“Il mio ideale politico è l’ideale democratico. Ciascuno deve essere rispettato nella sua personalità e nessuno deve essere idolatrato. Per me l’elemento prezioso nell’ingranaggio dell’umanità non è lo Stato, ma è l’individuo creatore e sensibile, è insomma la personalità; è questa sola che crea il nobile e sublime, mentre la massa è stolida nel pensiero e limitata nei suoi sentimenti.”

ALBERT EINSTEIN

Nell’era della globalizzazione e dei rapidi cambiamenti sociali, politici ed economici, le teorie della democrazia continuano a suscitare dibattiti accesi e riflessioni profonde. Da antichi filosofi a pensatori moderni, il concetto di democrazia è stato oggetto di interesse e interpretazione da parte di numerosi studiosi nel corso dei secoli.

Attualmente, la definizione del termine “democrazia” e l’idea ad essa associata sono ampiamente comprese. Tuttavia, non tutti sono consapevoli degli aspetti fondamentali e delle caratteristiche che sottendono a questo concetto. In questo articolo, ci proponiamo di esaminare le interpretazioni delle principali teorie delle Relazioni Internazionali riguardo al concetto di democrazia.

 Tra le numerose teorie delle Relazioni internazionali le principali sono: Realismo, Liberalismo, Costruttivismo e Marxismo.  Si intende esaminare il concetto esteso di “democrazia” all’interno di ciascuna delle teorie menzionate.

Quando parliamo di Realismo, si fa riferimento a una teoria che tende ad enfatizzare la centralità del potere, in particolare, l’importanza degli interessi nazionali e della sicurezza nazionale.

Per comprendere appieno il punto di vista dei realisti, è fondamentale analizzare il contesto storico nel quale questa teoria emerge. Il Realismo si afferma dopo la Seconda Guerra Mondiale, in un periodo in cui il mondo intero era ancora sotto shock per via delle conseguenze della guerra. In quello stesso periodo, i valori positivi condivisi dal liberalismo, non potevano essere completamente abbracciati da un mondo scosso. Di conseguenza, molti leader mondiali adottarono una prospettiva realista.

I realisti, quindi, fanno proprio un approccio pessimista verso la natura umana e, di conseguenza, verso le relazioni internazionali. 

L’essere umano sarebbe disposto a qualsiasi cosa per garantirsi il potere e la supremazia, si sfocia, quindi, nella convinzione di un continuo stato di competizione e che la pace e anarchia si escludono reciprocamente.

Gli Stati democratici, come tutti gli altri, sono considerati attori razionali che perseguono i propri interessi e la propria sicurezza. In sostanza, gli Stati sono spinti a agire in modo egoistico, e pertanto cercheranno sempre di proteggere la sicurezza nazionale piuttosto che perseguire valori democratici.

Il Liberalismo si contrappone alle convinzioni dei realisti. 

Infatti, i liberali sono orientati da una visione positiva della natura umana; credono profondamente nel progresso e nella modernizzazione. È importante specificare che i liberali non escludono l’egoismo intrinseco della natura umana. Anzi, credono che gli esseri umani siano egocentrici, ma ritengono anche che gli individui condividano molti interessi, spingendoli così a cooperare per il bene di tutti.

Date le premesse, i liberali tendono ad essere forti sostenitori della democrazia e, più in generale, dei valori democratici. Sottolineano l’importanza di proteggere i diritti individuali all’interno di un quadro democratico. Credono che i governi democratici debbano salvaguardare i diritti e le libertà degli individui.

Inoltre, i liberali ritengono che le leggi debbano essere applicate in modo coerente, e che tutti, compresi coloro al potere, debbano essere soggetti alla legge. Sottolineano pertanto l’importanza di una parità sociale e politica. Secondo i liberali, la democrazia non si limita alla mera tutela delle minoranze, ma implica anche la creazione di una società aperta e inclusiva, che stimoli la partecipazione civica e l’engagement. Credono fermamente che un cittadino informato e attivo sia essenziale per il corretto funzionamento di una democrazia sana.

Tuttavia, è essenziale sottolineare che queste rappresentano generalità; le concezioni dei liberali possono differire notevolmente, con diverse correnti di pensiero all’interno del liberalismo che offrono prospettive sfumate sulla democrazia.

Il punto di vista dei costruttivisti risulta essere, notevolmente, distinguibile sia dal realismo che dal liberalismo. 

In particolare, i costruttivisti pongono l’accento sul ruolo cruciale di idee, norme e identità culturali nel determinare azioni e comportamenti politici. In questo contesto, le democrazie non vengono solo considerate come una forma di governo, bensì come parte integrante dell’identità di uno Stato. Essi evidenziano l’idea secondo la quale il luogo di nascita e crescita modella le proprie convinzioni e, di conseguenza, le azioni che ne derivano.

Inoltre, si attribuisce una forte influenza alle istituzioni, che possono contribuire al processo di socializzazione e facilitare la cooperazione tra le democrazie.

In sintesi, i costruttivisti ritengono che la democrazia non sia soltanto un insieme rigido di regole, ma piuttosto un concetto in evoluzione, plasmato nel tempo dalle idee condivise e dalle norme culturali all’interno del sistema internazionale.

Infine, il punto di vista marxista. Si presume che l’intero mondo sia dominato dal capitalismo. Quest’ultimo influenza sia l’economia che la politica. Pertanto, l’analisi marxista della democrazia è basata sulla classe. Si argomenta che, nonostante le società cerchino di essere democratiche, sono comunque caratterizzate da fondamentali disuguaglianze di classe. Dunque, si parla di una “democrazia capitalista”.

I marxisti ritengono che per raggiungere completamente una società democratica, è necessario un cambiamento rivoluzionario, grazie al quale le differenze tra borghesia e classi più basse vengono abolite.

In conclusione, il concetto di democrazia si presenta vasto e intricato. Un’intelaiatura approfondita del suo significato richiede una ponderata riflessione sulle molteplici teorie e caratteristiche che hanno plasmato la comprensione contemporanea della democrazia, così come la percepiamo oggi. Solo attraverso tale approccio è possibile formarsi un’idea autentica di ciò che la democrazia rappresenta concretamente.

Articolo a cura di Sofia Schettino 

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