Pau Gasol, il gigante catalano, due volte campione NBA con i Los Angeles Lakers e primo spagnolo a vincere un titolo nella lega più prestigiosa del mondo.

Ma la strada verso il successo non è stata semplice…

Pau nasce il 6 luglio 1980 a Barcellona, in una famiglia di sportivi: suo padre Agustí e sua madre Marisa sono entrambi ex giocatori di basket. La passione per la pallacanestro scorre nelle vene del piccolo Pau, che cresce con un sogno in testa: giocare un giorno in NBA.

A differenza di molti altri bambini della sua età, però, il suo obiettivo non è semplicemente quello di diventare un giocatore professionista: lui vuole lasciare un segno indelebile nella storia dello sport.

A 16 anni entra nelle giovanili del Barcellona, ma in parallelo porta avanti anche gli studi di medicina, spinto dal desiderio di diventare un medico come il suo idolo, il dottor Eufemiano Fuentes. 

Tuttavia, la crescita improvvisa e il talento cristallino lo spingono a dedicarsi completamente alla pallacanestro. Con il tempo, il sogno NBA si avvicina sempre di più.

Nel 2001, dopo una stagione straordinaria con il Barcellona, in cui vince il campionato spagnolo e il titolo di MVP delle finali, Pau si dichiara eleggibile per il Draft NBA. Il 27 giugno 2001, il suo destino si compie: viene scelto alla terza chiamata assoluta dagli Atlanta Hawks, che lo scambiano immediatamente con i Memphis Grizzlies.

Gasol diventa subito un punto di riferimento per la squadra, vincendo il premio di Rookie dell’Anno nel 2002, primo europeo nella storia a riuscirci. Per sei stagioni domina a Memphis, ma la franchigia non riesce mai a costruire una squadra in grado di competere per il titolo. La frustrazione cresce, ma Pau continua a lavorare, sapendo che prima o poi l’occasione giusta arriverà.

Ed è proprio nel 2008 che la sua carriera prende la svolta decisiva: viene ceduto ai Los Angeles Lakers, arrivando così alla corte di Kobe Bryant. L’intesa tra i due è immediata, si capiscono al volo, e con Pau al fianco di Kobe, i Lakers tornano a essere una squadra da titolo.

L’impatto di Gasol sui Lakers è istantaneo. Nella sua prima stagione, il contributo del lungo spagnolo permette alla squadra di raggiungere le Finals NBA, dove però i Lakers vengono sconfitti dai Boston Celtics. Ma la sconfitta è solo un trampolino di lancio per il successo che arriverà nei due anni successivi.

Nel 2009, Gasol è determinante nella cavalcata che porta i Lakers al titolo NBA. La sua versatilità, capacità di passaggio e presenza sotto canestro si rivelano fondamentali nelle Finals contro gli Orlando Magic. 

Los Angeles trionfa 4-1, con Gasol che dimostra di essere il secondo violino perfetto accanto a Kobe Bryant.

È poi nel 2010 che Pau scrive il suo nome nella leggenda. 

Le Finals vedono di nuovo di fronte i Lakers e i Celtics, in una delle rivalità più accese della storia del basket. La serie è combattutissima e arriva fino a Gara 7. In quella notte indimenticabile allo Staples Center, Gasol gioca una delle migliori partite della sua carriera: 19 punti, 18 rimbalzi e un’intensità difensiva straordinaria contro Kevin Garnett. Il suo contributo è decisivo per la vittoria dei Lakers, che si impongono 83-79 e conquistano il secondo titolo consecutivo.

Kobe Bryant, che vince il premio di MVP delle Finals, non esita a riconoscere il valore del compagno: “Non avremmo vinto questi titoli senza Pau. È uno dei giocatori più intelligenti con cui abbia mai giocato.”

Dopo il trionfo del 2010, Gasol rimane un punto fermo dei Lakers per diverse stagioni, ma con il declino della squadra e l’infortunio di Bryant, il ciclo vincente si chiude. Nel 2014 lascia Los Angeles, ma il suo contributo alla storia dei Lakers è indelebile.

Pau non è solo un campione in NBA, ma anche un leader con la nazionale spagnola. Con la Roja vince tre ori agli Europei (2009, 2011, 2015), due argenti olimpici (Pechino 2008, Londra 2012) e un bronzo a Rio 2016. Diventa il miglior marcatore di sempre degli Europei e uno dei giocatori più vincenti della storia della pallacanestro internazionale.

Dopo l’addio ai Lakers nel 2014, gioca per diverse squadre, tra cui i Chicago Bulls e i San Antonio Spurs, continuando a dimostrare la sua classe e la sua intelligenza cestistica. Nel 2021, dopo un’ultima stagione con il Barcellona, annuncia il ritiro dal basket professionistico.

Il 17 ottobre 2021, i Lakers ritirano la sua maglia numero 16, un onore riservato solo alle leggende. Durante la cerimonia, Pau Gasol prende il microfono e con la voce rotta dall’emozione dedica un lungo tributo al suo amico e compagno di battaglie, Kobe Bryant: “Kobe mi ha reso un giocatore migliore, ma soprattutto una persona migliore. Questo onore lo condivido con lui, perché senza Kobe, non sarei qui.”

L’immagine di Pau che guarda verso il soffitto dello Staples Center, con le lacrime agli occhi mentre la sua maglia sale accanto a quella di Bryant, resterà impressa per sempre nei cuori dei tifosi.

La sua storia è la prova che il talento, unito alla determinazione e alla forza dei legami, può portare dalle strade di Barcellona fino alla leggenda della NBA. E oggi, lassù, accanto alla maglia del suo grande amico, il numero 16 dei Lakers splende per l’eternità.

Articolo a cura di Federico Pieretti

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