In un’epoca dove lo sport assume sempre di più un valore predominante, soprattutto al fine di promuovere un messaggio di coesione, di rispetto agonistico e passione nei giovani; il tennis grazie a Jannik Sinner, colui che si può definire attualmente una leggenda italiana sia per la sua bravura che per la sua giovane età, ad oggi il numero uno, è riuscito a portare il suo sport, il tennis all’apice del successo, tanto da arrivare ad essere inserito nelle Olimpiadi.
Due volte numero 1 nei tornei dello slam, cioè Australian open in Malbourne e Us open a New York, e 3 masters 1000 nella stessa stagione dopo Rafa Nadal, Novak Djokovic, Pete Sampras e Roger Federer. Jannik sinner ha dominato Shangai nell’ultimo torneo e ha regalato agli azzurri una magia segnando un traguardo importantissimo dove nessun tennista italiano è mai riuscito ad arrivare.
 
Sinner è cresciuto a Sesto Pusteria in una famiglia di madrelingua tedesca, figlio di Siglinde e Hanspeter, che hanno lavorato presso il rifugio Fondovalle (Talschlusshütte) in Val Fiscalina per 20 anni fino al 2022. Prima della nascita di Jannik i genitori avevano adottato Mark, nato in Russia.
All’inizio si è cimentato nello scii dove però non ha mai ottenuto i risultati auspicati, ha cominciato parallelamente durante l’adolescenza alcuni allenamenti di tennis e crescendo ha alternato entrambi gli sport salvo poi preferire il tennis.
 
Esordisce nel circuito professionistico il 12 settembre del 2015, disputando senza successo le qualificazioni del Futures Croatia F16.
 
Debutta conquistando il secondo titolo in carriera all’ATP 250 di Melbourne con il successo in finale su Stefano Travaglia. Raggiunge i quarti di finale ai tornei di Marsiglia e Dubai e diventa il più giovane tennista italiano a raggiungere la finale in un Masters 1000 a Miami, dove viene battuto da Hubert Hurkacz in due set.
A Sofia conferma il titolo vinto l’anno precedente, battendo Monfils in finale senza cedere alcun set nell’arco dell’intero torneo.
 
Inizia la stagione esordendo in ATP Cup, dove l’Italia viene sconfitta nel round robin. Agli Australian Open raggiunge per la prima volta i quarti di finale del torneo, dove viene battuto in tre set da Stefanos Tsitsipas. A febbraio annuncia la conclusione della collaborazione con Riccardo Piatti; designa come nuovo allenatore Simone Vagnozzi, che da giugno sarà poi affiancato da Darren Cahill.
Ha sempre mantenuto un ottimo rapporto con i suoi coach succedutisi nel tempo.
A partire da gennaio si è conquistato grandi traguardi battendo il pluricampione Novack Djokovic e conquistando da ultimo 7 semifinali per trionfare a Riad battendo lo spagnolo Carlos Alcaraz. Traguardo incredibile dopo che nelle ultime finali Carlos ha sempre affermato la sua supremazia e questo rende ancora più speciale la conquista di Sinner che può essere equiparata allo scontro Davide e Golia, proprio come Davide Sinner è riuscito a sfangare la vittoria e colorare di azzurro tutta Riad.
 

Le sue doti in campo sono la pacatezza, la resilienza, il non abbandonarsi mai ad esternazioni forti sia in caso di delusioni sia in caso di successi. Il suo “ pugnetto” con la mano destra che spesso mostra dopo un vincente da’ la dimensione della sua tenacia, del suo impegno in campo e negli allenamenti, del suo carattere forte e volitivo. Ricordiamo tutti la sua frase rivolta al suo storico coach Simone Vagnozzi dopo aver vinto gli ottavi del torneo di Indian Wells del 2023: ”Vagno andiamo ad allenarci”. E ciò a riprova della sua strenua volontà di migliorare sempre e di non arrendersi mai. Sicuramente tutte qualità che non sono scontate in uno sport individuale dove la competività stimola il poco agonismo e rispetto tra gli atleti, ed è soprattutto un messaggio di grande umiltà per la nostra generazione così da andare al di là dello sport.
E’ divenuto un’icona di stile, con la sua mitezza e riservatezza, non parlando mai del suo privato e lasciandosi soltanto ora andare a qualche tenerezza con la sua amata collega Anna Kalinskaja. Nelle interviste post partita dimostra sempre grande lucidità, la stessa che usa in campo, riuscendo ad analizzare ogni aspetto tecnico e tattico proprio e del suo avversario per il quale ha sempre parole di elogio. Rispettoso nei confronti delle decisioni arbitrali, anche di quelle macroscopicamente errate come quella assunta dal giudice di sedia durante la partita con il greco Stefanos Tsitsipas nel torneo di Montecarlo nello scorso aprile,dove il giudice di linea vide fuori una palla che invece era rimasta in campo! La signorilità e l’aplomb di Jannick non sono seconde a quelle di “Re Roger”, che lui stesso dice di essere la sua ispirazione ; la sua giovanissima età indurrebbe a ritenerlo un ragazzo non proprio maturo. Al contrario, il tennis ed il successo hanno rafforzato il suo equilibrio ed il suo carattere pacato per natura. La sua semplicità non è stata spazzata via dagli innumerevoli successi ed in un crescendo di vittorie possiamo registrare un crescendo di affetto da parte del pubblico. La sua abitudine di mangiare le carote al cambio del campo durante le partite ha ispirato i “carota boys” , sei amici con un bizzarro vestito da carota e una grande passione per il tennis, che potremmo definire gli ultra’ del tennis!
Caro Jannick , ti aspettiamo ora alle ATP Finals 2024 , ultimo importante appuntamento di quest’anno, pronti a tifare per vederti trionfare anche a questo prestigioso appuntamento! Forza Jannick, forza fox!

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