Un calvario durato 10 anni quella di una ragazza cinese, oggi diciannovenne, che ha trovato la forza di denunciare ciò che le accadeva all’interno delle mura domestiche.
Si è consumata nella capitale una delle storie più raccapriccianti e disumane di cui si ha memorie: la giovane era costretta a lavorare anche 12 ore al giorno, non poteva uscire di casa, veniva mandata a scuola solo per mantenere un’apparenza di normalità, e per quanto questa sembri già una classica storia di maltrattamenti, non è (solo) questo ciò che fa rabbrividire.
Il peggio avveniva la sera, quando il padre abusava di lei, sotto gli occhi della madre, la quale sapeva e non è mai intervenuta.
Le insegnanti della vittima avevano notato la costante e progressiva chiusura della loro studentessa, ma non potevano avere idea di ciò che accadeva in quella casa.
Nonostante tutto ciò che ha passato, nonostante gli abusi e gli incalcolabili traumi, la ragazza ha comunque trovato la forza di scappare di casa e rivolgersi a un centro antiviolenza e denunciare l’accaduto.
I genitori hanno persino denunciato la scomparsa della figlia, un atto che ironicamente sarebbe da attribuire a un padre e una madre premurosi, preoccupati della scomparsa della persona più importante per loro.
Gli investigatori hanno effettivamente bussato alla porta della coppia, ma per comunicare il divieto assoluto di avvicinarsi a quella bambina che per troppo tempo avevano torturato
I PM di Roma hanno già proceduto ad accusare i genitori di maltrattamenti e violenza sessuale, e noi non possiamo fare altro che aspettare e osservare lo svolgimento della vicenda, stando accanto alla vittima, con il pensiero indelebile, seppur sconfortante, di quanto disgustosa possa essere la nostra razza
a cura di Antonino Varì
