In Germania, la coalizione di governo ha da poco presentato una proposta, trascritta in una bozza di legge molto particolare: la banale frase ‘’gli amici sono la famiglia che scegli’’ potrebbe divenire realtà.
La parentela elettiva verrà riconosciuta insieme a quella consanguinea, ma cosa realmente sta a significare? Per rispondere al quesito appena posto si fa immediato riferimento alla ratio della riforma del diritto di famiglia suggerita, ossia formare una comunità basata sulla corresponsabilità (Verantwortungsgemeinschaft).
Il sostantivo femminile vuole letteralmente dire ‘’responsabilità divisa con altri’’, d’altronde ciò non accade giornalmente? Quante volte si affida inconsapevolmente in mano ad un amico una parte tanto significativa dell’essere; che sia sotto forma di un consiglio, che lo si faccia entrare all’interno del subconscio come custode dei sogni notturni, o semplicemente chiedendo di essere accompagnati fisicamente e mentalmente verso scelte poco lievi.

La nostra Costituzione all’art.29 comma 1 recita ‘’La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio’’, l’unica similitudine che è possibile cogliere con il sistema tedesco risiede nell’istituto della stepchild adoption, il quale consiste nell’adozione del figlio del/la proprio/a compagno/a, non potendo però paragonarlo ad un affidamento pieno.
Tornando alla lettera della legge sì, la famiglia è una società naturale che preesiste allo Stato e che allo stesso modo non ne deriva: il luogo in cui i diritti inviolabili della persona prendono vita e maturano, eppure senza matrimonio o, a seguito della L.76/2016, in mancanza di unione civile o convivenza more uxorio (c.d famiglia di fatto), questo luogo di protezione e crescita non è neanche pensabile.
Contrariamente, i giuristi tedeschi nell’ottica di quello che è un diritto in costante movimento, porrebbero così il cittadino dinnanzi ad una libera scelta: rimanere legato a quella che si può definire famiglia tradizionale o decidere i propri parenti, cioè indicare gli amici ipotetici quali ‘’congiunti con diritti e doveri’’; non sarebbe dunque il sangue l’elemento determinante, bensì la volontà. Risulta opportuno però, meglio analizzando la proposta di legge, sottolineare come la stessa rimanga strettamente confinata a delle situazioni limite, tra le quali presentate fanno per lo più riferimento ad anziani, le cui famiglie non sono più presenti o magari disgregate e lontane fisicamente.
Il concetto chiave è quello di rendere l’istituto familiare più flessibile, così da consentire una tutela legale per quelle che potrebbero essere scelte sui diritti ereditari o sulle decisioni riguardanti eventuali cure.
Ancora, inquadrare giuridicamente profondi rapporti sessualmente riferibili o meno, che si basino sul sostegno a vicenda.
Per finire, sul piano adottivo, un cambiamento di questo tipo porterebbe al riconoscimento di un bambino senza l’applicazione dei canoni richiesti, come che provenga da una coppia eterosessuale o che il matrimonio debba per forza legare i due neogenitori.

Nella vita a volte vengono a crearsi legami che nulla è in grado di rompere; c’è chi ha la fortuna di riscontrarli nella propria casa sin dal giorno della sua nascita, c’è invece chi trova questo angolo sicuro di protezione nel proprio consorte; ma potrebbe anche accadere che la persona su cui si possa contare per tutta la vita sia quella con cui si abbia occupato l’ultimo banco ripetendo le tabelline, quella con cui si abbia condiviso la cuffietta in autobus per tutto il liceo o la più inaspettata.
Quando due o più persone si incontrano, può capitare che oltre ad una conoscenza dell’altro, si arrivi ad un vero e proprio riconoscimento di sé stessi e a quanto pare, i tedeschi credono in questo tanto da provare a tutelarlo legalmente, perché non dovremmo anche noi?
A cura di Carolina Ricci
