizio negativo per quanto riguarda l’impegno, la dedizione e la passione dimostrati in campo, soprattutto nel tentativo di raggiungere una salvezza che, a un certo punto della stagione, sembrava davvero impossibile.
Mister Di Francesco ha sempre dato il massimo, nonostante un organico giovane e inesperto, privo di un vero trascinatore e con un tasso tecnico forse insufficiente per competere con le dirette rivali.
Nella valutazione complessiva, non si può ignorare la partenza a gennaio del bomber e capitano Pohjanpalo, che ha ulteriormente indebolito una squadra già in difficoltà nel lottare per la salvezza.
La stagione si conclude con un deludente penultimo posto in classifica, frutto di sole cinque vittorie. Risalire adesso sarà davvero difficile, ma in laguna hanno già dimostrato di saper strutturare organici colpetitivi in caffetteria .
VOTO : 5+

VERONA
La squadra veneta rappresenta un esempio davvero ammirevole: negli ultimi due anni, pur sacrificando diversi giocatori importanti, è riuscita a conquistare due salvezze fondamentali, nonostante i continui cambi di allenatori, rosa e proprietà.
Quest’anno, con l’arrivo di Zanetti in panchina, l’Hellas ha dimostrato ancora una volta di essere all’altezza della situazione. Certo, non sono mancate alcune difficoltà e qualche pesante sconfitta evitabile, ma va riconosciuto che, concretamente, il rischio di retrocedere non si è mai materializzato.
Il piazzamento finale in classifica è più che dignitoso, segno di una squadra capace di adattarsi e lottare con determinazione. Anche in questa stagione, la società e lo staff hanno saputo trasmettere ai giocatori uno spirito combattivo, consolidando così un’identità forte che sarà preziosa anche in futuro
VOTO:6.5

Alessandro Verderosa

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